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lunedì, agosto 10, 2009

Risotto al Rosmarino


Finalmente una mattina di pausa!
Le ultime due settimane sono state frenetiche, caotiche, calde e impegnative: il lavoro in agriturismo mi ha completamente assorbita, tanto che non mi ricordavo nemmeno come fosse fatto il mio letto! 13h filate in piedi a correre su e giù per la cucina come un'indemoniata a preparare antipasti-torte e primi! Ma che bella soddisfazione!!!!
Non sono sola in cucina, ovvio!Anzi io sono la garzoncella di turno, perchè sto proprio facendo la sana gavetta e da brava galoppina corro,salgo e scendo scale, porto avanti e indietro casse di carni-verdure-formaggi-teglie di torte e torte salate!
Ma ho i miei spazi di palco; tra un servizio e l'altro preparo kg e kg di marmellate, questa è stata la settimana delle more...la prossima non si sa ancora! finchè ce ne sono da raccogliere se ne fanno...e cuoci e passa,e cola e passa con il passaverdure, e rimetti ad addensare e poi invasa, poi sterilizza i vasetti, poi asciugali, poi prepara le etichette e popi etichetta!!!oh yes!

Visto che è nel menù di questa settimana vi lascio la ricetta del
Risotto al Rosmarino
( niente foto perchè per ovvi motivi, o sono dietro a fare il risotto o gli faccio le foto, ma quando ci sono i clienti a tavola che hanno fretta di mangiare senza tenere conto che i tempi di cottura del riso sono quelli e non lo possiamo preparare due ore prima...manca a me il tempo per scattare le foto!)

Ingredienti (per 4 persone)

250g riso carnaroli
1,5 l brodo vegetale
due cucchiai di olio evo
1/2 bicchiere di vino bianco
una manciata di rosmarino tritato finemente a coltello
1 lime, il succo.
burro-parmigiano qb

-Preparare il brodo vegetale con sedano-carota-cipolla-prezzemolo;portare a bollore, tenere in caldo;
-Tostare il riso con l'olio e poi sfumare con il vino bianco quando la parte alcolica è completamente evaporata iniziare ad aggiungere il brodo vegetale e mescolare con cura; aggiungere un mestolo alla volta di brodo e portare a cottura in 15-16 minuti;
-A 5 minuti dalla fine cottura aggiungere anche il rosmarino;
-Quando il riso è al dente, spegnere il fuoco e procedere alla mantecatura con una noce di burro e il parmigiano a piacere;consiglio di metterne poco in modo da non coprire il sapore del rosmarino;
-A mantecatura ultimata unire anche il succo del lime;
Impiattare e servire!

A piacere ricavare con il rigalimoni, la scorza del lime da mettere sul piatto come decorazione finale!
Hugs,kisses&cookies

venerdì, febbraio 15, 2008

Cerchi un ristorante?!?

Ma quanto è difficile a volte decidere dove andare a cena?
Capita sempre più spesso che ci si perda tra miriadi di possibilità, ma senza poi avere la certezza che la scelta sia davvero quella giusta!
Vogliamo evitare questi inconvenienti? Bene allora direi che è il caso di fare un bel giretto in questo sito che si chiama "Prenota Ristorante": una piccola ma ricchissima guida alla scelta del locale migliore dove trascorrere la serata per una cena o un aperitivo.
Spulciatelo bene perchè è un'ottima risorsa nel momento dell'indecisione; ci sono recensiti moltissimi ristoranti e anche gi utenti possono tranquillamente lasciare i propri commenti!
la ricerca è molto semplice perchè il sito offre diversi canali di consultazione, dividendo i locali così già da fornire un filtro e evitare di perdersi tra mille pagine senza poi arrivare alla meta che ci si era dati!
Ogni tanto qualche chicca dalla rete salta fuori...bene! approfittiamone!
Hugs,kisses&cookies

mercoledì, febbraio 06, 2008

Ristorante UTZ food&motion



E' un po' che non si parla di ristoranti...no beh l'ultimo è stato il Kandoo, ma è sempre parte dell'universo giapponesi! Era tempo che non cenavo in un ristorante che non fosse solo giapponese, si vero a volte so essere molto abitudinaria e monotematica..però il jappo mi piaceeeeeeeeee!!!
Va beh non divagare ietti!
L'altra sera sono stata a cena in questo ristorante un po' nascosto di via Solferino, si quella del Corriere!Nn mi sono portata la macchina fotografica perchè la luce sapevo che sarebbe stata troppo fioca xchè potessero venire delle foto decenti per cui vi racconterò quanto meglio mi riesce quello che abbiamo mangiato.

Un menù delicato e giocato sulla stagionalità, con attenzione particolare per gli antipasti e i primi. secondi a scelta tra terra e mare ben strutturati, forse unica piccola pecca la parte conclusiva dei dolci ma anche quelli avevano comunuqe un'aria molto invitante.

I nostri antipasti sono stati:
-Sottilissima di branzino marinata con agrumi e gamberi croccanti (una delizia!)
-Flan di fave con crema di zafferano se non erro...
Io ho saltato il primo e sono passata a dei tranci di tonno scottai in padella con pomodorini in tartare e fiori di cappero; un piatto molto semplice direi anche dai sapori molto più estivi che adeguati a gennaio però così piacevole che è stato meraviglioso averlo davanti; la presentazione davvero molto curata con un'estetica particolare e dei piatti molto larghi che permettono alla crema di base di stendersi bene su tutta la superficie.
Porzioni decisamente nonda nuovelle cousine, il che permette di gustare una cena senza prendere per forza dall'antipasto al dolce ma scegliendo e restando soddisfatti anche da una sola portata.
L'ambientazione è molto semplice, l'ingresso è sulla via principale, c'è una sala ampia lì all'ingresso e poi si viene dirottati al piano sottostante nel gazebo esterno che ora è ben risacaldato. Niente fronzoli, niente eccessi...meglio così.
Secondo me molto piacevole cenare nella stagione primaverile quando nn ci sono ancora zanzare e la temperatura è mite e consente di passare una serata intera nel dehor!


Ristorante UTZ food&motion

via Solferino,48
Milano
tel. 02.6551180
foto presa qui.
per qualche foto anche dei piatti andate qui!
Hugs,kisses&cookies

domenica, gennaio 13, 2008

Ristorante giapponese Kandoo


Era da tanto che non mi occupavo di scrivere due righe dopo essere stata fuori a cena, colgo l'occasione per riesumare il mio piccolo bloggino che in queste ultime settimane ho davvero trascurato!

Due sere fa sono stata a cena al Kandoo in occasione del compleanno della mia amica Iole! Ci siamo scofanati metà del menù e anche se una delle commensali avrebbe preferito avere nel piatto una fiorentina invece che una zuppetta di miso, la serata è stata godereccia comunque! Era tanto che sentivo parlare di questo ristorante solo che essendo un po' fuori zona rispetto a casa mia non mi era ancora capitato di andarci, così ora che mi si è presentata l'occasione sono stata felice di poterlo vedere e assaggiare la loro versione di cucina giapponese.
Direi che si colloca nella medietà dei ristoranti giapponesi di Milano, poche pretese e menù molto semplice; niente di particolare da segnalare e niente sapori che spiccassero rispetto ad altri...insomma uno dei solito mille ristoranti che sono spuntati come funghi negli ultimi anni.
E' piccolo e anche quando è pieno il servizio è molto rapido, questo è un punt a loro favore! Siamo stati trattati bene e ho apprezzato le porzioni che non erano immense ma nemmeno una campionatura così che si potesse assaggiare più di una pietanza senza uscire con la pancia gonfia o con la fame!
Prezzi nella media...un sushi misto 14 euro, un rainbow (8 uramaki misti disposti a serpentello con i colori alternati) 13 euro, i dolci tra i 5-6 euro il sashimi 15-18 e le solite barche che si aggiravano nella media dei 20-30 euro.

v.le Corsica 38, Milano
tel 02.70.12.60.79

Hugs,kisses&cookies
(foto presa qui)

giovedì, dicembre 06, 2007

L'Officina del Pesce

Pescheria "Da Claudio" trema....a Milano ha aperto una validissima alternativa e ottima concorrenza al pranzo ormai modaiolo e rapido a base di pesce crudo.
In una piccola viuzza che sbuca in Largo La Foppa, io e la mamma abbiamo scovato una minuscola pescheria che propone all'ora di pranzo la stessa formula collaudata da Claudio nel corso degli anni, ovvero porzioni più o meno grandi di carpacci misti di pesce freschissimo e di primissima scelta.
Il nome è tutto un programma: "L'Officina del Pesce"! Il locale è costituito di due piccole "stanze" entrambe dotate di tavoli tondi e alti, e direi cosa di cui tener grande conto anche gli sgabelli, sui cui sedersi per godersi in tutta calma la propria dose di pesce!
La scelta non è vastissima ma comunque molto soddisfacente, ci si può avventurare con il classico misto mediterraneao nel quale trionfano sapori e colori tradizionali: salmone, tonno, ombrina e gamberi 150g in totale per la porzione media.
Altrimenti io consiglio caldamente di provare il misto dei vassoi del giorno, io mi sono avventata su: salmone soya e pistacchi; tonno marinato con cipollotto e tartare mista. Fidatevi mi sono leccata anche i baffi che non ho e che mi sarei fatta crescere per l'occasione.
Il responsabile è sempre molto disponibile e cordiale così come la ragazza al banco che serve; la clientela all'ora di pranzo è meno numerosa che Da Claudio, ma solo perchè il locale è ancora di nicchia e poco noto...credo che a breve anche loro saranno presi d'assalto.
Altra nota positiva è che il prezzo per una porzione mista tradizionale è sui 9 euro, 12 per il misto come il mio ma solo perchè più elaborato e tutto comprende pane a volontà e un calice di prosecco o acqua a scelta.
Ultimamente a mio parere Claudio ha smesso di essere conveniente perchè il personale diventa sempre più scontroso e maleducato e inoltre le porzioni si sono magicamente ridotte e invece il prezzo è fantasticamente lievitato...le magie allora ci sono! wow! ( tono sarcastico, ndr)
Se passate in zona, cercatela e fermatevi anche solo per dare un'occhiata perchè ne vale la pena, se poi qulacuno un sabato a mezzodì avesse voglia di assaggiare io mi offro come supporto nella scelta con estremo piacere!
Dai vi lascio i recapiti:

L'Officina del Pesce
via Varese, 14
20121 Milano
tel. 02. 62 06 4325
aperto da martedì a sabato 09.30-14.30 17.00-22.00

giovedì, maggio 03, 2007

Osteria del Riccio

Venerdì sera prima di partire alla volta di Racconigi noi della combriccola ci siamo fermati all'Osteria del Riccio a cena.
Conoscevo già di fama e di nome questo ristorantino di Sesto perchè è ben segnalato dal Gambero Rosso oltre che da ViviMilano e la voglia di provare a cenare era sempre stata tanta anche perchè sfogliando le pagine del sito ero rimasta incantata da alcune proposte di menù oltre che dagli eventi che vengono organizzati da Luciana, la proprietaria.
Stavo aspettando che arrivassero i miei amici e così ne ho approfittato per scambiare due chiacchiere con Luciana che tra un piatto e l'altro mi ha raccontat un po' come vengono organizzato gli eventi, le trasferte e quello che avrebbe in progetto prossimamente; devo dire che la sua passione e la sua volgia di scoprire ancora piccole tradizioni legate al territorio è proprio da encomiare perchè lei ama andare alla ricerca di piccoli produttori che confezionano ancora i loro prodotti con la stessa ricetta che veniva impiegata secoli fa o che è particolarmente legata ad una determinata zona d'Italia.

Qui sopra uno dei primi che abbiamo consumato, delle lasagnette con verdurine e scamorza affumicata: spigionavano un profumo di affumicato delizioso e anche l'aspetto era decismente invitante, pasta tirata a mano e la consistenza lo dimostra!
Questi gli strascinati con gamberetti e cozze, una bella spolverata finale di prezzemolo tritato finemente; non avevo mai visto gli strascinatia nche se avevo intuito come potessero essere e la porzione era molto abbondante per cui anche un primo e un antipasto possono essere una buona cena.

Questo invece il mio filetto ai funghi pioppini...semplicemente divino! Io e la carne rossa non abbiamo un rapporto tato stretto, ma nella mia attesa ne avevo visto uno passarmi sotto al naso, destinato ad altri commensali, il profumo dei funghi, l'aspetto e la tenerezza della carne mi avevano fatto aumentare la fame e non ho avuto il benchè minimo dubbio..sarebbe stato mio! Delicata la carne, morbida e di media cottura, si tagliava senza difficoltà e vi assicuro che la quantità era davvero abbondante!

I sommelier o i semplici intenditori di buon vino possono contare su una cantina continuamente curata e rifotnita, una scelta molto ampia e ci si può sempre affidare alla cortesia di Luciana e alla sua esperienza come sommelier.
Per maggiori info:

OSTERIA DEL RICCIO
Via Renzo Del Riccio 75 (angolo Via Monte Sabotino)
20099 Sesto San Giovanni (MI)
Tel/Fax 02/26220328
oppure 335/8039452
E-mail: info@osteriadelriccio.it
Hugs,kisses&cookies

martedì, ottobre 24, 2006

Ristorante Turco Tandure


Con le mie riflessioni sulla natura umana proseguirò più avanti, ora tornerei alla vera natura di questo blog, che da troppo tempo si sta allontanando dal mondo culinario enogastronomico, un po' perchè non ho più avuto tempo di avvicinarmi ai miei attrezzi di lavoro, pentole, mattarello&co e un po' perchè sono sempre dell'idea che per cucinare ci voglia la giusta dose dia more nei confronti di quello che ci si appresta a maneggiare, e in questo periodo ero davvero un po' stanchina e non avrei amato così tanto tutti gli ingredienti, per cui invece che fare pasticci forzati mi sono chiamata fuori dal giro, nel quale comunuqe ho intenzione di tornare quanto prima e più in forma che mai.

Ad Hannover approfittando dell'ospitalità della WKC, ho cenato meravigliosamente in un ristorante turco molto particolare, con tanto di danza del ventre eseguita in diretta tra un tavolo e l'altro, per la gioia dei commensali maschi, ma vi risparmio le descrizioni dei loro goliardici apprezzamenti riguardo l'abundatia della signorina in questione.
Come antipasti: Hummus
era davvero ottimo, una crema molto delicata di ceci e tahine, con un velo di olio d'oliva e un buon profumo dato dal succo di limone;
proseguiamo con: Wine Leaves with Yogourth Cream e come portata principale: Castabala, cioè "Lamb fillet with mushrooms and pine nuts served with organic potatoes and a creamy mint yogouth sauce".






Tutto ottimo e anche ben servito, il locale dava l'idea di un tipico ristorante mediorentale, tappet appesi alle pareti, profumo di spezie che aleggiava nell'aria, colori caldi e litri di salse in cui inzuppare le pittas e i pani cotti nel tandoori, che per una volta era vero e non un forno elettrico spaciato per tale.
So che è un po' fuori mano, ma se vi dovesse capitare di fare un alto ad Hannover una puntata qui io non me la lascerei scappare!!!








mercoledì, luglio 12, 2006

Poporoya Alimentari Giapponesi

Questa è l’insegna che compare al 17 di via Eustachi.
Si perché se volete andare al Poporoya pensando di trovare il tradizionale “Ristorante Giapponese” non troverete nessuna indicazione; l’ingresso è minuscolo come tutto il locale che si compone di sole due stanzette, nelle quali all’ora del pranzo e della cena la clientela è ordinatamente stipata in coda per potersi sedere attendendo il proprio turno.
Tra scaffali di salsa di soya e mirin si aspetta che la gentilissima signora alla cassa prende l’ordinazione, rigorosamente prima di sedersi ai tavolini o al banco, e faccia cenno di poter passare nella seconda stanza, quella del vero e proprio sushi-bar.
Sono rimasta stupefatta quando ancora in coda ci è stato chiesto se avessimo deciso cosa prendere, così di fretta abbiamo detto un sushi misto e tre cirashi…mai scelta è stata più giusta!
I tavoli sono forse 4, si cena a stretto contatto con i vicini e finito ci si alza per lasciare il posto a chi aspetta, nessuno brontola, nessuno si lamenta e tutti escono satolli. Il servizio è efficientissimo e molto cortese.
Il nostro sushi misto era pura poesia, uno in tre come assaggio è stato ottimo anche perché la dimensione del cirashi che ci hanno portato dopo era davvero a prova di mangione!
La particolarità della ciotola era che diversamente dal solito non era solo riso con del sashimi misto, ma il riso stesso era stato aromatizzato con una sorta di tamari che dava un retrogusto agro-dolce meraviglioso e la sinfonia di colori del sashimi in superficie era ulteriormente celebrata dal tocco del sesamo spolverato sul salmone e da una nota rosa di una sorta di polevere di pesce, che però davvero non so che cosa sia per cui dovrò informarmi.
Il Poporoya è una vera istituzione tra i giapponesi di Milano, è aperto da trent’anni e la formula è sempre la stessa da allora, non è cambiato nulla e credo che nessuno abbia intenzione di cambiare anche solo la posizione di uno scaffale, perché è tutto talmente caratteristico che non c’è motivo di toccare nulla! La parete interna della sala è tappezzata di recensioni e articoli di quotidiani o giornali che parlano del ristorante, e dal giallino delle pagine si vede che sono appese da parecchio!
Il bello, anzi la nota mitica è che fanno anche servizio a domicilio e da asporto, per cui si può chiamare e prenotare, ovviamente senza avere un menù sott’occhio, ma tutto a memoria!

“Poporoya”
via Eustachi,17
tel. 02.29406797
ovviamente niente sito internet!

domenica, luglio 02, 2006

Parco Sushi&Sashimi

Parco Sushi&Sashimi

Eccomi smentita nuovamente…era da tempo che volevo testare anche la piccola dei Parco che sono stati aperti a Milano, ultimamente, così trovandomi in zona P.ta Venezia ho pranzato in quello che fa angolo tra via Spallanzani e v.le regina Elena.
Carino il locale, più che un ristorante è un sushi bar, pochi i coperti all’interno poiché c’è anche la possibilità di accomodarsi in un cortile esterno; i tavoli sono molto alti e gli sgabelli sono un po’ problematici da raggiungere per chi come me sfiora a malapena il metro e sessanta, ma questo è un mio piccolo appunto, della serie la prossima volta metti i tacchi…ah ma quale prossima volta?!?
Accolta dal giovane e aitante gestore, ovviamente italiano…che vogliamo per caso un giapponese? Naaaaaa…sono stata accompagnata al tavolo con un aria perplessa perché ero sola, cosa che mi è stata chiesta un paio di volte, (qualche problema a pranzare da sola? Non mi sembra!), mi è stato portata la carta che in prima pagina mostrava una precisazione riguardo la scelta del pesce servito in modo da dare tranquillità agli avventori.
Anche qui menù per il pranzo già studiati, totale 4 decisamente scarsi e decisamente cari. Io ho scelto un sushi e sashimi strong, servito con tè verde, (non matcha, sarebbe stato chiedere troppo) e a scelta o zuppa di miso o ciotola di riso bianco, io ho optato per il riso ma appena mi è stato presentato mi sono pentita…non era nemmeno lontanamente tondo e ovviamente pretendere che avesse un vago sentore acidulo è cosa audace per cui perché non spacciare del buon riso bollito per sushi, tanto basta metterlo in una ciotolina bianca con un po’ di sesamo sopra che tanto fa zen, o sbaglio?
Strong significava rinforzato…hm…la fame mi aveva portata a darmi alle libagioni, ben 15 pezzi eh che abbondanza! Si ok, parliamone perché se i maki misti devono essere misti solo di tonno e salmone è pochino, e se il sashimi prevede solo un trancio di tonno uno di salmone uno di polipo e uno di branzino…i nighiri poi erano anoressici, poverini mi veniva tanto da consolarli perché fuori comunque c’era il sole e non dovevano essere così smunti e tristi! Urca mi sono permessa anche di chiedere dell’altro zenzero perché quello che avevo sul bento era talmente tanto da essere trasparente, che mi è arrivato quando avevo praticamente finito tutto, contando il fatto che fossimo in 6 a pranzare…beh fate voi!
Sul riso proprio non ci siamo, quantomeno il ragazzo che componeva i maki aveva i guanti, almeno si presuppone un’attenzione all’igiene, che non sempre viene considerata importante nella ristorazione, (vedi esperienza Kisen…chiuso dopo pochi mesi per mancanza di norme igieniche basilari).
Sbirciando il resto del menù, ho dovuto chiedre delucidazioni perché tutti i maki sono considerati uguali, così quando ho chiesto se alcuni fossero gli uramaki mi è stato risposto: “no sono quelli con il riso all’esterno”
e io:”allora sono gli uramaki!”,
silenzio…e poi:”si quelli!”
Bene, mi fa sempre piacere quando nemmeno chi dovrebbe spiegare sa di cosa si stia parlando…una gioia!
Totale del conto: 22 euro. Troppo caro per aver quello che è stato servito.
Peccato per il locale perché potrebbe promettere bene, è in una buona posizione, è abbastanza piccolo da non essere preso d’assalto, ma ci sarebbero alcune cose da precisare. Ho fatto due chiacchiere con il gestore, (ok questa è una nota per la popolazione femminile: lui merita un sacco!!!) che mi ha detto che sono aperti solo da settembre per cui gli concedo il beneficio del dubbio…ci tornerò per vedere come procede e se con il tempo ingrana, magari la prox volta gli chiedo del riso!

Parco Sushi&Sashimi
Lascio il link al sito ci sono tutti gli indirizzi.
www.parcosushi.it

Ristorante Giapponese Osaka

Ristorante Giapponese Osaka

Sono andata all’Osaka all’ora della pausa pranzo, immaginando che ci fosse gente, ma non così tanta.
L’ingresso è nascosto e non visibile da C.so Garibaldi, ma comunque ben segnalato; ciò che mi ha piacevolmente sorpresa è stata l’altissima percentuale di clientela giapponese presente in sala.
Abbiamo dovuto attendere mezz’ora il nostro turno prima di poterci accomodare al banco del sushi, perché ai tavoli non c’era posto: d’altronde il locale è molto contenuto per cui i tempi di attesa sono quasi d’obbligo.
Una volta accomodate il caposala ci ha presentato il menù che per pranzo proponeva diverse soluzioni dalla ciotola di cirashi, al sushi misto, oppure ciotola di riso e maguro oppure sake, tutte accompagnate da un piccolo antipasto e zuppa di miso.
Io mi sono lanciata sul cirashi, anche perché essendo seduta esattamente davanti al maestro di sushi che stava insegnando alla sua giovane leva a filettare un trancio di salmone e a tagliarlo in modo da poterci poi ricavare i tranci perfetti per il sashimi, non potevo fare altrimenti! Avere la possibilità di mangiare godendo dello spettacolo di questa arte così precisa e formale è un’occasione da non gettare, per cui quando ci è stato chiesto se il posto al banco potesse andare bene abbiamo subito accettato!
Peccato che accanto a noi si siano seduti due ragazzotti giapponesi arrivati 10 minuti abbondanti dopo di noi e che siano serviti con estremo zelo e rapidità aumentando ulteriormente la nostra attesa e scavalcando la nostra ordinazione.
Ma non mi sento di dare una nota di demerito per questo perché anche qui ho avuto modo di osservare come loro mangino i ramen o gli udon in brodo secondo tradizione aiutandosi con quel piccolo cucchiaio di ceramica che all’apparenza sempre di scarso utilizzo!
Devo dire che il riso del mio citrashi era davvero ottimo e ben bilanciato, finalmente un giapponese che si possa davvero definire tale…d’altra parte Osaka è aperto da una vita a Milano e probabilmente continuando a mantenere una certa fascia di prezzo ha anche selezionato la propria clientela e dunque una buona qualità.
A pranzo il bento che costa di più si aggira sui 20 euro, per cui nulla di improponibile, nell’ora di cena non ho purtroppo avuto modo di consultare la carta per cui non so che prezzi abbia, ma comunque so che non è economico.
La mia ricerca ha finalmente trovato soddisfazione, peccato solo per le attese e le “precedenze” concesse con troppa libertà…comunque il mio personale giudizio è molto favorevole se capitate in zona Brera andateci!

Ristorante Giapponese Osaka
C.so Garibaldi 68
Milano
Tel : 02/29060678
www..milanoosaka.com

venerdì, giugno 16, 2006

Kokoro on line

Eccomi qui tutta contenta di presentarvi ufficialmente gli amici del Kokoro! Anche loro finalmente hanno dato vita ad un sito internet, questa è la versione ancora da rifinire per bene, però almeno potete farvi un'idea di quanto vi ho descritto sin'ora!
leggete la presentazione iniziale e poi ditemi cosa ne pensate...chissà perchè ve lo chiedo!!!
Hugs,kisses&cookies

martedì, giugno 13, 2006

Ristorante giapponese Shun

La mia indole testarda e cocciuta mi ha portata ad ignorare il sottile invito a non cenare in questo ristorante, per cui seguita da tre martiri ho prenotato una tavolo e così ha avuto inizio l’avventura!
Ero rimasta molto incuriosita dopo aver letto la recensione riguardante le doti estrose del cuoco nippo-brasiliano Mario, che evidentemente quella sera doveva essersi concesso una vacanza perché quello che ci è stato servito era tutto tranne che estroso o degno di una particolare considerazione!
Io mi sono gettata a pesce su dei maki con tonno e cipolline e degli uramaki speciali che sarebbero consistiti in maki ripieni di gambero cotto e rivestiti di salmone affumicato…dunque ma parliamone di questa innovazione così trasgressiva: questi benedetti uramaki perché nessuno li sa più tenere insieme? Il gambero all’interno era decisamente stracotto, quasi secco…voi avete per caso notato la maionese? Io non mi sono nemmeno lontanamente accorta della sua presenza, e poi vogliamo disquisire sul salmone esterno? Meglio sorvolare perché di certo il secolo scorso deve aver avuto la parvenza di un salmone quella sera no!
I miei cari commensali hanno provato un sushi misto: 6 nighiri+2 maki+2 uramaki il tutto al modico prezzo di 15euri, ma stiamo scherzando?!?
Una selezione di nighiri, non ho approfondito la loro forma e presentazione, ma non spiccavano per qualità a quanto ho appurato; e infine un’insalata di alghe un temasi al salmone, forse l’unico che aveva un aspetto vicino a quello tradizionale giapponese, e un sashimi misto…soliti filetti di pesce misto crudo, ma non abbiamo chiesto né che tagli fossero né la provenienza!
Passati alla grande i dolci, un po’ per le intolleranze un po’ per rispetto delle nostre persone.
Non mi addentro nemmeno nel merito della qualità del riso per il sushi perché davvero potrei diventare perfida, mi basta sottolineare che la miscela di aceto e zucchero non è così difficile da fare, magari se ogni tanto ci si ricordasse di usarla durante la fase di raffreddamento del riso…
Volete che vi illustri l’ambiente? Ok come sempre ci si deve avvicinare al minimalismo, ma questa volta non estremo…peccato per l’illuminazione scarsa, carina invece l’idea del soppalco tatami; credo che il maggior impegno sia stato messo nel progettare il lavabo e l’aggeggio che faceva scendere la carta per asciugarsi le mani in bagno…quella è stata prova di grande tecnologia nipponica! Ma forse per un ristorante non basta, o sbaglio?
Eravamo indecisi sul voto finale, dopo una breve consultazione ci siamo ritrovati per un onestissimo 4/5 per il rapporto qualità-prezzo, troppo caro per quello che viene servito e per la qualità di ciò che viene spacciato per sushi!

Se volete comunque tentare:

Ristorante giapponese Shun
V.le Tunisia 6
20100 Milano
tel:02.29403096

mercoledì, maggio 24, 2006

Ristorante giapponese “Kisen”


Giusto per portare avanti il mio tour tra i ristoranti giapponesi di Milano, o quantomeno quelli che si spacciano per tali, lunedì sera vittima delle mie bacchette è stato il Kisen: un locale di nuova apertura, situato in una traversa non molto frequentata di C.so di Porta Ticinese.
A gustare lo spettacolo si sono gentilmente aggregate due amiche altrettanto curiose e decise a non concedere vie di scampo qualora il servizio non fosse stato soddisfacente!
A dire la verità questa volta mi trovo un po’ impacciata perché la serata è stata davvero molto bella e piacevole, quando la compagnia merita si tende anche a sorpassare sugli errori dell’oste…ma purtroppo non si può davvero perdonare la superficialità con cui si pretende di aderire ad un tipo di cucina così fine e legato a regole precise.
Sorvolo sull’estetica del locale, che per quanto piccolo fosse riusciva a risultare insignificante, tante pretese di essere trendy e alla moda, ma di sostanza molto poca: solito arredamento finto minimal, isola centrale per rassicurare la clientela sulla freschezza del pesce per il sushi/sashimi posto in bella mostra all’ingresso, quando poi tempo 5 minuti si è sentito un boati e almeno dieci bicchieri che si scontravano duramente contro il pavimento; accoglienza fredda e di poca cortesia da parte di un simpatico ragazzone italianissimo iper-palestrato (????!?!) e personale di sala che di giapponese forse forse aveva il colore dei capelli!
Ci viene portato il menù…tristissimo elenco di pietanze descritte come “rotolini di riso” con la traduzione in una qualche lingua orientale non meglio identificata…non che io capisca la differenza tra i vari ideogrammi, ma il dubbio che non fosse propriamente giapponese ci è venuto subito!
Ci sono rimasta davvero male per la poca cura della carta…va beh…ci siamo soffermate poi sulla possibile diffrenza tra una sushi misto che compariva ritratto nelle prime pagine e quello che invece veniva presentato poco dopo con una differenza di prezzo (da 20,00 a 13,50), scoprendo poi che era per la quantità di “rotolini” nel piatto.
Delusione massima, (kja confermi?!) per il riso: era bollito…nemmeno aromatizzato all’aceto ma neanche lontanamente!
Io mi fermo qui, tanto comunque da me non viene promosso.

Ristorante Giapponese Kisen
Via G. Mora
20123 Milano
tel. 02.36525697

Direi che ci tocca continuare con il tour…
Hugs,kisses&cookies

lunedì, maggio 01, 2006

Novità al Kokoro!

Io continuo a proporre i miei cari kokori, perché ogni volta che vado a trovarli hanno qualche idea in più…ora nel menù hanno aggiunto anche i consigli dello chef, tra i quali mi ha particolarmente impressionata il dolce, già suggerito per S. Valentino e ora tornato sulla carta: un Budino di sesamo nero.
A vederlo sinceramente non ha l’aria così invitante, perché si presenta molto molto scuro, color asfalto! Servito al bicchiere ha tre strati: caramello alla base, budino di sesamo, un velo di panna semimontata.
Il caramello non è eccessivamente e questo serve a ben bilanciare il budino che di per se è decisamente corposo, il sesamo lascia un vago aroma di affumicato e noccioline, la consistenza è morbida ma vagamente granulosa e la panna in superficie rinfresca la bocca. Ha un gusto decisamente difficile da descrivere perché ero abituata a mangiare quel tipo di semino solo intorno al riso per gli hura-maki e trovarlo in un dolce mi ha incuriosita!
Da provare, si si…da provare!
Hugs,kisses&cookies

Nami Sushi Restaurant

Ennesima sperimentazione di un giapponese a Milano, che questa volta si è rivelata molto soddisfacente.
Il locale ha aperto da poco, un annetto e mezzo circa, e quasi non si vede nemmeno, perché l’ingresso è una stretta porta nera che si affaccia su Corso di Porta Ticinese al n. 6;
Una volta entrati, si viene accolti in un’unica lunga sala divisa in due ambienti, uno nella parte iniziale del ristorante rialzato rispetto al resto è arredato con tre tavoli bassi per l’effetto tatami, l’altra parte invece copre circa una cinquantina di coperti con tavoli scuri e sedie rosse disposti in file ordinate lasciando lo spazio centrale per permettere il passaggio; al fondo ci sono le cucine, un bancone sulla sinistra è adibito alla sola preparazione del sushi, con tre cuochi cinesi che lavorano a ritmo serrato.
Il personale di sala, tre ragazze e il proprietario che sovrintende, è molto cortese e attento, e soprattutto veloce sia nelle ordinazioni che nello servire al tavolo.
L’ambientazione è piuttosto tetra, tutta giocata su tonalità scure e fredde, c’è molto nero e anche tanto legno, sempre molto essenziale.
Purtroppo il pranzo giapponese non era preventivato per cui non avevo con me la digitale.
I menù per la pausa pranzo sono circa 6 e hanno un prezzo che oscilla tra i 12 e 20 euro, il che dipende sia dalla quantità di porzioni, sia dalla scelta dei cibi, comunque tutti molto abbondanti.
Dato che la mia celiachia non mi permette di mangiare la salsa di soya, io ho optato per una scelta alla carta onde evitare possibili contaminazioni, un ottimo sushi misto e un altrettanto valido “rainbow horo-maki”, che consiste in un vassoietto di 8 pezzi di horo-maki di pesce misto e avocado, bellissima la presentazione poiché erano disposti a serpentina sul piatto, i maki ripieni di tonno crudo erano poi rivestiti con fettine di sashimi misto e avocado i cui colori creavano l’effetto arcobaleno. Impossibile terminare il pranzo, almeno per me, senza la mia gelatina di adzuki, da che l’ho scoperta non ne faccio più a meno!
Prezzi nella media, in due abbiamo speso 40 euro, contando anche due tè verde, e i coperti, unica pecca: il tè non era il matcha come al kokoro!
Vivamente consigliato!!!

Nami Sushi Restaurant
C.so di Porta Ticinese 6
20123 Milano
tel. 02 894 014 15
info@namisushi.it
http://www.namisushi.it/

domenica, marzo 05, 2006

Sushi "Da Claudio"

Evviva! le prime giornate di sole e tempo clemente aprono le porte della Pescheria "Da Claudio" punto di riferimento storico per i pescivori incalliti come la sottoscritta. L'ora di pranzo e da poco anche l'happy hour sono il momento di maggiore transito dentro il negozio, a volte ci sarebbe bisogno del numerino per riuscire ad entrare tanta gente affolla i tavolini improvvisati!
Questo è il tradizionale "piattomisto" composto da "sashimi" di tonno, spada, branzino, orata, salmone e un gambero, che da solo vale tutto il pranzo dalla dolcezza e tenerezza della polpa!
MITICO!!!!
io raccomando mooooolto caldamente il "misto mediterraneo" e le due vesrioni di tartare, tonno o spada-salmone, certo non titti i giorni perchè potreste vedere i livello di HDL alzarsi ma il peso del portafoglio dimagrire!
Hugs,Kisses&sashimi
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In senso orario: mix di verdure al curry, Biriyani di gamberetti&verdure, Agnello stufato e Naan, Basmati di verdure al curry...si vede in quest'ultimo il seme di cardamomo scuro
Gaia's pics


l'antipasto: sfoglia ripiena di agnello con salsine di accompagamento da sinistra peperoncini verdi, raita di menta, chutney
Gaia's pics


l'interno del Maharaja
Gaia's pics

Ristorante Maharaja

L’avventura indiana era poi proseguita dopo un paio di giorni, sempre nella pausa pranzo con Ste.
Si stava avvicinando l’ora della pappa, e usciti dalla libreria dell’Università ci siamo incamminati verso C.so di Porta Ticinese; passati davanti alla Fnac siamo entrati a dare un occhio e al mitico piano della libreria ho iniziato a sfogliare le guide del Gambero Rosso e Ste in estasi davanti alle carte topografiche per me incomprensibili. Sinceramente stavo cercando qualche indicazione su negozi di alimenti naturali, ma poi ho preso in mano una guida del Touring e alla voce ristoranti “etnici” ho trovato la sezione dei vari indiani a Milano, così ho letto il nome del Maharaja e ho visto che era in via Vetere, poco distante da dove eravamo noi…proposto al volo e altrettanto velocemente accettato!
Quando siamo entrati siamo stati accolti dal proprietario-cuoco che ci ha fatti accomodare nella saletta vista parchetto, pareti arancioni e blu, profili dell’ingresso in oro, tende appese e parte di stoffe incorniciate ai muri. I tavoli eterogenei, uno rotondo da esterni, uno rettangolare, uno corredato di panchine da giardino…piastrelle bianche e nere, assolutamente da vedere!
A pranzo c’è la possibilità di scegliere tra i menù vegetariano, a base di agnello o pollo, in sostanza un piatto unico composto da riso+verdure/crane+insalata+un simple naan; oppure a piacere si può solleticare l’appetito partendo dagli stuzzichini per arrivare ai risi facendo una sosta tra le carni e le verdure al curry.
Io mi sono deliziata con un Biriyani di gamberetti e verdure con contorno di verdure miste al curry, Ste invece ha optato per un triangolo di sfoglia con agnello, un Basmati alle verdure miste e uno stufato di agnello…dire che anche lui ha faticato a non avanzare nulla è significativo. Porzioni decisamente abbondanti.
Il mio riso era spettacolare, le spezie erano mescolate bene, infatti si riuscivano a riconoscere singolarmente, sono rimasta colpita dal profumo e dal sapore così particolare del cardamomo, perché i semi che ho trovato erano grossi e scuri, non piccoli e verdi come quelli che trovo in commercio, infatti prima di andare via ci siamo fermati a fare due chiacchiere con il proprietario e gli ho chiesto come mai erano così scuri, ma ha mantenuto il segreto…mi ha detto che la prossima volta che torno me lo spiega…verificherò se sarà di parola!!!
Sempre nel riso c’erano scaglie di mandorle che essendo leggermente croccanti erano un vero piacere a bilanciare la consistenza più morbida dei chicchi; Le mie verdure erano altrettanto valide, stufate così da essere ben morbide e assolutamente non piccanti.
Anche l’agnello di Stefano era molto buono, la carne davvero tenera e il pucino uno spettacolo, cavolicchiolino in quelle occasioni come mi manca una bella “michetta”, (il pane rosetta!).
Totale euro 20 in due! Nulla!!!!

Ristorante Indiano Maharaja
Via Vetere, 2
Milano
Tel. 02.581 134 36

Hugs,kisses&curries