martedì, giugno 13, 2006

Ristorante giapponese Shun

La mia indole testarda e cocciuta mi ha portata ad ignorare il sottile invito a non cenare in questo ristorante, per cui seguita da tre martiri ho prenotato una tavolo e così ha avuto inizio l’avventura!
Ero rimasta molto incuriosita dopo aver letto la recensione riguardante le doti estrose del cuoco nippo-brasiliano Mario, che evidentemente quella sera doveva essersi concesso una vacanza perché quello che ci è stato servito era tutto tranne che estroso o degno di una particolare considerazione!
Io mi sono gettata a pesce su dei maki con tonno e cipolline e degli uramaki speciali che sarebbero consistiti in maki ripieni di gambero cotto e rivestiti di salmone affumicato…dunque ma parliamone di questa innovazione così trasgressiva: questi benedetti uramaki perché nessuno li sa più tenere insieme? Il gambero all’interno era decisamente stracotto, quasi secco…voi avete per caso notato la maionese? Io non mi sono nemmeno lontanamente accorta della sua presenza, e poi vogliamo disquisire sul salmone esterno? Meglio sorvolare perché di certo il secolo scorso deve aver avuto la parvenza di un salmone quella sera no!
I miei cari commensali hanno provato un sushi misto: 6 nighiri+2 maki+2 uramaki il tutto al modico prezzo di 15euri, ma stiamo scherzando?!?
Una selezione di nighiri, non ho approfondito la loro forma e presentazione, ma non spiccavano per qualità a quanto ho appurato; e infine un’insalata di alghe un temasi al salmone, forse l’unico che aveva un aspetto vicino a quello tradizionale giapponese, e un sashimi misto…soliti filetti di pesce misto crudo, ma non abbiamo chiesto né che tagli fossero né la provenienza!
Passati alla grande i dolci, un po’ per le intolleranze un po’ per rispetto delle nostre persone.
Non mi addentro nemmeno nel merito della qualità del riso per il sushi perché davvero potrei diventare perfida, mi basta sottolineare che la miscela di aceto e zucchero non è così difficile da fare, magari se ogni tanto ci si ricordasse di usarla durante la fase di raffreddamento del riso…
Volete che vi illustri l’ambiente? Ok come sempre ci si deve avvicinare al minimalismo, ma questa volta non estremo…peccato per l’illuminazione scarsa, carina invece l’idea del soppalco tatami; credo che il maggior impegno sia stato messo nel progettare il lavabo e l’aggeggio che faceva scendere la carta per asciugarsi le mani in bagno…quella è stata prova di grande tecnologia nipponica! Ma forse per un ristorante non basta, o sbaglio?
Eravamo indecisi sul voto finale, dopo una breve consultazione ci siamo ritrovati per un onestissimo 4/5 per il rapporto qualità-prezzo, troppo caro per quello che viene servito e per la qualità di ciò che viene spacciato per sushi!

Se volete comunque tentare:

Ristorante giapponese Shun
V.le Tunisia 6
20100 Milano
tel:02.29403096

13 commenti:

Kjaretta ha detto...

Poveri, mi spiace di questo insuccesso: urge rimediare ;-)

mattop ha detto...

Recensione precisa e accurata, confermo il tuo giudizio anche se non ho grande esperienza in materia giapponese. Brava!
Alla prossima, ciao

Elisa ha detto...

Ahah, recensione davvero accurata :)

Mattop, ma tu non gli avevi dato un bell'8?

mattop ha detto...

Si si... non sarei stato così severo ma non si contraddice l'esperta!

Gaia ha detto...

mi spiace aver usato toni tanto severi, ma proprio non si può pretendere di definirsi "ristorante giapponese2 e poi cadere così miseramente su delle banalità come la freshezza del salmone affumicato, elisa ricordi che aspetto secco secco che aveva?
mi spiace che il battesimo di matteo non sia stato eccellente, però sono sicura che un giapponese vero a milano c'è...compito è scovarlo!
paladina del sushi, preservatrice di sashimi e virtuosa degli uramaki!

gli scribacchini ha detto...

Ma una sana casoela mai?
:-P
Lo zio Pix

Gaia ha detto...

in questa stagione...poi credo che la pennaca post casseoula potrebbe durare per tutta l'esate!

mattop ha detto...

Ma allora anche i macrobiotici non hanno diritto alla penneca?
Mi sa che se vuoi guadagnare la penneca devi farti almeno una trippa ben condita! Eh Eh...

Kjaretta ha detto...

Remy, quando la stagione e` piu` consona ti prometto un reportage della nonna che fa la casoela nelle solite quantita` lillipuziane:
-verze 15 kg
-cotenne 3kg
-carne 5 kg

puoi immaginare che "pentolina" usa ;-)

Elisa ha detto...

Gaietta, "sfilacciato" direi :))

Uhm...la cassoeula...credo sia uno dei pochi piatti che proprio non mi ispirano :)

Ma...penneca non e` termine romano? qui mi ero abituata a dire "polatina"?

gli scribacchini ha detto...

Insomma, penneca, trippa, la nonna, le dosi canoniche e...
ve lo do io il giappone :-P
Lo zio
naturalmente scherzo, se non avessi un palato curioso cosa ci farei qui a parlare di cucina?

Gaia ha detto...

qui io ho sempre sentito "pennIca"...o riposino o dormitina, scegliete voi! la suddetta caseola non l'ho ancora mangiata, pecca da lombarda, ma proprio non è una di quelle pietanze che si avvicinano ai miei gusti, troppo elaborata, troppo ricca, troppo ciccia...ma scai apprezzerebbe volentieri, kja se alla nonna avanza qualche cosa sia che qui c'è una boccuccia di rosa che sarebbe onorato di prestare i suoi servigi affinchè nulla andasse gettato!

Lamberto ha detto...

urca! e pensare che me ne avevano parlato bene.. io non ci sono ancora stato, ma ora dubito che ci andrò!! :)