lunedì, dicembre 12, 2005

Un giorno come un altro

Lunedì mattina, una mattina come tante. Una nuova settimana è iniziata, bene o male ancora non lo posso sapere, certo l'augurio è che sia una settimana soddisfacente, una settimana serena, una settimana senza pensieri, o solo con pensieri che allietino la mente.
Intanto questa mattina ho aggiunto un'altra tacca al libretto universitario, un altro esame dato, un altra conferma che l'università fa davvero schifo...la serietà ha voltato le spalle e se n'è andata tempo fa, tanto tempo fa.
Studiare? studiare nel senso vero del termine ormai è un lusso che ci si concede per piacere personale perchè per sostenere un esame basta una vaga infarinatura della materia, e un po' di faccia tosta.
Ho sperimentato più volte che se dimostri di essere sicua di te stessa e ti presenti con un atteggiamento rispettoso e convincente l'esame è superato anche brillantemente.
Nemmeno i docenti hanno più voglia di approfondire la loro disciplina, arrivano agli appelli fumando, magari in ritardo adducendo scuse che sono pari al mal di pancia dei bambini che non vogliono andare a scuola;
Questo clima di totale indifferenza mi fa male perchè quando mi ero iscritta alla facoltà di Lettere ero contenta di poter studiare quello che mi piaceva più di ogni altra cosa, adoro leggere, adoro sprofondare nei testi degli autori e scervellarmi per capire che cosa li ha spinti a scrivere proprio in quel modo, mi piace tantissimo confrontare testi, opere e stili di un solo autore, o più autori...ma poi mi sono accorta che per imparare qualche cosa di nuovo c'è bisogno di avere anche una guida in grado di indirizzare almeno la parte iniziale del lavoro, e insegnanti in grado di fare questo ce ne sono pochi, anzi si contano sulle dita di una sola mano: è decisamente sconfortante.
Ho seguito corsi tenuti da docenti che arrivavano a lezione, aprivano un testo e si limitavano a leggere...ho preso appunti e confontandoli alla fine del corso con il manuale di riferimento erano una copia esatta con anche parti scritte esattamente allo stesso modo: e poi pretendono da noi rielaborazioni? Ma per favore, non scherziamo!
Ho bisogno di una smentita...
Hugs,kisses&cookies
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7 commenti:

Markuz ha detto...

Sorry, da (giovane) docente universitario ti posso solo dire che la didattica è una gran rottura... purtroppo la parte peggiore del nostro lavoro. Sarà perché mediamente è la parte meno gratificante... con gli studenti che circolano. E' un po' un circolo vizioso, come vedi ;)

MaestraZen ha detto...

Non posso smentire...penso che nella facoltà di medicina ci sia addirittura il peggio! Per loro, e temo di non esagerare, l'università e solo uno stipendio in più...capisco che il loro lavoro vero si svolge in reparto (o per alcuni nello studio privato!) ed è anche logico ma non riescono a capire che siamo noi che continueremo il loro lavoro??? Posso capire che non siano disposti a dare troppo a lezione ma il tirocinio sarebbe il luogo giusto per conciliare la pratica medica e la nostra sete di verificare quello che altrimenti possiamo solo leggere sui libri (e ovviamente non è la stessa cosa...). Quando lo capiranno?
Purtroppo buon medico non è sinonimo di bravo insegnante!
Penso che -e cambio argomento- anche per gli chef sia lo stesso no?? Mi dicono che alcuni sono molto restii a dare suggerimenti e consigli...
Mi piacerebbe poter cadere nella spirale dei corsi di cucina ma temo che sia per il fattore economico sia per una questione di tempo non accadrà.....purtroppo poi il panorama bolognese dei corsi è molto più scarno rispetto a quello milanese...magari potessi venire alla scuola di cucina italiana!!! Quale corso hai scelto per l'anno prossimo?

Complimenti comunque per l'esame! E a presto!
Sara

perec ha detto...

mmm... per fare l'autore, la laurea in giurisprudenza e quella in scienze politiche non mi sono servite. non molto, solo per minacciare qualcuno quando lavoro alle inchieste, poco altro. ma posso dirti che i primi libri che ho chiesto, quando ho cominciato ad essere quella che li manda in tv, sono stati i volumi di un'antologia. l'avevo bruciata ai tempi delle superiori, era un testo adatto anche all'università. mi faceva rabbia il fatto che non avrei continuato, per vari motivi, su quella strada i miei studi. il mio lavoro è di sostanziale ricerca, e anche quando scrivo vado a cercare emozioni, ricordi, informazioni, nelle pieghe della memoria. al di là di quello che ti è capitato, delle amarezze e dello sconforto, ti auguro una curiosità mostruosa, divorante, bestiale. quella ti renderà capace di essere versatile, di fare collegamenti e comparazioni anche quando pelerai le rape. e te lo dico da 34 enne, non da nonna....

Andrea ha detto...

Carino il tuo blog :-) baci

Lucia ha detto...

ci sono insegnati di tutti i generi Gaia...c'è anche chi ci mette il cuore e io ricordo soprattutto quelli

Gaia ha detto...

Si lo so che ci sono insegnanti che ci mettono il cuore, non era mia intenzione generalizzare, anche io ho avuto esperienze piacevoli, anzi la mia professoressa di Latino&Greco dei tre anni di liceo la porterò sempre nel cuore, perchè è solo grazie a lei se ho iniziato ad amare realmente lo studio e ad avere quella curiosità e voglia di approfondire anche quando nessuno lo richiedeva esplicitamente, però qui all'università mi sembra che questo manchi...

PuNk3st4 ha detto...

ciao gaia..scusa l'of...ma siccome dubito che tornerai facilmente sul mio blog ti posto anche qui i miei ringrazimenti x gli auguri :) ora mi leggo un po' il blog tuo va'
さようなら :)