mercoledì, maggio 24, 2006

Ristorante giapponese “Kisen”


Giusto per portare avanti il mio tour tra i ristoranti giapponesi di Milano, o quantomeno quelli che si spacciano per tali, lunedì sera vittima delle mie bacchette è stato il Kisen: un locale di nuova apertura, situato in una traversa non molto frequentata di C.so di Porta Ticinese.
A gustare lo spettacolo si sono gentilmente aggregate due amiche altrettanto curiose e decise a non concedere vie di scampo qualora il servizio non fosse stato soddisfacente!
A dire la verità questa volta mi trovo un po’ impacciata perché la serata è stata davvero molto bella e piacevole, quando la compagnia merita si tende anche a sorpassare sugli errori dell’oste…ma purtroppo non si può davvero perdonare la superficialità con cui si pretende di aderire ad un tipo di cucina così fine e legato a regole precise.
Sorvolo sull’estetica del locale, che per quanto piccolo fosse riusciva a risultare insignificante, tante pretese di essere trendy e alla moda, ma di sostanza molto poca: solito arredamento finto minimal, isola centrale per rassicurare la clientela sulla freschezza del pesce per il sushi/sashimi posto in bella mostra all’ingresso, quando poi tempo 5 minuti si è sentito un boati e almeno dieci bicchieri che si scontravano duramente contro il pavimento; accoglienza fredda e di poca cortesia da parte di un simpatico ragazzone italianissimo iper-palestrato (????!?!) e personale di sala che di giapponese forse forse aveva il colore dei capelli!
Ci viene portato il menù…tristissimo elenco di pietanze descritte come “rotolini di riso” con la traduzione in una qualche lingua orientale non meglio identificata…non che io capisca la differenza tra i vari ideogrammi, ma il dubbio che non fosse propriamente giapponese ci è venuto subito!
Ci sono rimasta davvero male per la poca cura della carta…va beh…ci siamo soffermate poi sulla possibile diffrenza tra una sushi misto che compariva ritratto nelle prime pagine e quello che invece veniva presentato poco dopo con una differenza di prezzo (da 20,00 a 13,50), scoprendo poi che era per la quantità di “rotolini” nel piatto.
Delusione massima, (kja confermi?!) per il riso: era bollito…nemmeno aromatizzato all’aceto ma neanche lontanamente!
Io mi fermo qui, tanto comunque da me non viene promosso.

Ristorante Giapponese Kisen
Via G. Mora
20123 Milano
tel. 02.36525697

Direi che ci tocca continuare con il tour…
Hugs,kisses&cookies

lunedì, maggio 22, 2006

Solo con te

…Solo con te,
non ho bisogno neanche di pensare

E svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare
solo con te,
E non è niente di speciale, ma
questo mi fa stare bene
solo con te

Sai cosa c’è? Ma cosa ci sta?
Quando in fondo ad una storia
Nessuno sa come andrà,
tu mi spiazzi e
ogni volta che mi guardi
mi parli, perso nei tuoi traguardi
Lo voglio fare davvero,
basta che ti ho
Lo voglio fare davvero,
se so che ti ho
Non c’è situazione che spaventa,
Solo con te quella voglia che ritorna

Solo con te
Ogni giorno ti trovo nel mio mondo,
Se stai con me…
Non c’è bisogno neanche di pensare…

hm...?!?

Era tanto che Mr. Patacca non compariva in rete, tenerlo fermo per un servizio fotografico sta diventando un'impresa, così quando riesco a prenderlo alla sprovvista queste sono le espressioni di massima intelligenza che riesco a cogliere!
Più che altro, ieri era in carenza di coccola, perchè è riuscito a farsi soprannominare anche "Cane-Ombra" perennemente attaccato ai miei piedonzi, (quelli nudi), e alle converse che timide spuntano dalla foto...
Già che è lunedì...BUONA SETTIMANA a tutti!
Hugs,kisses&cookies
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domenica, maggio 21, 2006

Pagnotte al mais


Questa mattina mi sono sentita ispirata, sarà stata la sveglia delle 7.15, saranno state le 5h e 1/2 di nanna, non lo so...sta di fatto che ho deciso di mettere le mani in pasta e vedere se ero ancora in grado di fare il pane, dopo un sacco di tempo che non provavo, per ovvi motivi!
Beh, buona parte dell'ispirazione mi è venuta per l'ospite che avrebbe condiviso con me il desco all'ora di pranzo, perchè le volte precedenti si è mangiato i miei crackers senza glutine, che diciamoci la verità...buoni fin che vuoi, ma non come il pane vero! Così mossa dal furore mattutino, ho aperto il mio armadietto preso la farina "00" e la fioretto, olio, sale e lievito, un po' di acqua e soprattutto il mio fedele piano di lavoro e via...

Ingredienti:
400g farina "00"
100g farina fioretto
300ml acqua tiepida
3 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
1 bustina di lievito di birra per panificazione


-Setacciare le farine e formare al centro la classica fontana; versare il lievito e lo zucchero, aggiungere l'olio e iniziare a d impastare;
-Aggiungere anche il sale e poca acqua alla volta continuando ad impastare per almeno una decina di minuti fino ad ottenere una palla omogenea, elastica e liscia;
-Metterla in una ciotola e ungerla di olio, coprire con un canovaccio umido o della pellicola per alimenti;
-Lasciar lievitare per un paio di ore lontano da correnti, fino a che l'impasto raddoppi le dimensioni;
-Ripredere l'impasto trascorso il tempo e dividerlo in quattro parti di uguale peso e impastarle nuovamente qualche istante formando poi delle pagnotte;
-Disporle su una teglia coperta con carta forno unta di olio, lasciarle lievitare di nuovo per circa 30min.
-Preriscaldare il forno a 200°, quando è in temperatura infornare per 40-45 minuti, fino a che la superficie delle pagnotte sia ben dorata e croccante!


Sono state apprezzate...cavolo mi sono fatta i complimenti da sola...cavolo avrei voluto spalmarle di nutella!
Hugs,kisses&breads

venerdì, maggio 19, 2006

Maguro Don alla mia maniera


Ovvero “Ciotola di riso e tonno”

Che fare a pranzo oggi? Fa caldo, tremendamente caldo…serve qualche cosa di fresco o quantomeno che non impegni la digestione in modo pesante, e allora che c’è di meglio di una bella ciotola di riso alla japo, altrimenti chiamato goham e una sana tartare di tonno?! Si lo so sono dipendente dal sushi&co che ci posso fare?!

Per il riso ho seguito i dettami di Kja.



Per la Tartare:

1 fetta di filetto di tonno
2 steli di erba cipollina tritati
il succo di ½ lime
1 cucchiaino di olio di sesamo chiaro
1 cucchiaio di olio evo
(un pizzico di sale: solo se non si mette la tamari/salsa di soya)
1 cucchiaino di tamari, (o salsa di soya…io la shoyu non la posso usare!)
semi di sesamo a piacere

-In una ciotola preparare un emulsione con il succo del lime, gli olii il sale, la tamari e l’erba cipollina;
-Tagliare a dadini piccolissimi il tonno e unirlo all’emulsione mescolando bene; coprire con della pellicola e riporre in frigo a marinare per una mezz’oretta;
-Quando anche il riso è pronto riporlo in una ciotola e disporvi intorno la tartare

beh…buon appetito!
Hugs,kisses&cookies

giovedì, maggio 18, 2006

Pollini

Ok che è stagione, ok che svolazzano per l'aere così leggiadri e soavi...ma i miei occhi iniziano a reclamare tregua! qui si piange e non è per tristezza, si singhiozza e non è per dolore! Basta pollini...sigh

domenica, maggio 14, 2006

Cuore alle fragole


E’ più forte di me, quando vedi i cesti di fragole al mercato non sono capace di resistere e devo assolutamente farne scorta…adoro le fragole, sono così belle, così dolci, così delicate…mi fanno impazzire per il loro colore brillante, per il verde del ciuffetto, per la forma a cuore di talune e per i chicchiri neri che sembrano piccole lentiggini!
Dopo il rotolo, e il risotto di qualche tempo fa oggi mi sono inventata questa torta semplicissima e di veloce preparazione.

Ingredienti: (per 12 muffins)

150g farina 00
50g frumina
50g farina di riso
80g zucchero semolato
20g zucchero di canna semolato
60g burro fuso tiepido
2 uova intere
1 cucchiaino di baking powder
vanillina
8-10 fragole tagliate a tocchetti ( a seconda delle dimensioni)
15-20g cioccolato fondente 70% grattugiato, o a scagliette




-Preriscaldare il forno a 200°;
-Fondere il burro e lasciarlo raffreddare;
-In una ciotola setacciare le farine con zucchero, vanillina e lievito;
-Tagliare a tocchetti le fragole, dopo averle mondate e lavate e aggiungerle alle farine insieme al cioccolato grattugiato;
-Sbattere leggermente le due uova e aggiungerle alle farine, aggiungere anche il burro fuso ed eventualmente un goccio di latte per ottenere un composto morbido, non importa che sia del tutto omogeneo;
-Preparare gli stampini da muffins, o imburrare un piccolo stampo a cerniera da 20cm, versare il composto e infornare abbassando la temperatura a 180° per 20min.
-Controllare la cottura con la prova stecchino.
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1 Maggio parte seconda

Seconda stella a destra, e poi sempre dritto…



Tempo mezz’ora e siamo andati a recuperare il mezzo, ancora quei quattro passi in una zona di Milano a me totalmente ignota, e si parlava e io mi guardavo intorno, sguardo al cielo rivolto ai palazzi d’epoca, sbirciando tra i portoni per cogliere i cortili interni, sempre di grande fascino; mi sono lasciata condurre alla scoperta di vie che conoscevo ma che non sapevo dove fossero nella realtà milanese, scoprendo che le varie zone non erano poi così lontane le une dalle altre, esordendo ad intervalli regolari di qualche attimo con “ahhh…siamo quii???! Ma dai?!” cogliendo un’occhiata sorridente quasi volesse poggiarmi una mano sulla testa con una pacca quasi fraterna.
“Bene, dove andiamo a mangiare?”
“Ma, non so…un posto tranquillo senza pretese!”
“Si, si va bene!”
“Uh, cavolo…però! E’ lunedì e in più il primo maggio, dobbiamo anche trovare qualche cosa di aperto…”
“Ti va la birreria di sabato sera? Quella in fondo a Solforino…ho la certezza che quella sia aperta…era aperta anche il giorno di Natale!”
“Si, va bene…era anche un bel posto!”
“ok!”
Il traffico della sera ci ha fatto compagnia fino ai Bastioni di Porta Nuova, in sottofondo l’autoradio con un cd discretamente demenziale (pardon…)!!!

Mah…che giornata strana, ma si può trovarsi così bene con una persona dopo aver trascorso insieme poche ore?! Cavolo mi sembra di conoscerlo da una vita e invece facendo due conti arrivo ad un totale di 24 ore, forse, divise in due sere e una mezza giornata…davvero ci sto capendo poco, solo che sono qui che sorrido, mi sto divertendo come una matta, rido e riesco ad sentirmi davvero la gaietta tutta allegra che fino ad una settimana fa tradiva il nome che porta! Senti, ciccia non ti fare troppe domande, tanto ora non hai tempo di trovare le risposte…è una bella serata? Si decisamente! Sei in buona compagnia? Beh…direi! Ti ricordi a cosa hai pensato 5 minuti fa? Hm…no…Bene, ottimo, direi obiettivo mente libera quasi raggiunto, brava continua così!

“Ecco, ora ci tocca trovare parcheggio…”
“Proviamo vicino alla porta, come sabato”
“Bien!”
“Quanta gente per essere il primo maggio…” (si beh, conversazione scema…lo so anche io, ma ora un po’ di tensione c’è! Le mani lo sanno bene, si stanno raggelando)
“Saletta sotto?”
“Si, va bene”
E scendiamo le scale della “Antica Birreria di Porta Nuova”, al fondo di via Solferino, un locale molto bello, piccolo ingresso con portoncino, sala al piano superiore con tavoli di legno o ancora più spettacolari sono dei tavoli ricavati usando come piano di appoggio delle assi di legno levigate e come gambe, quelle che appartenevano alle vecchie macchine da cucire Singer e Necchi, ancora in ferro battuto, con le pedaliere movibili…davvero un piccolo particolare degno di nota; su ogni tavolo l’immancabile candela però qui infilata in una bottiglia di vino ormai ricoperta di cera fusa e solidificata, tutta da staccare con le dita uno dei miei passatempi preferiti quando si esce tra una chiacchiera e l’altra.
Nascoste nell’angolo dietro la cassa al fondo della sala, le scale che portano ad un’altra sala sotterranea, molto grande divisa in tre ambienti, uno più nascosto a creare un’atmosfera più riservata con pochi tavoli da due quattro coperti non di più e gli altri due invece comunicanti e di passaggio per i camerieri che dalla cucina si susseguono portando taglieri misti e pizze fumanti.
Il nostro tavolino poggiava alla dispensa adibita all’ordine delle bottiglie di olio e aceti di vari tipi…mi sono soffermata a guardare le provenienze e le qualità, ma sinceramente non era quello lo scopo della serata!
Ta-dà…arriva il menù, scelta singola? Scelta in comune? Buona la seconda che ci ha portati ad un tagliere misto di Cotto affumicato e speck e una selezione di formaggi del “fattore”…yum yum yum tutto ottimo equamente smezzato e annaffiato da una birra alla spina di cui non ricordo assolutamente il nome, (senti un po’, ciccio…com’era che qui sorge curiosità?) e una coca (si ho bevuto una coca-cola, si dopo un fioretto che durava 6 anni…ho ceduto così!), il tutto condito da un sacco, ma veramente ancora tante chiacchiere.

Dai, va che meraviglia, sei qui seduta a parlare in una serata tiepida e piacevole non fare la timida, smetti di arrossire ogni cinque minuti…

Abbiamo tirato in ballo i reciproci ricordi di scuola, le varie amicizie e cosa si intende per amicizia, quanto eravamo irrequieti e vivaci da bambini, due piccole teppe ambulanti; i sogni e i pensieri, l’amore quello che è quello che si vorrebbe e quello che è stato…un confronto di esperienze, un confronto di vite, gli sguardi che rimbalzavano di rossore in rossore, le parole non dette per quella timidezza che blocca ma che rende tutto ancora più speciale, parole invece dette proprio a causa della timidezza per spronare e lanciare un segnale.
“Dai, usciamo a fare due passi?”
“Si, va bene.”
Dritti alla cassa, paghiamo saliamo le scale, usciamo…ormai è buio, ma non fa freddo. C’è un tanta gente in giro, giorno di ponte come fosse una domenica, la notte Milano vive un’altra età, le macchine che si superano e si suonano a vicenda, chi ha fretta e chi invece non conosce la strada e rallenta intralciando la circolazione, chi si tuffa per parcheggiare scoprendo poi che proprio lì non si può, ecco perché c’era tutto quel posto, e chi invece semplicemente passeggia…come noi.
“Ah, vieni che ti faccio vedere un posto davvero molto bello!”
“Ok”
“E’ un fioraio che fa anche caffetteria, dietro P.za S. Marco, hai presente?”
“Hm..si!”
“Cavolo siamo arrivati in P.za della Repubblica e non me ne sono nemmeno accorta!”
Nel frattempo ha iniziato a piovigginare, qualche goccia spray che scende ma fatica ad arrivare a terra illuminata dai lampioni assume una luce particolare, l’effetto è bello: sembrano piccoli coriandoli che cadono e svaniscono prima di toccare il suolo. Non so se è perché ormai è una giornata che stiamo camminando o altro, ma io un po’ sbando; l’andatura non è più dritta, forse è anche tutto l’insieme delle risate che mi fanno girare la testa, e le mani sempre fredde, ma le gote che diventano rosse ad ogni piè mosso.
“Torniamo indietro?”
“Si, dai che sta piovendo, speriamo non inizia il diluvio!”

Cavolo, che fare? Uffa…dai su ‘sti sguardi sono troppo palesi, ma sono io che non capisco o lui che è timido? Gli prendo la mano? No ma che figura…e poi? Magari non ho capito un cavolo di niente e che figura ci faccio? Si ma alla tua età, si può essere ancora così impacciati?! Va beh, non avere fretta alla fine siete usciti solo due sere, e questa da soli è la prima volta…di sicuro ci si vede ancora in università che sia per un caffè, o solo un’oretta tra le lezioni…dai tranquilla! Hm…ok!

Davanti al Fatebenefratelli, fermi per attraversare; arrivano macchine? Non se ne vedono, andiamo? Resto ferma quel mezzo secondo in più che mi permette di bloccare lui che sta per fare il passo quando mi accorgo dei fari di una mercedes che sopraggiunge…mano nella mano, cuore a mille…guance porpora: mi guarda…lo guardo “Sono stata troppo sfacciata?”
“Hai fatto benissimo!”
Il battito rallenta, il sorriso invade il mio viso che piano piano riacquista un colore naturale, ancora un istante di straordinario imbarazzo, la voce che trema leggermente, una carezza per dare tranquillità e le dita che si intrecciano strette strette…
La mente ha iniziato il suo film, trasportata dalla polvere magica di Campanellino si vola in alto sì, proprio là…gira, seconda stella a destra e poi sempre diritto fino all’isola-che-non-c’è.
E ora? Mah, chi lo sa…ho cominciato quel famoso libro dalle pagine intonse che mi ero ripromessa di aprire, un nuovo diario, un nuovo modo di affrontare la vita, un sorriso che sostiene, attenzioni speciali che mi coccolano e gesti che da sempre ho sognato ma che non pensavo potessero davvero esistere, un’emozione costante e una felicità immensa…la favola della primavera che di capitolo in capitolo porterà qualche cosa di inaspettato e sempre diverso, perché una cosa è certa: non esiste la noia! Tutto il resto è da capire? Nessuno dei due ha questa fretta!
Hugs,kisses&cookies

Grazie Mamma


Sempre dedicato alla Mamma un dolce soffice come una nuvola, che come lei abbraccia e conforta! Un cuore delicato di ricotta protegge delle piccole fragole che devono crescere e imparare a camminare da sole.
Un pensiero alla mia mamma, la mia musa nell'affrontare la vita con tutte le sue prove, difficoltà e momenti di estrema gioia...non basta un
Ti Voglio Bene, perchè tutto l'affetto che lei mi trasmette è ancora più grande, però queste parole esistono per esprimere un sentimento così bello e allora le faccio mie pur sapendo che se potessi trovarne altre altrettanto efficaci ne farei tesoro per esprimere tutto il bene che le voglio!!!

Una fetta, un bacio e un abbraccio anche alle mie mamme acquisite: la mia NONNA e la mia ZIOTTA, con le quali sono cresciuta e che mi hanno sempre sempre sostenuta e coccolata! Si beh..una famiglia decisamente matriarcale...
Hugs,kisses&cookies
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mercoledì, maggio 10, 2006

Cronaca di una giornata annunciata


Ho preso in prestito dal signor Garcia Marquez l’idea del titolo per questo post perché ripensando alla giornata del 1 maggio mi è tornato alla mente il libro dello scrittore sudamericano, tutto giocato sul “misunderstanding” o “equivoco”, ( come qualcuno potrebbe contestare questo linguaggio misto inglese, vero?…testa!)
H. 15.00 P.za Cadorna. “Ciao!”
Ciao, è tanto che aspetti?”
“No, sono appena arrivata! Allora dove andiamo?”
“Non so, dai facciamo due passi di là!” ( verso il Parco Sempione, ndr)
“Ok!”
Pomeriggio soleggiato e tiepido, la città è invasa da orde di manifestanti che si diramano in tutte le direzioni: stare ad aspettare davanti alla stazione è un vero spettacolo sembra di stare al circo, ci sono macchine che sfrecciano al semaforo, ragazzi coloratissimi che invadono le vie camminando a gruppi per non disperdersi, famiglie che portano bimbi e cani a pascolare al parco, turisti che si fanno immortalare sotto quella scultura di poco gusto che rappresenta un ago e dei fili colorati, il rumore dei tram che frenano sui binari per lasciar scendere i passeggeri, caricarne di nuovi e proseguire in tondo attraverso Milano, gente che cartina alla mano, occhiali da sole sul naso, zaino in spalla si dirige titubante chiedendo informazioni un po’ qua e un po’ là…si potrebbe passare la giornata così: solo osservando.
Non conoscevo bene i sentieri del Parco Sempione, si snodano in una serpentina che attraversa piccoli prati di un bel verde brillante, quel verde tipico della primavera che è arrivata in tutta la sua esplosione di profumi e colori, aiuole piene di piccole margherite bianche e campetti da gioco invasi da ragazzotti mastodontici che si sfidano a basket dando vita a veri tornei nei quali “o sei dentro, o sei fuori, non c’è storia!” ; )
Ho vaghi ricordi del percorso perché ad un certo punto mi sono ritrovata sui Navigli, camminando camminando, parlando e ridendo come due sere prima; le gambe che andavano avanti da sole, la testa che già era nel pallone più completo, che fantasticava e che si lasciava trasportare da una sensazione di leggerezza così tenera, le mani che per l’emozione erano al limite dell’ibernazione e quegli sguardi così pieni di significato e così speranzosi, ma altrettanto invasi di timidezza da sfociare in sorrisi rubati che tradivano ogni tentativo di disinvoltura. Momento di pausa seduti su una panca a ridere di un’allegra famigliola che correva in tondo nel parchetto, marciando a ritmo sostenuto, qualche bimbo che tentava testacoda in bici e piccoli “cani-da-donna” che sbraitavano petulanti e fastidiosi; una panca tante chiacchiere…tante risate, mamma quanto ho riso, quanto tempo che non ridevo più così bene, sapevo di esserne ancora capace! Che spettacolo i Navigli, così tranquilli durante un qualsiasi pomeriggio, i locali ancora chiusi, i ponticelli sgomberi e solo qualche vecchiettino che fa due passi…la magia di certe zone di Milano che anche se iper frequentate sanno regalare paesaggi e piccoli squarci di altri tempi.

“Cavolo…già le 18.00? dai sediamoci 10 minuti alle Colonne” (S. Lorenzo!)
“Ok!”
La panca di marmo era lunga almeno un metro e mezzo, ma stare sul bordo e rischiare di prendere una bella sederata a terra era molto più divertente…seduti, per una volta alla stessa altezza, anche io ogni tanto ho l’occasione di guardare negli occhi chi mi parla e cavolo questa volta è stata una bella prova per non diventare bordeaux ogni mezzo secondo.
“Ah, sai che oggi i mezzi terminano servizio alle 20.00?”
“No, cavolo…non lo sapevo!”
“Dai allora sarà il caso di incamminarci, altrimenti rischi di non tornare a casa!”
“Si, almeno arriviamo in Duomo, così prendo la metro!”
E via…di nuovo a piedi, già a mezzo metro da terra, in effetti mi sentivo anche più alta, saranno stati quei 30cm di vuoto tra i miei piedini e il marciapiede?!
La tensione che inizia a salire, cavolo se sale, sale come salgono anche i battiti del cuore, cavolo gaia ma sei così agitata? Eh si…ma perché? Ma che diamine ne so…cioè…si lo so perché sono agitata ma non lo voglio ammettere, dai così presto? Non è possibile, dovresti essere lì ancora un po’ giù e invece sei raggiante e felice…lo so e questa cosa mi destabilizza, non lo potevo immaginare, cacchio quanto sto bene, sto davvero bene…sono qui che passeggio, sono qui che chiacchiero e sono qui che rido…gente…rido come non mai! È bellissimo, mi gira anche la testa da tanto sono scombussolata!!! Cavolo, non può già essere ora di tornare a casa…no dai facciamo che la metro non smette alle 20.00 è anche una bella serata, dai…it’s not fair!!! E poi…? Se torno a casa? No che imbarazzo, il momento dei saluti è sempre tremendo…ma poi? Ma si di sicuro ci facciamo scappare anche un caffè in settimana, già che magari è anche bel tempo…c’è il giardino della Guastalla…sta cavolo di partita a briscola si può fare anche all’aperto, o no?!? Ma si che un caffè ci scappa, cacchio…speriamo!!!

“Speriamo di essere in tempo…”
“Si, speriamo di prendere almeno l’ultima metro!”
“Cavolo…come non detto…questa uscita è chiusa, proviamo l’altra!”
L’ATM per una volta ha fatto cosa saggia a sigillare le uscite della metro 30min prima dell’orario previsto…e via alla volta di Cordusio, tanto km in più km in meno…
“Senti, facciamo così…”
“Dimmi”
“Arriviamo fino a casa mia, così prendo la macchina e ti do uno strappo a casa, se vuoi eh…!”
“Guarda, a me basta arrivare in qualche modo a Loreto, poi mi faccio venire a recuperare, non ho nemmeno preso le chiavi di casa!”
“OK, non ci sono problemi, ti porto anche a casa!”
“Eh, dai va bene…avviso a casa!”
“Senti…se ti va, ma solo se ti va…”
“Dimmi…” (dai che magari arriva l’ideona!)
“Già che è quasi ora di cena, che ne dici se a questo punto andiamo a prendere la macchina, stiamo fuori a mangiare qualche cosa e poi ti porto a casa?!”
“Hm…ma si dai, se non ti scoccia e non ci sono problemi, a me va bene!” (yeah!!!!!!)
“No, tranquilla mi fa piacere”
“Allora ok! Avviso che sto fuori, sempre perché ho lasciato a casa le chiavi…che testa!”
“Eh eh eh, ci metteremo una ventina di minuti per arrivare a casa mia...“
“Dai abbiamo girato mezza Milano, che problema vuoi che ci sia per due passi in più?!”

…fine del primo capitolo…

lunedì, maggio 08, 2006

Elogio alla Timidezza!

Ho imparato a sognare,
che non ero bambino
che non ero neanche un' età
Quando un giorno di scuola
mi durava una vita
e il mio mondo finiva un po là
Tra quel prete palloso
che ci dava da fare
e il pallone che andava
come fosse a motore
C'era chi era incapace a sognare e chi sognava già
Ho imparato a sognare
e ho iniziato a sperare
che chi c'ha avere avrà
ho imparato a sognare
quando un sogno è un cannone,
che se sogni ne ammazzi metà
Quando inizi a capire
che sei solo e in mutande
quando inizi a capire
che tutto è più grande
C' era chi era incapace a sognare e chi sognava già
Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò e da terra, da lì m'alzerò
C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò
Ho imparato a sognare,
quando inizi a scoprire
che ogni sogno ti porta più in là
cavalcando aquiloni, oltre muri e confini
ho imparato a sognare da là
Quando tutte le scuse,
per giocare son buone
quando tutta la vita è una bella canzone
C'era chi era incapace a sognare e chi sognava già
Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò e da terra, da lì m'alzerò

C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò

Ancora una canzone dei Negrita a farmi da sottofondo in quest'ultima settimana...sette giorni giusti giusti sono passati da che una semplice chiacchierata si sia potuta trasformare in uno sguardo, in un sorriso, in un'emozione...in un'intraprendenza che non ricordavo mi appartenesse.
La vita è una continua scoperta, quando meno te lo aspetti, quando anzi nemmeno sei alla ricerca di qualche cosa, quando magari ci pensi, ma decidi che per un po' va bene così che se capita ok, ma se invece non succede nulla non c'è niente di male...ecco esattamente in quel momento tutte queste piccole considerazioni vengono accompagante via come fa la brezza con la sabbia in riva al mare; e ti ritrovi con la testa che gira, seduta al tavolo di un locale stile messicano, con in sottofondo trenta persone che parlano e si muovono e tu sei incollata alla sedia e dal nulla ci si presenta e si inizia a parlare come se ci conoscesse da una vita e invece sono solo 5 minuti, ma alla fine della serata sono bastati a farti andare via con un bel sorriso e una tranquillità che mancava da così tanto tempo e dimenticando anche di saldare la tua parte per la consumazione...
Hugs,kisses&cookies

Torta Mousse al cioccolato

AUGURI MAMMA&ZIA!!!

Per festeggiare il compleanno delle mie gemelline preferite, anche loro choco-addicted (sarà genetico!?) che c'è di meglio che una super torta cioccolatosa, morbidosa e golosissima?!?!
La ricetta domani sarà
qui! nel frattempo fatevi venire un po' di acquolina!
Hugs,kisses&cookies
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domenica, maggio 07, 2006

Carpaccio misto

Qui mi si chiedeva di portare cibo in tavola...chef-Gaia si è lanciata in un insolito carpaccio misto last minute preparato per un pranzo veloce tra un momento di felicità e un sorriso rubato....

Ingredienti:

100g carpaccio di spada
100g carpaccio di branzino
100g carpaccio di orata
foglie di radicchio
carota a julienne
basilico fresco
succo di 1/2 lime
olio di sesamo, sale
-Preparare un'emulsione con l'olio di sesamo, il succo del lime e il sale, (a piacere anche uno stelo di erba cipollina tritato);
-Coprire con la marinata il pesce e lasciarlo riposare una mezz'oretta;
-Disporlo nei piatti seguendo l'estro del momento, nel mio caso ho avvolto le fettine a mo' strudel e le ho sdraiate sull'insalatina mista condita!!!
Hugs,kisses&cookies
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martedì, maggio 02, 2006

Giocando con i cuori in equilibrio nella notte

Ma allora è vero che proprio quando meno te lo aspetti, arriva la carezza della felicità. Basta una parola, una risata, una serata passata tra le chiacchiere a portare scompiglio! Meno male che succede ancora...
Hugs,kisses&cookies

lunedì, maggio 01, 2006

Novità al Kokoro!

Io continuo a proporre i miei cari kokori, perché ogni volta che vado a trovarli hanno qualche idea in più…ora nel menù hanno aggiunto anche i consigli dello chef, tra i quali mi ha particolarmente impressionata il dolce, già suggerito per S. Valentino e ora tornato sulla carta: un Budino di sesamo nero.
A vederlo sinceramente non ha l’aria così invitante, perché si presenta molto molto scuro, color asfalto! Servito al bicchiere ha tre strati: caramello alla base, budino di sesamo, un velo di panna semimontata.
Il caramello non è eccessivamente e questo serve a ben bilanciare il budino che di per se è decisamente corposo, il sesamo lascia un vago aroma di affumicato e noccioline, la consistenza è morbida ma vagamente granulosa e la panna in superficie rinfresca la bocca. Ha un gusto decisamente difficile da descrivere perché ero abituata a mangiare quel tipo di semino solo intorno al riso per gli hura-maki e trovarlo in un dolce mi ha incuriosita!
Da provare, si si…da provare!
Hugs,kisses&cookies

Nami Sushi Restaurant

Ennesima sperimentazione di un giapponese a Milano, che questa volta si è rivelata molto soddisfacente.
Il locale ha aperto da poco, un annetto e mezzo circa, e quasi non si vede nemmeno, perché l’ingresso è una stretta porta nera che si affaccia su Corso di Porta Ticinese al n. 6;
Una volta entrati, si viene accolti in un’unica lunga sala divisa in due ambienti, uno nella parte iniziale del ristorante rialzato rispetto al resto è arredato con tre tavoli bassi per l’effetto tatami, l’altra parte invece copre circa una cinquantina di coperti con tavoli scuri e sedie rosse disposti in file ordinate lasciando lo spazio centrale per permettere il passaggio; al fondo ci sono le cucine, un bancone sulla sinistra è adibito alla sola preparazione del sushi, con tre cuochi cinesi che lavorano a ritmo serrato.
Il personale di sala, tre ragazze e il proprietario che sovrintende, è molto cortese e attento, e soprattutto veloce sia nelle ordinazioni che nello servire al tavolo.
L’ambientazione è piuttosto tetra, tutta giocata su tonalità scure e fredde, c’è molto nero e anche tanto legno, sempre molto essenziale.
Purtroppo il pranzo giapponese non era preventivato per cui non avevo con me la digitale.
I menù per la pausa pranzo sono circa 6 e hanno un prezzo che oscilla tra i 12 e 20 euro, il che dipende sia dalla quantità di porzioni, sia dalla scelta dei cibi, comunque tutti molto abbondanti.
Dato che la mia celiachia non mi permette di mangiare la salsa di soya, io ho optato per una scelta alla carta onde evitare possibili contaminazioni, un ottimo sushi misto e un altrettanto valido “rainbow horo-maki”, che consiste in un vassoietto di 8 pezzi di horo-maki di pesce misto e avocado, bellissima la presentazione poiché erano disposti a serpentina sul piatto, i maki ripieni di tonno crudo erano poi rivestiti con fettine di sashimi misto e avocado i cui colori creavano l’effetto arcobaleno. Impossibile terminare il pranzo, almeno per me, senza la mia gelatina di adzuki, da che l’ho scoperta non ne faccio più a meno!
Prezzi nella media, in due abbiamo speso 40 euro, contando anche due tè verde, e i coperti, unica pecca: il tè non era il matcha come al kokoro!
Vivamente consigliato!!!

Nami Sushi Restaurant
C.so di Porta Ticinese 6
20123 Milano
tel. 02 894 014 15
info@namisushi.it
http://www.namisushi.it/

domenica, aprile 30, 2006

Ogni petalo, un soffio di felicità






Qualcuno cantava: "Una splendida giornata...." mi sono svegliata da poco, e sono felice...felice...sono stata accolta da un peloso abbraccio di Sky, ci siamo concessi una piccola corsetta insieme e abbiamo fatto colazione...non poteva iniziare in modo migliore!
Oggi pomeriggio gita a Belgioioso (Pv) per Officinalia, in compagnia dell'Aliciotta e Roby, il "geometro"! vado, guardo, fotografo e riporto! a stasera!!!
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giovedì, aprile 27, 2006

Milano-Bova-Milano


Domenica 16 aprile h..16.35 Stazione Centrale di Milano: qui inizia la piccola avventura di due arzille ragazzuole che zaini in spalla si accingono a salire sul treno che le porterà fino alla costa ionica della Calabria.
Insieme alla Vale siamo salite sul nostro bravo vagone e ci siamo accomodate nello scompartimento “cuccette comfort” a noi riservato; tra una chiacchiera e una risata abbiamo finalmente lasciato Milano e dal finestrino abbiamo ammirato il paesaggio cambiare e il colore del cielo diventare colore dell’oro. Tutto bene? Certo tutto benissimo fino a Parma…treno che si ferma in mezzo ai binari…il locomotore rotto!!! Dopo appena due ore di viaggio?!?! Possibile? Certo sono le ferrovie italiane!
Comunque, niente di irreparabile e solo una mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia, giunti a Bologna ci aspettava il locomotore nuovo e non guasto per proseguire il nostro viaggio…non foss’altro che poco prima che il macchinista fischiasse per far salire i passeggeri ritardatari, si apre la porta del nostro scompartimento e la simpatica cuccettista esordisce con un:”Ragazze, sta salendo una signora che temo vi darà qualche problema!”…sguardo pietrificato tra me e vale…silenzio…
Una grossa matrona catanese si lascia cadere pesantemente sul sedile in fronte al nostro, urlando e sfiorando la blasfemia con un linguaggio colorito e una voce sgradevole…stretto dialetto siculo, reso ancora meno comprensibile da una sostenuta rinite allergica e un tono indisponente.
La simpatica signora, 70 anni circa per almeno 100kg di leggiadria, ha iniziato a inveire contro chiunque avesse la sfortuna di incrociare il suo sguardo. Era diretta a Catania, ma non con la nostra vettura bensì con un altro treno che però a detta sua era troppo polveroso, così lei allergica alla polvere era stata costretta a scendere da quello insieme ai suoi otto bagagli ingombranti quanto lei, per salire su un altro treno, non contenta della sistemazione che le avevano trovato all’ultimo momento e reticente al pagamento della differenza di biglietto. Una pacchia.
Sbandierava a destra e a manca il suo sacchetto di fazzoletti usati a prova della sua tragica allergia, lamentandosi e lagnandosi come nemmeno i bambini frignoni si permettono di fare, intromettendosi nella conversazione sommessa che noi due avevamo iniziato, interrompendoci per fare una sua tutta personale considerazione sul degrado dell’Italia che non è più degli italiani perché ci sono troppi immigrati, che si permettono di chiedere pari diritti etc. e passando di palo in frasca come niente fosse, raccontandoci delle sue “incompetenze alimentari”, (questa è stata mitica!), e di altre cose che sinceramente non ho proprio capito!
Ora della nanna, recita del rosario….
Nanna finalmente? No…perché la signora era anche una trombettista provetta: ha russato ininterrottamente tutta notte, e poi ci si chiede che fine fanno gli alberi della foresta amazzonica?!? Li ha segati tutti lei nel corso della sua esistenza!
Lunedì h.06.35 Stazione di Villa S. Giovanni…corsa giù dal treno, lontano dall’incubo siciliano e dirette al banco del bar per un caffè…momento di pace e ristoro dopo una notte forzatamente bianca!

La settimana è andata alla stragrande. I genitori di Vale ci hanno portate a fare un giro a Scilla, dove io non ero mai stata e ne sono rimasta affascinata, paesetto turistico ma molto ben curato;
Sono stata coccolata dalla famiglia della Vale, felicemente adottata dal cugino Carmelo come cugina acquisita! YEAH!
Vale grazie mille per queste giornate così tenere e tranquille!
Abbiamo studiato, abbiamo dormito in spiaggia…ma volete mettere la fortuna di avere una spiaggia kilometrica tutta a nostra completa disposizione, con il mare che ci cantava una dolce ninna-nanna semplicemente accompagnando le onde a riva e il rumore del vento che creava le coreografie per le nuvole veloci e danzerine che si attorcigliavano al sole.
Abbiamo passeggiato per il lungomare di Reggio Calabria che è davvero molto bello, ustionandoci i nasi e le gote…io come al solito anche la riga dei capelli, quello è il mio must per la bella stagione!
Abbiamo mangiato…ho scoperto il sapore e la corposità del vero tonno sott’olio, quello fatto in casa, quello invasato direttamente dalla zia di Vale, che me ne ha gentilmente regalato un vasetto che non apro altrimenti lo mangio anche a colazione; ho assaggiato per la prima volta le fave, quelle grandi come una noce morbidissime e ottime anche crude. Vi posterò la ricetta delle fave con i piselli e carciofi…miii troppo buono! Ho assaggiato anche i cedri, gialli profumatissimi e dolcissimi; ho colto i limoni direttamente dalla pianta, avendo poi ancora l’aroma dell’agrume tra le mani, così fresco com’era.
Abbiamo fatto i biscotti un pomeriggio di pioggia; abbiamo mangiato tutti insieme intorno al tavolo la domenica a pranzo, eravamo 14…cosa che quando io riunisco tutta e sottolineo TUTTA la mia famiglia qui a Milano, siamo in 7! L’ in 14 era solo il numero di partenza, il giro iperstretto di parentado!
Una settimana all’insegna delle letture e della tranquillità…la calma…il poter dormire finalmente una notte intera, senza svegliarmi in preda all’ansia alle 3.40 e stare con gli occhi sbarrati fino all’ora di alzarmi al mattino, erano tre mesi che non mi succedeva di crollare a letto e svegliarmi riposata dopo 10 ore di sonno letargico.
Ho ripreso in mano i libri per studiare con gioia e voglia. Ho fatto mente locale e ho ripreso in mano anche io i brandelli di quello che mi era stato sparso in giro ultimamente, li ho ripresi e sto incollando alla base gli ultimi pezzi di puzzle…mi mancano poche caselle che vado a recuperare sabato a Melegnano, e poi tutto nuovo, tutto da scrivere su quelle belle pagine bianche del diario dalla copertina di cuoio!

Hugs,Kisses&cookies

mercoledì, aprile 26, 2006


Tornata, tornata...come sto? meglio, decisamente. Con calma vi racconter� tutto, dal viaggio di partenza a quello di rientro...due vere esperienze di vita!
Gaia's pics

domenica, aprile 16, 2006

Non è agosto ma...


Gente vi faccio i miei migliori auguri per una Pasqua serena e cioccolatosa!
Cogliendo al volo il gentile invito della mia amica Vale, questo pomeriggio partiamo alla volta del mare sulla costa ionica della Calabria! Confidando nel tempo, sarà una settimana di totale relax e approccio allo studio abbandonato negli ultimi due mesi in modo tragico.
Ci rivediamo e risentiamo dopo il 24 aprile, con una Gaietta risanata, (come l'amica del Parini) e magari con la primavera vera!
tantissimi Hugs,kisses&cookies a tutti!

...grazie ancora per le vostre parole, per i vostri pensieri e solidarietà!

mercoledì, aprile 12, 2006

A Modo Mio


Dai che forse non tutto il male viene per nuocere, tra tutto quello che è successo di così scombussolante devo trovare qualche parola di ringraziamento perchè a fare da colonna sonora a quella favola del post precedente spesso e volentieri c'erano i Negrita e una delle canzoni più belle loro la riservavano sempre come conclusiva a qualsiasi concerto..

Prende bene stare fuori oggi che è primavera
prende bene andare in giro con il sole che saluta la sera
oggi che è primavera
E ho buttato via i pensieri via la noia e il magone
li ho buttati tutti quanti stamani tutti dentro a un bidone e fuoco col kerosene
E a modo mio,
a modo mio sono contento un poco anch'io
E a modo mio,
a modo mio sono contento un giorno anch'io
E a modo mio, ringrazio Dio
oggi la storia la faccio io, a modo mio
E' che oggi sono in forma oggi è un giorno speciale
di quei giorni che non vengono spesso come le eclissi di sole
che le puoi quasi contare
E le bambine, le bambine oggi sono gentili
le bambine oggi fanno un sorriso ai fischi dei militari
oggi è un giorno alla pari
E a modo mio,
a modo mio sono contento un poco anch'io
E a modo mio,
a modo mio sono contento un giorno anch'io
E a modo mio, ringrazio Dio
oggi la storia la faccio io,
a modo mio
Non è un inno o una dichiarazione d'intenti, è solo che oggi pomeriggio quando la stavo ascoltando mi sono tornati alla memoria tanti bei momenti e come canzone mi sembrava abbastanza in linea con quanto mi si presenta...
Hugs,kisses&cookies

Sogni&Realtà

Forse ogni tanto questa Gaietta sogna troppo.
Da amante delle fiabe mi sono illusa che anche quella che aveva abbracciato la mia vita fino ad un paio di settimane fa potesse avere un lieto fine, con tante margheritine di campo a fare da cornice al volume nel quale un giorno avrei racchiuso il racconto di una storia tenera e felice; purtroppo la realtà mi ha sbattuto la porta in faccia e quel volume dalla copertina di cuoio rilegato a mano, con un laccio di seta turchese ad avvolgerlo per proteggerlo dal passare del tempo subirà un cambiamento, perché non potrà raccontare un lieto fine…quantomeno per quella storia che per 3 anni e mezzo mi ha fatta camminare un po’ più in alto rispetto al livello del suolo.
La mia favola è finita sciogliendosi al primo sole di questa incerta primavera;
Una mattina mi sono svegliata, pioveva avrei voluto ci fosse il sole per poter passare la giornata all’aperto ma il tempo preannunciava un infelice volgersi degli eventi e io non ho saputo cogliere quel segnale; un appuntamento mancato, un messaggio ricevuto ma senza risposta, un pranzo veloce e una telefonata fiume che mi ha raggelata e incatenato il cuore in una morsa di dolore e totale impreparazione, il pavimento della mia camera che da mi ha sempre cullata nei momenti di ozio è diventato duro e freddo e mi teneva incollata a sé, non trovavo la forza di posare il telefono incredula su quanto mi era stato detto, non capivo non capivo, non realizzavo il punto della conversazione…il PERCHE’.
Perché…perché…perché…una parola che mi accompagnata per tutta la successiva notte passata ad arrovellarmi, rigirandomi in un letto che stavo odiando, in quella stanza che aveva ascoltato tutta la conversazione, che aveva intuito forse prima di me che c’era qualche cosa che non andava, ma che non mi ha detto nulla e io non ho capito.
Lacrime, pianto, singhiozzi, il respiro che fatica a completarsi, la sensazione di vuoto nel cuore, l’emozione della pura disperazione…così di punto in bianco ho visto quelle due spalle che fino al giorno prima mi avevano confortata e protetta da un dolore ancora più grande e che hanno asciugato lo sfogo del pomeriggio precedente con un bacio dolcissimo, quelle spalle nelle quali avevo riposto il mio futuro e la parte più intima della mia anima si sono girate e se ne sono andate e in contemporanea ho sentito che qualche cosa stringeva la mia mano destra: era la solitudine.
Lacrime e notti insonni, svegliarsi con la sensazione di aver lavorato tutta la notte in una miniera ma rendersi conto che invece a volte sognare fa male.
In quella favola avevo costruito un castello che mi sembrava solido e resistente alle disgrazie più tristi e che mi avrebbe aiutato a superare gli ostacoli più alti e difficili, e invece è arrivato un terremoto che lo ha fatto crollare come fosse stato di sabbia; il mio castello con i suoi soffitti spioventi, due archetti all’ingresso due sole stanze ma grandi a sufficienza per contenere un sentimento senza dimensioni sottile come una velina ma profondo come una promessa; non ci sono più le piastrelle ocra, i pavimenti di cotto e l’ingresso con quel delizioso tre-piede di ferro battuto sul quale avrei appoggiato le chiavi del mio sogno ogni volta che avrei varcato l’ingresso.
Pensieri, pensieri e ancora pensieri più del solito, più grandi per cercare di capire che cosa sia successo nell’arco di una sola notte, che cosa sia stato il motivo che abbia scatenato questa fretta.
Non ho capito, le mie erano domande precise…un perché.
Ad ogni decisione presa corrispondono delle conseguenze;
Scappare davanti ad una responsabilità non so quanto possa aiutare per intraprendere una vita adulta, di certo un impegno che coinvolge due persone è una grossa responsabilità…essere spaventati è più che lecito ma avere la forza per superare questo spavento è il vero traguardo da tagliare, è comodo svicolarsi e scegliere la strada più dritta, le curve sono difficili da percorrere, le salite fanno sudare e le discese sono pericolose perché se si cade si rotola fino alla prima pianura, ma mano nella mano ci si arriva a quella pianura.
Quella pianura per me è ancora raggiungibile, certo che ora al posto di una mano che intreccia la mia c’è lo sguardo di una patacca scodinzolante che insegna che cosa sia il vero amore incondizionato.
Lo sogno ancora quel volume di cuoio, quando lo avevo ipotizzato era di grandi dimensioni perché ci avrei scritto buona parte della mia vita, ora tutte le pagine in attesa della carezza della stilografica resteranno bianche, ma solo perché ho intenzione di scriverne uno tutto nuovo giorno per giorno, con le vittorie le sconfitte le delusioni e la felicità, ma soprattutto i sogni, gli stessi sogni nei quali ancora ripongo la fiducia della mia realizzazione.
Hugs,kisses&dreams
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martedì, aprile 11, 2006

The Purple Meme



La nostra Zenzerosa Sandrina poco tempo fa ha esordito con un nuovo Meme-BBM tutto insieme! Il Purple Meme...tutto viola, lo scopo è un pacco dal contenuto monocromatico!
Dato che in questo periodo non ho avuto troppo tempo per stare dietro a tutte le iniziative tra bloggers cosa che mi spiace moltissimo..la mia adesione arriva in ritardo...però arriva!
Se ben ho capito la scelta del destinatario o destinatari è a libera discrezione...io ho scelto i miei Ziotti acquisiti preferiti!!!!
Hugs,kisses&cookies

venerdì, aprile 07, 2006

Tre Perchè per un blog

Qualcuno ci dà degli esibizionisti, qualcuno plaude alla libertà di espressione. A qualcuno facciamo semplicemente compagnia, a qualcun’altro diamo fastidio ma voi perchè avete scelto:
questo mezzo
questo argomento
questo nome

…finisco la settimana rispondendo al Meme degli zii scribacchini Kat&Remy. Di Memes ne ho qualcuno in sospeso ancora da fare, con calma ci arriverò…ho imparato ad avere pazienza!

1. Questo Mezzo
La scelta del blog è stata casuale, lo scorso anno continuavo a scattare foto e mandarle via mail, ma erano più le volte che bloccavo la capacità delle caselle dei destinatari che quelle in cui riuscivo nel mio intento, così mi si è prospettata la possibilità di aprirmi un piccolo spazio tutto personale nello sconfinato mondo telematico e…semplicemente eccomi qui!

2. Questo argomento
In partenza non era nemmeno un food-blog il mio, era solo il mio blog…strada facendo ho sbirciato tra gli altri blogs e mi sono avvicinata a quelli che parlavano di cibo e cultura del cibo ed è venuto naturale che anche il mio subisse qualche modifica.

3. Questo nome
E’ la parafrasi di un verso che era stampato su una felpa quando avevo circa 9-10 anni…quella felpa per me è stata il capo d’abbigliamento preferito per non so nemmeno quanti anni…la sentivo mia perché mi rispecchiavo in ogni singola lettera che componeva quel verso.
La mia vita è fatta di sogni, ho sempre sostenuto che bisogna sognare a colori, perché farlo in bianco e nero non ha senso; a volte sognare mi aiuta ad affrontare meglio anche la vita quotidiana e le complicazioni che la caratterizzano, spesso sognare mi aiuta ad estraniarmi in un mondo nel quale posso coccolarmi e magari trovare un po’ di serenità.
I pensieri sono l’altra costante della mia esistenza, non sono capace di non pensare…a volte ho il classico fumo che esce dalle orecchie perché le valvole sono surriscaldate, ma sono così!
Le idee tra le nuvole, sono il sunto dei sogni&pensieri…una volta che ho pensato, sognato posso ritirarmi sulla mia nuvoletta e sfornare qualche ideuzza su come far funzionare questa vita in un modo sano.

A quanto ho capito il meme è libero, niente rimandi…chi vuole colga la palla al balzo e dica la sua!
Hugs,kisses&cookies

mercoledì, aprile 05, 2006

Sussulti, decisioni e cambiamenti


Tiziano: Vedi, questa di “morire” è una cosa che vorrei evitare. Mi piace molto di più l’espressione indiana “lasciare il corpo”. Infatti, il mio sogno è di scomparire come se non esistesse questo momento del distacco. L’ultimo atto della vita, che è quello che si chiama morte, non mi preoccupa, perché mi ci sono preparato. Ci ho pensato.
Che cos’è che ci fa così spavento della morte?
Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l’idea che scomparirà in quell’attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati, soprattutto il corpo.(…)
Crediamo di essere tutte le cose che ci preoccupa di perdere morendo. Con l’identità ti ci sei identificato e l’idea che che tutto questo scompaia, che la morte ti porti via tutto questo ti sconvolge. (…)
La ragione per la quale si ha tanta paura della morte è che con quella bisogna rinunciare a tutto quel che ci stava tanto a cuore, proprietà, desideri, identità. (…)
Se impari a morire vivendo, allora ti abitui a non riconoscerti in queste cose, a riconoscerne il valore estremamente limitato, transitorio, ridicolo, impermanente.

Da: “La fine è il mio inizio” di Tiziano Terzani

Quando la vita ci mette davanti a delle prove che devono essere vissute e superate, quando sembra che nel giro di una sola giornata i moment di smarrimento siano troppi e il tempismo con cui capitano sia provvidenziale, perché nulla succede per caso…perché anche da una situazione dolorosa e difficile si esce, si impara e se ne fa tesoro. Perché se piangere aiuta a smuovere i sentimenti e a lasciar fluire la tristezza allora piangi, se le lacrime servono a lavare dal cuore il dolore, allora lasciale scorrere come la carezza di un’onda…perché poi il cuore torna a respirare, torna a gonfiarsi di nuove emozioni e anche se ancora da rattoppare trova la forza per godere del bacio di un raggio di sole, di una nuova vita perché dopo un buon allenamento ha saltato quell’ostacolo e si è guadagnato un buon piazzamento per una gara più importante e ancora più difficile.
Hugs,kisses&cookies

domenica, aprile 02, 2006

Tartare di Tonno&Pescatrice

Ingredienti ( x 2)

150g tonno fresco
150g pescatrice
10 gamberi interi
qualche stelo di erba cipollina
1 cipollotto
1 cucchiaio di olio exv.
1 cucchiaio di olio di sesamo
il succo di un limone/lime
Insalatina per accompagnare

-Per rendere meno forte il sapore del cipollotti, affettarlo molto sottilmente e lasciarlo in una ciotolina d’acqua per circa 30 min.
-Preparare un’emulsione con i due tipi di olio e il succo di limone, o lime a scelta regolare di sale, (pepe a piacere) e tenere da parte;
-Con le fette di pesce ricavare una dadolata quanto più fine possibile, tenendo separato il tonno dalla pescatrice;
-Aggiungere il cipollotto colato e metà dell’emulsione al tonno, mescolare bene e far marinare 15 min.
-Aggiungere alla pescatrice l’erba cipollina tritata e la restante parte dell’emulsione, mescolare bene e far marinare come sopra.
-Pulire i gamberi, togliere le teste, il guscio e il budellino nero.
-Trascorso il tempo della marinatura, con l’aiuto di un coppapasta tondo, formare un primo “tortino” con il tonno direttamente sul piatto, adagiarvi sopra un cucchiaio di tartare di pescatrice e decorare con i gamberi secondo l’estro personale!
-terminare con un filo di olio exv.

I “resti” dei gamberi possono essere usati per un ottimo fumetto, con il quale preparare un umido di pesce o un buon risotto di mare…questo domani!
Hugs,kisses&cookies
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un anno insieme...dall'arrivo barcolante sulle zampette...le prime scoperte casalinghe e le nuove amicizie a quattro zampe!
Gaia's pics

Sua Maestà: "The King of Patacs"

...intoniamo tutti in coro, tutti in coro...e 1, 2, 3...

Tanti Auguri a te,
Tanti auguri a te,
Tanti auguri piccolo Sky....
Tanti auguri a teeeeeeeee!!!

so che a te basta una carezza, uno sguardo e una pallina di rincorrere, non ti serve una torta con candeline e pacchetti da scartare, la tua felicità l'hai trovata insieme al tuo compagno di giochi e scalate...ma sei sempre la mia Patacca preferita, sei la gioia e la purezza!
Hugs,kisses&WOF
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sabato, aprile 01, 2006

Ma 5 minuti di serenità mai?!?

Dunque colgo lo stimolo pervenutomi via mail da RoVino, per tornare nel mondo dei bloggers dopo qualche tempo di silenzio.
Sono rimasta davvero indignata nel leggere l’articolo messo alla gogna dalla comunità di scribacchini virtuali, purtroppo essendomi chiamata fuori dal giro per qualche settimana, se non con commenti sporadici e veloci, non ho colto il “casus belli” che ha scatenato il tutto, però sono andata a spulciare qualche post come quello di Sandra e ovviamente quello incriminato: a tal proposito non credo di poter dire molto, faccio parte del “club delle stampiste” e mi ritengo onorata di esserci entrata!
Personalmente non ho mai avuto la pretesa di essere paragonata alla signora Reichl o personalità che nel mondo della gastronomia fanno valere il loro nome e la loro preparazione; mi sono trovata coinvolta nel mondo dei food bloggers per un puro caso, all’inizio il mio di blog nemmeno parlava di cibo e sono contenta di continuare a scrivere non solo di cibo…
Ditemi se sono in errore, ma credo di poter dire che almeno buona parte di noi bloggers cucini a livello amatoriale, e dato che la rete ha offerto a tutti la possibilità di condividere questa passione è stato logico che ci si trovasse in una sorta di gruppo e che da questo scambio nascessero consigli, idee nuove e sperimentazioni che magari singolarmente non ci sarebbero nemmeno venute.
Sfruttando la tecnologia ci siamo ingegnati a rendere visibile quanto facciamo nella nostra quotidianità, che sia una semplice pasta al sugo o un qualche cosa di più elaborato, ma questo non vuol dire che ogni volta che su uno dei blogs compare una ricetta, che magari viene seguita da qualche commento esplicativo o un leggero approfondimento su un particolare ingrediente o modo di cottura, valga come ricetta unica e inimitabile; mi piace pensare che anche i grandi chefs siano partiti da una gavetta e che anche loro pur venendo riconosciuti ad alti livelli abbiano ancora qualche defaillance, che commettano ancora i loro sani pasticci…mica si nasce imparati!
Ma poi…ma perché sempre polemiche, ma perché non ci si può scambiare opinioni senza dover per forza “litigare”…ma dove si trova la voglia di farlo?!
Io adoro lo scambio che c’è tra bloggers, mi diverto come una matta ad andare a guardare foto e ricette di tutti, poter dire la mia in modo pacifico, e quando non ho nulla da dire semplicemente non lo faccio, mi sembra sciocco scrivere per forza qualche cosa che poi sia banale o scontata…non pretendo complimenti quando non sono sentiti, non avrebbero senso!
Quando posto una ricetta, una foto o altro lo faccio solo perché per me ha rappresentato qualche cosa di importante e che ho deciso di condividere con quanti possano apprezzare, ma senza pretendere che anche Gualtiero Marchesi se ne accorga…se lo facesse bene, se non vivo tranquilla comunque perché so che posso contare su quanti come amano pasticciare ai fornelli, facendo ancora un sacco di errori ma ottenendo anche dei risultati soddisfacenti! Ma anche se non ho la stella Michelin va bene…ma chis-se-ne-frega!
Viviamo sereni, i nostri blogs sono un bellissimo punto di incontro, di scambio e conoscenza tra persone sensate che amano il cibo, la buona tavola, poter esprimersi su una passione comune, darci qualche dritta a vicenda e qualche suggerimento…insomma: il cibo è vita, senza cibo non si vive…rendiamoci conto che siamo iperfortunati a poter condividere la passione per la vita anche in questo modo.

Questo era il mio punto di vista, personalissimo e discutibilissimo…posso solo concludere augurando Buona Domenica a tutti, godetevi il vostro pranzo, sorridete e mandate un pensiero positivo al Sig.r Marchi…magari se lo facciamo collettivo gli fischiano le orecchie!
Hugs,kisses&cookies

W LE SHAMPISTE!

martedì, marzo 28, 2006

Far Breton

...mah! dove mai sarà la fettonza mancante?! dai provate un po' ad immaginare dove potreste trovarla...
un indizio: è un dolce "consentito"...questo dovrebbe portarvi più o meno qui! ma solo domani mattina....
sono perfida! mi faccio desiderare, sarà vero?!
hugs,kisses&cookies
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giovedì, marzo 23, 2006

Torta al Tè Verde


Questa cake l'ho scopiazzata dal libro "Dolci fatti in casa" della Guido Tommasi Editore, ovviamente rivisitata in chiave celiaca e per questo motivo vi rimbalzo all'altro blog per ircetta&procedimento!!!
Abbiamo comperato il volume solo da pochi giorni e praticamente l'ho già imparato a memoria! a parte la grafica che è sempre meravigliosa, solo per le foto viene la tentazione di riprovare tutti i dolci!
...ah il tocco cioccolatoso è solo un mio peccato di gola!
voi siate pure fedeli all'originale e usate la tradizionale farina "00"!
Hugs,kisses&cookies

lunedì, marzo 20, 2006


Se non è il cane più felice di questo mondo lui...ma quanto è cresciuto?! la patacca da bianca sta diventendo ambrata, da coccolone qual'era sta diventando ancora più coccolone, e notiziona: sta imparando a "retrivare" cioè a compiere il suo compito di cane da riporto! SKY ti adoro! l'altro fighetto è il mitico Tommy, il cane più paziente di questa terra, soprattutto con l'esuberanza di Sky! sarà che cani&padroni si scelgono...io&ste abbiamo ognuno il proprio alter ego a quattro zampe!

Breakfast Cookies

Ingredienti ( x 25-30 biscotti)

200g farina “00”
50g frumina
1 uovo leggermente sbattuto
120g burro freddo
100g zucchero di canna
1 pizzico di lievito per dolci
20g cioccolato fondente al caffè grattugiato

-Setacciare le farine con il lievito;
-Ridurre a velo lo zucchero di canna
-Grattuggiare il cioccolato e unirlo alla farina; io ho usato il Fondente puro 70% al caffè di Modica
-Tagliare a dadini il burro freddissimo e unirlo alla farina, lavorare velocemente come per la frolla;
-Aggiungere lo zucchero e l’uovo e impastare fin ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo;
-Lasciar riposare in frigo almeno 1h. (come al solito io preparo l’impasto la sera e lo stendo al mattino, questione di comodità!).
-Preriscaldare il forno ventilato a 180°.
-Stendere la frolla allo spessore di ½ cm e con le formine tagliabiscotti dare sfogo alla fantasia!
-Cuocere per 5-8 min. Spolverare con zucchero a velo e “puciare” nel thè!
Hugs,kisses&cookies
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venerdì, marzo 17, 2006

Celiachia Blog

...e ora Pubblicità!
Gentili lettori, lettrici, affezionati vari vorrei sottoporre alla vostra preziosa attenzione l'ultimo nato in casa Blogs! Vi prego di dare il vostro caloroso benvenuto a CeliachiaBlog!
tempo di sponsorizzazioni! il sito raccoglie ricette, informzaioni e news riguardanti la celiachia, che siano di aiuto a chi ancora è poco informato e a tutti coloro che con i celiaci convivono magari per preparare loro qualche piatto evitando cibi e prodotti già pronti!
Che ne dite? iniziamo a far girare la voce?
Hugs,kisses&cookies

Muffins mele&fibre


Si va beh, quella delle fibre è una scusa perché poi ‘sti dolcetti sono comunque un peccato di gola! Dai ok confesso…avevo in dispensa una fetta di weetabix che si sentiva sola e dato che io non la posso mangiare l’ho sacrificata per aggiungere un tocco rustico ai muffins tradizionali!

Ingredienti: ( x 15 muffins)
250g farina “00”
50g frumina
50g farina di riso
100g burro fuso
100g zucchero di canna
30g weetabix (1 fetta) sbriciolati oppure fiocchi d’avena
1 bustina di lievito per dolci
2 mele tagliate a dadini
2 uova
150ml latte
sciroppo d’acero

-Preriscaldare il forno a 180°;
-In una ciotola setacciare le farine con il lievito, aggiungere lo zucchero il weetabix in briciole o i fiocchi di avena, e le mele tagliate a dadini, mescolare il tutto;
-Far fondere il burro;
-Sbattere le uova con il latte;
-Aggiungere il burro al composto “dry” e poi il latte con le uova, mescolare e se necessario aggiungere ancora del latte, il composto non deve essere troppo omogeneo;
-Versare a cucchiaiate negli stampini da muffins e cospargere ogni dolcetto con un filo di sciroppo d’acero;
-Infornare per 25-30 min.
Buona merenda!
Hugs,kisses&cookies

Utensili MeMe


Colgo l’invito esteso da Kjaretta e compilo anche io il mio bravo Meme, nato dal parto di un rigalimoni e ora diffusosi a macchia d’olio tra le bloggers!
I miei fedeli aiutanti quando mi prende il raptus e corro in cucina armata di grembiule e sguardo da pazza maniaca sono pochi ma buoni!
Le fruste dello sbattitore elettrico: tanto per non dover cambiare abitudini ora che il trasloco è imminente me ne sono comperata uno identico a quello della mamma così che non devo stare lì a litigare con qualche ultimo ritrovato tecnologico! Lo sbattitore elettrico e le care frustine sono la mia salvezza quando mi si prospetta la sfida di 6 albumi a neve fermissima…ogni volta un pensiero lo dedico alle massaie di inizio ‘900 che ancora ci davano di bicipite e manovella e montavano…montavano fin a che dalla melmetta albuminosa iniziale non arrivavano ad avere una bella meringa spumosa;
Il mio dosa-thè-colino…un must in inverno quando consumo litri di thè;
Il pelacarote: sono 5 anni che non mi scotto in estate..saranno le quattro carote che mi sparo prima di pranzo-cena?

Il coltellino: lo uso per tutto, ne ho di tante misure, mi sento persa se non è sempre lindo e pulito e puntualmente quando finisce in lavapiatti mi serve…e che cavolo!
La spatola: si accompagna alle fruste a agli albumi che una volta a neve sono sempre da mescolare delicatamente…senza di lei sapete che fatica?! E poi scusate ma…la goduria di leccare l’impasto delle torte dove la mettiamo?! Con il cucchiaio è banale, ma la spatola è un mito!
L’affila-coltelli: beh per non tagliuzzare le mie dita trovo conveniente avere coltelli sempre affilati così i tagli sono netti e precisi, e io conservo ancora l’uso delle due mani!
Grazie a Kjara per aver proposto questo meme…Cannella, aspettiamo il prossimo! Vero Graziella?!
Hugs,kisses&cookies

giovedì, marzo 16, 2006


...ne girano ancora!
Gaia's pics

lunedì, marzo 13, 2006

Chiacchiere Metropolitane

Lo scorso giovedì approfittando di una luminosa mattinata di sole sono uscita di casa presto, erano circa le 9.20 diretta a P.za San Marco dove mi aspettava un piccolo, ma riservato mercato di quartiere.
Come ogni volta che salgo su un vagone del metrò non faccio molto caso a chi mi sta intorno, mi immergo nel libro di turno e mi eclisso dal resto del mondo per il tempo del tragitto, quella mattina invece non avevo con me il solito libro, e a quell’ora anche tutti i quotidiani gratuiti erano già stati saccheggiati così mi sono trovata seduta a fantasticare tra me e me e guardare con curiosità le persone che si alternavano nella salita e discesa dei vagoni.
Dopo poche fermate sale una signora di mezza età, piccola capelli corti e arruffati, sguardo vispo ma assorto; procede nella mia direzione volendosi sedere nel posto libero accanto a me, fa per chinarsi e il treno parte, lei sbilanciandosi perde leggermente l’equilibrio e appoggia una delle borse che teneva in mano sulla mia gamba. La stavo già osservando perché aveva l’aria simpatica e così lei si volta verso di me chiedendomi scusa per avermi urtata, io le ho sorriso dicendole che mi aveva solo sfiorata e di non preoccuparsi; da lì è nata una gradevolissima chiacchierata durata il tempo di qualche fermata, ma molto piacevole: l’arte della pazienza è stato il nostro topic, nato da una semplice battuta e sviluppatosi in un breve discorso che in questo periodo sento molto caro e prezioso.
Non so se avrò di nuovo occasione di rivedere quella signora, ma mi piacerebbe ringraziarla di nuovo per quella piccola chiacchierata informale, delicata e confortevole; sono bastati due sorrisi scambiati e sentiti con il cuore per avviare bene una giornata già bella per il solo fatto che ci fosse il sole; sono tante le prove che avranno modo di susseguirsi nel corso dei prossimi mesi, sarà tantissima la pazienza che dovrò imparare a portare per non tornare ad essere ombrosa e anche impaziente, e sono contenta di poter appurare giorno per giorno che a volte basta una parola cordiale e un sorriso per entrare in un buon rapporto anche con un perfetto sconosciuto.
E’ solo lunedì ma posso azzardare a dire che questa settimana è già iniziata in maniera positiva, sono tornata da poco dall’ospedale e oggi ho potuto salutare il nonno e passare qualche minuto con lui, era sveglio era vigile e aveva una voglia infinita di poter parlare; anche se i medici ormai non ci danno più speranze, poco importa perché ogni giornata sarà comunque preziosa per il solo fatto che il nonno avrà voglia di salutare tutti noi che stiamo dall’altra parte del vetro, o se quando arriviamo lì come ieri stava guardando il GP o “La prova del Cuoco” con la Clerici che a lui piace tanto. Se poi un giorno o una sera sarà stanco e vorrà vedere solo la nonna, perfetto, sarà un momento d’oro solo per loro due!
Godetevi il sole perché ogni raggio che arriva sul viso è un bacio di vita.
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domenica, marzo 12, 2006

Girelle di frolla al caffè

Ecco la ricetta delle girelle che si è ritrovata Graziella nel suo pacco insieme a tante dolcezze d'oltreoceano! Temevo che lo sbatacchiamento le avrebbe disintegrate e invece il mitico pacco giallo ha tenuto bene! meglio così...


Frolla Bianca:

200g farina "00"
130g burro freddo a tocchetti
100g zucchero semolato
1 uovo leggermente sbattuto
1 bustina di vanillina

-Setacciare la farina nella planetaria del robot;
-Aggiungere il burro a tocchetti e azionare a velocità media fino ad ottenere dei bricioloni;
-Aggiungere lo zucchero e l'uovo sbattuto lavorare velocemente fino ad ottenere un impasto omogeneo;
-Formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e metterlo in frigo;

Frolla al Caffè
stesse dosi e procedimento della precedente con l'aggiunta di 4 cucchiaini di caffè solubile da setacciare insieme allo zucchero. Una volta ottenuto un panetto anche con questa, avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare in frigo.

-Dopo un paio di ore prendere le due paste e stenderle in due sfoglie rettangolari delle stesse dimensioni; scegliere quale deve servire da base e inumidirla leggermente con un panno pulito e bagnato, adagiarvi sopra l'altra sfoglia in modo da farle aderire bene, pareggiare i bordi e iniziare ad avvolgerle una nell'altra a mo' di strudel formando un salsicciotto lungo; con un coltello passato nella farina, tagliare il salsicciotto a metà e avvolgere i due ottenuti nella pellicola;
-Riporre nuovamente in frigo a rassodare almeno due ore, meglio una notte.
-Trascorso il tempo, accendere il forno a 180°;
-Prendere i due salsicciotti e quando ancora freddi tagliarli a fette spesse un dito con un coltello, disporre le girelle su una teglia e cuocere per 10-12 min.
_Lasciar raffreddare su una gratella.
Hugs,kisses&cookies

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giovedì, marzo 09, 2006

Hummus

Hummus
di Claudia Roden

Così come sto leggendo il libro dell’Artusi da poco regalatomi, di tanto in tanto prendo la Bibbia della cucina mediorientale scritto dalla “sciura” Claudia Roden quel dì… oltre ad essere un vero tesoretto, è anche un libro splendido da leggere senza dover per forza trasmutare ai fornelli tutte le ricette che vi compaiono, perché accanto a queste si susseguono piccoli aneddoti, oppure storielle popolari, poesiole e quant’altro; io lo trovo estremamente affascinante e poiché ultimamente mi ha preso una vena di malinconia per le leccornie che ci gustavamo in Egitto, ieri sera ho provato il purè di ceci così come Lei raccomanda:

250g ceci
1-2 spicchi d’aglio
2 cucchiaini di cumino in polvere
150ml olio ex.v.
100ml succo di limone
prezzemolo per guarnire
(a piacere pepe di caienna)

-Lasciare i ceci in ammollo una notte intera in acqua fredda, eventualmente aggiungendo un cucchiaio di bicarbonato;
-Colarli e cuocerli in pentola a pressione per almeno 40-45 min. dipende anche da quanto sono freschi i ceci;
Io non avevo ceci freschi, ma un vasetto di ceci al naturale, così i miei tempi si sono notevolmente accorciati per cui ho saltato i primi due passaggi e sono partita da qui:
-In una capace casseruola scaldare un abbondante cucchiaio di olio, aggiungere l’aglio in camicia e il cumino, lasciare cuocere un minuto;
-Aggiungere i ceci e un mestolo di brodo vegetale, o acqua calda; Cuocere fino a che i ceci siano morbidi, aggiungendo altro liquido mano a mano che si assorbe, servirà poi per emulsionare la crema;
-Aggiustare di sale e lasciar intiepidire;
-Frullare i ceci aggiungendo il succo di limone, ancora dell’olio e il liquido di cottura, assaggiando spesso perché come precisa la Roden deve avere un sapore piuttosto pungente;
-Tritare del prezzemolo per guarnire, io ho tenuto da parte qualche cece e degli aghetti di rosmarino.

Beh, la mia prima esperienza con questo dip mi ha soddisfatta, lo abbiamo mangiato un po’ così e un po’ accompagnato a delle trance di spada ai ferri.
Hugs,kisses&cookies

Un pensiero anche a Kjaretta per l’ispirazione perché lo ha proposto qualche giorno fa e mi ha dato lo spunto, e anche a Petula perché sbircio sempre tra i suoi macroconsigli anche se in silenzio!
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