giovedì, marzo 09, 2006

Risotto alle fragole

Non ho resistito quando al banco del mercato ho visto quei bei cestini di fragole, lo so non sono affatto di stagione e non sono nemmeno italiane, per questi due motivi merito un declassamento da qualsiasi cosa vogliate, ma erano lì rosse e succose, c’era il sole e io ero anche di buon umore, noooo troppo per lasciarle alla mercè di qualche passante distratto…peccato che ne ho pagato le conseguenze subito…ovviamente erano ancora insapori, sigh! Giusta punizione per aver osato tanto!!!
Cercando il modo migliore per non gettare al vento cotanta natura, ho deciso di dare un tocco di colore alla cena così le ho impiegate in un risotto tutto primaverile.

Ingredienti (x 3 pers.)

270g Carnaroli
1l brodo vegetale
½ bicchiere di vino bianco
1 scalogno tritato finemente
20g burro
sale q.b
200g fragole, la quantità è a piacere
burro per mantecare

-Preparare il brodo vegetale e tenerlo in caldo;
-In una casseruola, sciogliere il burro a fuoco dolce, aggiungere lo scalogno tritato e lasciarlo imbiondire;
-Aggiungere il riso e farlo tostare un paio di minuti mescolando con un cucchiaio di legno;
-Sfumare con il vino bianco, meglio se fruttato o comunque non secco deve accompagnare il sapore dolcino delle fragole e non esaltarne l’acidità;
-Portare a cottura aggiungendo il brodo un mestolo alla volta;
-A cinque minuti dalla fine della cottura, aggiungere le fragole pulite e tagliate a dadini mescolando delicatamente in modo che in parte si disfino e rilascino anche una bella tonalità di rosa; nel caso invece si preferisca mantenere il riso bianco, aggiungere i dadini di fragole all’ultimo minuto, quando si manteca con il burro così i colori restano separati.
Hugs,kisses&strawberries

mercoledì, marzo 08, 2006

BBM CookBook


Il vento degli ultimi giorni, così forte e anche così piacevole, mi ha recapitato direttamente nella cassetta della posta, un pacchetto tutto giallo, giallo come il colore del sole che alto ha iniziato a intiepidire le vie milanesi, giallo come la mimosa, fiore emblema dell’8 marzo…giallo come i grandi cespugli di forsizia che incontro al bordo della strada che mi porta dal nonno…
Giallo come i pacchi celere delle Poste Italiane!
Quando l’ho aperto mi sono imbattuta in pacchettino avvolto nella carta lucida con Tweety…giusto per restare in tema giallo! Aperta anche la confezione e che mi trovo? Uno dei testi fondamentali, come mi ha scritto Barbara, la gentilissima mittente del dono: “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” dell’Artusi.
Grazie Barbara! E’ un gesto decisamente apprezzato, pensa che la scorsa settimana ho chiesto alla mamma se ne avessimo un paio di copie così da poterne portare con me una nella mia casetta una volta pronta per il trasloco…beh ora la mia copia personale c’è! Ho iniziato a leggerlo, come fosse un romanzo, perché già solo la prefazione è un’opera!
Ovviamente grazie anche all’ideatrice del BBM: Sandra, che con il suo tocco zenzeroso ci ha coinvolti in questo scambio!
Hugs,kisses&BBM

martedì, marzo 07, 2006

Nauratan Pullao


Nauratan Pullao” Riso&Verdure all’indiana

Sempre per continuare il mio periodo asiatico, domenica a pranzo ho preparato un piatto vegetariano, prendendo spunto da “Tutti i risi del mondo”, uno dei testi pubblicati dalla casa editrice Sonda. L’ho acquistato in un negozio del CTM e mi piace moltissimo per la raccolta di ricette che propone, oltre alla bella introduzione sulle differenze tra i vari risi, e le modalità di coltivazione.

Ingredienti:

350g riso Thay (o Basmati)
2 cucchiai di ghee
1 cipolla affettata finemente
1 cucchiaino di cumino in polvere
½ cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di curry
4 cardamomi
4 chiodi di garofano
2 foglie di alloro
300g di verdure miste tagliate a cubetti: patate, carote, zucchine, cimette di cavolfiore, piselli…
a piacere anche lenticchie
600ml brodo vegetale caldo

-
In una casseruola dai bordi alti scaldare il ghee a fuoco medio, quando è ben caldo aggiungere il cumino, far insaporire per pochi istanti e poi aggiungere la cipolla, mescolare bene per non farla bruciare;
-Unire i cardamomi, la cannella, il curry e i chiodi di garofano, continuare a mescolare per 2-3 minuti;
-Aggiungere le verdure mondate e tagliate a cubetti, saltarle per qualche minuto, salare e cuocere coperte 4-5 minuti;
-Unire il riso e mescolare bene per farlo tostare;
-Versare il brodo necessario a coprire il tutto di un paio di cm, coprire e abbassare al minimo la fiamma; Lasciar cuocere per 15 min. fino a che tutto il liquido sia stato assorbito;
-Spegnere il fuoco e lasciar riposare nella pentola coperto ancora 3-4 minuti; con una forchetta mescolare il riso in modo da sgranare i chicchi, trasferire in un piatto da portata e servire ancora ben caldo.
A piacere si possono far tostare delle scaglie di mandorle da aggiungere al momento di servire.
Hugs,kisses&curries…again!

domenica, marzo 05, 2006

Sushi "Da Claudio"

Evviva! le prime giornate di sole e tempo clemente aprono le porte della Pescheria "Da Claudio" punto di riferimento storico per i pescivori incalliti come la sottoscritta. L'ora di pranzo e da poco anche l'happy hour sono il momento di maggiore transito dentro il negozio, a volte ci sarebbe bisogno del numerino per riuscire ad entrare tanta gente affolla i tavolini improvvisati!
Questo è il tradizionale "piattomisto" composto da "sashimi" di tonno, spada, branzino, orata, salmone e un gambero, che da solo vale tutto il pranzo dalla dolcezza e tenerezza della polpa!
MITICO!!!!
io raccomando mooooolto caldamente il "misto mediterraneo" e le due vesrioni di tartare, tonno o spada-salmone, certo non titti i giorni perchè potreste vedere i livello di HDL alzarsi ma il peso del portafoglio dimagrire!
Hugs,Kisses&sashimi
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In senso orario: mix di verdure al curry, Biriyani di gamberetti&verdure, Agnello stufato e Naan, Basmati di verdure al curry...si vede in quest'ultimo il seme di cardamomo scuro
Gaia's pics


l'antipasto: sfoglia ripiena di agnello con salsine di accompagamento da sinistra peperoncini verdi, raita di menta, chutney
Gaia's pics


l'interno del Maharaja
Gaia's pics

Ristorante Maharaja

L’avventura indiana era poi proseguita dopo un paio di giorni, sempre nella pausa pranzo con Ste.
Si stava avvicinando l’ora della pappa, e usciti dalla libreria dell’Università ci siamo incamminati verso C.so di Porta Ticinese; passati davanti alla Fnac siamo entrati a dare un occhio e al mitico piano della libreria ho iniziato a sfogliare le guide del Gambero Rosso e Ste in estasi davanti alle carte topografiche per me incomprensibili. Sinceramente stavo cercando qualche indicazione su negozi di alimenti naturali, ma poi ho preso in mano una guida del Touring e alla voce ristoranti “etnici” ho trovato la sezione dei vari indiani a Milano, così ho letto il nome del Maharaja e ho visto che era in via Vetere, poco distante da dove eravamo noi…proposto al volo e altrettanto velocemente accettato!
Quando siamo entrati siamo stati accolti dal proprietario-cuoco che ci ha fatti accomodare nella saletta vista parchetto, pareti arancioni e blu, profili dell’ingresso in oro, tende appese e parte di stoffe incorniciate ai muri. I tavoli eterogenei, uno rotondo da esterni, uno rettangolare, uno corredato di panchine da giardino…piastrelle bianche e nere, assolutamente da vedere!
A pranzo c’è la possibilità di scegliere tra i menù vegetariano, a base di agnello o pollo, in sostanza un piatto unico composto da riso+verdure/crane+insalata+un simple naan; oppure a piacere si può solleticare l’appetito partendo dagli stuzzichini per arrivare ai risi facendo una sosta tra le carni e le verdure al curry.
Io mi sono deliziata con un Biriyani di gamberetti e verdure con contorno di verdure miste al curry, Ste invece ha optato per un triangolo di sfoglia con agnello, un Basmati alle verdure miste e uno stufato di agnello…dire che anche lui ha faticato a non avanzare nulla è significativo. Porzioni decisamente abbondanti.
Il mio riso era spettacolare, le spezie erano mescolate bene, infatti si riuscivano a riconoscere singolarmente, sono rimasta colpita dal profumo e dal sapore così particolare del cardamomo, perché i semi che ho trovato erano grossi e scuri, non piccoli e verdi come quelli che trovo in commercio, infatti prima di andare via ci siamo fermati a fare due chiacchiere con il proprietario e gli ho chiesto come mai erano così scuri, ma ha mantenuto il segreto…mi ha detto che la prossima volta che torno me lo spiega…verificherò se sarà di parola!!!
Sempre nel riso c’erano scaglie di mandorle che essendo leggermente croccanti erano un vero piacere a bilanciare la consistenza più morbida dei chicchi; Le mie verdure erano altrettanto valide, stufate così da essere ben morbide e assolutamente non piccanti.
Anche l’agnello di Stefano era molto buono, la carne davvero tenera e il pucino uno spettacolo, cavolicchiolino in quelle occasioni come mi manca una bella “michetta”, (il pane rosetta!).
Totale euro 20 in due! Nulla!!!!

Ristorante Indiano Maharaja
Via Vetere, 2
Milano
Tel. 02.581 134 36

Hugs,kisses&curries

giovedì, marzo 02, 2006

Biriyani&Tandoori



Voglia di curry, cardamomo, riso pilau e quant'altro di indiano possa colorare e insaporire un pranzo...questa settimana mi sono dedicata alla ricerca di qualche posticino che valesse la pena!
Martedì avevo appuntamento con Annie, la versione ricciola e senza capelli bianchi di Gaietta! si beh, se parla lei è come se parlassi io, e viceversa! Ci siamo viste in mattinata e abbiamo passeggiato allegramente per mezza Milano, grazie al sole, le nostre chiacchiere anche il mio umore si è decisamente sollevato dai pensieri che annebbiavano la testa nell'ultimo perdiodo...era una vita che non scoppiavo a ridere come una "scema" in mezzo alla strada...cavolo ogni tanto ci vuole davvero!!!! Grazie Annina!!!!!
Vagabondando per zona S.Agostino siamo andate a pappare al "Nabab" un ristorantino indiano a gestione familiare, ne avevo la recensione tempo fa su ViviMilano e mi era sembrata valida. Il locale era un ristorante ligure a quanto ho capito, poi trasformato in indiano dalla nuova gestione, tipicamente colorato e addobbato; ambiente pulito e personale molto cortese!
Il menù ha una buona scelta di piatti, i classici chicken tandoori, tikka e pietanze al curry...riso basmati sia pilaw semplice che biriyani, qualche variante di naan e roti; tre i menù per il pranzo e degustazione. Interessante anche la scelta dei dolci, anche se non ci siamo arrivate.
Io mi sono regalata un chicken biriyani, adoro sia pollo che riso basmati e quello era davvero ottimo, servito in quella ciotola argentata piccola come dimensioni, ma traboccante di chicchi dorati e fragranti, morbidi sotto i denti ma molto saporiti. Anna ha puntato un chicken tandoori, semplice e profumato. dei piatti cotti tandoori mi piace sempre il colore che hanno quando vengono servito, mi piace quella crosticina superficiale che però lascia la carne tenera tenera al taglio.
Devo ancora capire però che misto sia quello di "spezie" che viene servito alla fine del pasto per rinfrescare la bocca, ho riconosciuto i semini di finocchio e di anice...ma il resto mi sfugge.

Ristorante Indiano Nabab
P.za S.Agostino,2
20123 Milano
tel. 02.58111871

lunedì, febbraio 27, 2006

Pane Celiaco

Che gioia poter fare la scarpetta! Con quei cavolo di grissinetti plasticosi che spacciano per sostituti del pane era impossibile pensare di raccattare qualche goccia di "pucino" dal piatto...e invece la scorsa settimana ho avuto l'iiluminazione perchè sono nadata ad una sorta di corso di cucina senza glutine, sponsorizzato da una piccola azienda che produce farine per celiaci e dall'AIC.
"Molino Rivetti" è il nome dello sponsor. Ci hanno illustrato come preparare il pane, la pizza e tutto quello che deve sostituri i classici prodotti con glutine nella quotidianità usando ovviamente le loro farine.
Come in tutti i corsi ognuno avevva a disposizione la sua piccola postazione, questa volta molto spartana perchè eravamo nella sala feste di un centro sportivo, però è stato comunque simpatico!
Ero perplessa quando abbiamo ottenuto l'impasto base da far lievitare perchè era liquido come uno yogurth, ma in fondo ero lì prorpio per imparare a ricreare un pane morbido e soffice! Partendo dagli ingredienti base, come farina, olio, acqua e lievtio il procedimento risulta molto diverso:

250g farina senza glutine
7g lievito secco, o 1/2 cubetto di lievito di birra fresco
200ml acqua tiepida
1 cucchiaio di olio exv.

-In una ciotola sciogliere il lievito fresco con poca acqua, aggiungere a pioggia la farina e iniziare a mescolare con un cucchiaio di legno, aggiungere l'olio e l'acqua restante poco alla volta fino ad ottenere un composto della consestenza di uno yogurth.
-Versare nello stampo deisderato e coprire con pellicola per alimenti;
-Lasciar lievitare 40-50 minuti fino a che raddoppia di volume a temp. ambiente;
-Infornare in forno già caldo a 200° per 30 minuti.
Quello della foto è il risultato!!! Non dura molto, al massimo fino al giorno successivo alla preparazione.
Hugs,kisses&cookies
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Marble Cheesecake

Ingredienti (x 10 persone):

Per la base
300g biscotti secchi
150g burro fuso

Per la Crema:
300g Philadelphia, o altro formaggio cremoso
300g ricotta fresca
3 uova intere
3 cucchiai di zucchero semolato
250g cioccolato fondente fuso

-Preriscaldare il forno a 180°;

-Munirsi di uno stampo a cerniera da 26cm, coprire il fondo con carta-forno e imburrare bene le pareti;
-Tritare finissimamente i biscotti, sciogliere il burro e unirlo alla farina ottenuta, mescolare con un cucchiaio di legno e versare il composto sul fondo dello stampo, livellare bene e compattare il tutto;
-Passare in frigo una ventina di minuti, poi cuocere solo la base 10min in forno già caldo, togliere dal forno;
Preparare la crema:
-Lavorare il Philadelphia e la ricotta qualche minuto con le fruste elettriche, fino ad ottenere una crema morbida;
-Aggiungere le uova leggermente sbattute con una forchetta, una alla volta e continuare a sbattere;
-Aggiungere anche lo zucchero;
-Lasciar fondere il cioccolato a bagnomaria;
-A questo punto riprendere la base e iniziare a versare la crema e il cioccolato alternandoli, dopo aver versato il cioccolato, creare delle onde con la punta di un coltello o uno stuzzicadenti per creare l’effetto marmorizzato.
-Infornare per 30 min.
-Togliere dal forno e lasciar raffreddare nello stampo fino a che la cake non si abbassi naturalmente da sola, togliere la cerniera dallo stampo e servire…
Hugs,kisses&cookies

Solitamente non mi dedico a queste dosi massicce, ma ieri mattina lavoro di coppia con la mamma che ha deciso di deliziare i suoi colleghi con una sorta di brunch a base di pane&salame e torta da ottomila kcal a briciola!
In teoria la ricetta originale non prevedeva la sostituzione di parte del formaggio con la ricotta, ma a mio avviso usare la ricotta rende questo tipo di dolci molto più morbidi e soprattutto meno pesanti, solo philadelphia o mascarpone sono una vera cintura di piombini dopo il primo assaggio, anche nella mia versione del Tiramisù, sostituisco volentieri il mascarpone che per carità è ottimo se fresco, ma troppo pesante con due terzi di ricotta fresca…in ogni caso tolgo la ricotta dal frigo un’oretta prima di utilizzarla e la lascio colare bene in un colino a maglia fitta, così che non bagni troppo la crema che preparo.
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sabato, febbraio 25, 2006

Sushi last minute

Ogni tanto improvvisare qualche pasticcio si rivela essere una buona idea...un paio di sere or sono mi ero preparata del riso integrale e del riso rosso cotti a pressione, prima di cena ho aperto il mio magico armadietto della dispensa e cosa mi cade tra le mani? La confezione di alghe nori..un segno?! ho guardato le alghe...ho guardato la ciotola di riso...e ho detto, ma si proviamo tanto lo devo mangiare io! Attrezzata di stuoino di bambù, ho fatto scaldare il riso con un cucchiaino di tamari, non avevo voglia di mangiarlo freddo, e poi l'ho avvolto come il più classico dei sushi, ma dato che se ne avanzava giusto un cucchiaio ho preso anche un foglio di carta di riso, l'ho inumidito per renderlo morbido e l'ho farcito a mo' "california roll" e me lo sono pappato!
La particolarità era nel riso, perchè sia quello integrale, sia quello rosso hanno già un sapore piuttosto marcato e salato, ma la nori ci stava davvero bene insieme! Esperimento riuscito, per la prossima cena last minute si può riprovare!
Hugs,kisses&rolls
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Crema di lenticchie all'egiziana

E' una crema che accompagna le fredde serate invernali da tanti anni ormai. Una ricetta semplice e veloce da fare ogni volta che si sente il bisogno di un po' di tepore, soprattutto in giorni come quelli appena passati, piovosi e umidi.
La prima volta che l'abbiamo assaggiata è stato in Egitto, la cucinva solitamente la governante che c'era in casa, la quale era una signorotta piuttosto rubiconda e allegra, molto brava ai fornelli, e pensando che tutti noi fossimo troppo magri e denutriti, quando sapeva che saremmo venute dall'Itaia preparava quantità di cibo tali da soddisfare abbondantemente gli appetiti voraci di un esercito!
Ricordo con estremo piacere quando in tavola c'erano i manghi sugosi, maturi e di un colore così brillante da fare a gara con il sole, buonissimi, dolci e morbidi; per alleviare il caldo bevevamo litri di "Assir", una bevanda a base di succo di lime, zucchero e acqua; e poi c'era sempre la "Kofta", annegata in un mare rosso di sugo e alleggerita da una buona dose di yogurth cremoso e acidulo...e questi sono solo parte dei miei ricordi, quelli di unabambina di 8-9 anni che era più impegnata a mangiare che a catalogare mentalmente quello che aveva davanti...un'altra crema che mi faceva letteralmente sbarellare era la "Mulukhia",(cerco bene sul libro della Roden come si scrive), ma purtroppo ero allergica e non ho più potuto mangiarlo...
Avevo detto a Francesca che avrei postato la ricetta, eccola:

Ingredienti x 2 pots

2 carote di medie dimensioni
2 zucchine
1 patata
1 cipolla rossa
3 cucchiai di lenticchie rosse
1-2 cucchiaini di concentrato di pomodoro
1 cucchiaino di semi di cumino
acqua q.b

-Pelate le carote e la patata, pulite le zucchine e la cipolla;
-Tagliate tutte le verdure a tocchetti, non importa che siano regolari, basta che abbiano più o meno la stessa dimensione;
-Mettete tutto in una casseruola, aggiungete le lenticchie e versate acqua fredda a sufficenza per coprire almeno di due dita le verdure.
-Portate a bolloore su fiamma vivace, poi coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco dolce fino a che le verdure non siano morbide, solitamente lascio cuocere per 45-50 minuti, se necessario aggiungete altra acqua, questa volta calda durante la cottura.
-A metà cottura, aggiungete anche il concentrato e il cumino, mescolate e portate a termine. Aggiustate di sale.
-Usando il minipimer riducete a crema il tutto, nel caso fosse troppo liquida rimettete sul fuoco e lasciate ridurre fino alla consistenza desiderata. Io amo i passati e le creme ben compatti.
-Servite con un filo di olio a crudo o dei crostini a piacere!
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mercoledì, febbraio 22, 2006

1 anno di "Sogni&Pensieri"

Già...già! è passato un annetto da quando la gaietta ha messo radici anche nel mondo dei blogger! In ritardo di qualche giorno, festeggio il I Anniversario ufficiale di questo piccolo blog, colorato, meditativo e goloso!
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martedì, febbraio 21, 2006

Dolcetto di Riso&Soya

La scorsa settimana, sono andata nuovamente a svaligiare Kathay, il negozio-alimentari internazionali, in zona Paolo Sarpi, e sono rimasta incuriosita da questo dolcetto di riso&soya che stava nel banco frigo; negli ingredienti figurano solo farina di riso, olio di riso, soya, zucchero e aroma di vaniglia...ora mi chiedo e mi domando come stiano insieme le basi? la loro consistenza è piuttosto spugnosa, come un savoiardo molto più sottile, fate conto che ognuna sarà alta circa 1/2 cm, sono compatte e non si sbriciolano, la crema dentro, sembra quella di adzuki, per cui quasi gelatinosa, dolce e molto buona...mi piacerebbe provare a rifarlo a casa, ma mi chiedo come riproporre la base, già che non ci sono nè uova nè latte nè burro...che dite? qualche idea?

Bollettino medico: Kat, mi raccomando non rimanere incastrata con le dita! Il nonno è ancora stabile, da lì non ci muoviamo, il chirurgo purtroppo è pessimista, i dottori di rianimazione non si sbilanciano mai, perchè come sempre anche per loro la situazione può cambiare di ora in ora per cui anche noi abbiamo i consueti due appuntamenti al giorno per avere qualche notizia.
Hugs,kisses&cookies
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domenica, febbraio 19, 2006

Occhi a Mandorla



Se facessi le analisi del sangue domani mattina, il mio livello di colesterolo HDL sarebbe alle stelle, non credo di aver mai mangiato tanto pesce come in questi giorni!
Complice il fatto che la situazione del nonno è stabile tendente al progressivo miglioramento, sono andata a prendere la mamma nella sua pausa pranzo e abbiamo provato un ristorante giapponese vicino alla Statale: Kanda.
Locale tranquillo, solito arredamento minimal black, tanto per stare in tema japo-japo. Cuoco giapponese che prepara sushi e sashimi direttamente in sala, sotto gli occhi dei clienti, più che altro impiegati in pausa pranzo.
Proposte diverse a seconda dei gusti come menù degustazione ognuno dei quali si caratterizza per un piatto particolare ad esempio un sushi misto, o sashimi misto o tempura o pietanze scottate, e serviti con l’immancabile ciotola di riso, zuppa di miso, piccola porzione di insalata e piattino di frutta fresca, costi variabili ma tutti tra i 12 e i 18 euro; altrimenti c’è il tradizionale menù alla carta dal quale scegliere.
Presentazione dei piatti senza fronzoli, anzi abbastanza anonima, niente di particolarmente appariscente o scenografico; una sola cameriera che credo sia anche la compagna del cuoco, dall’aria afflitta e poco socievole.
Qualità del pesce buona, forse un po’ troppo freddo il sashimi quando viene portato in tavola, sapeva più di ghiaccio che di pesce; il riso era un po’ troppo dolce.

Ristorante Giapponese Kanda
Via Santa Tecla, 3
20122 Milano
te./fax 02.869 154 94

Altro giro, altro sushi…giovedì mattina dovevo andare in segreteria per ritirare dei moduli così io&ste ci siamo dati appuntamento nelle mitica sede di via Mercalli, e dopo aver sbrigato le nostre faccenducole, ci siamo regalati un buon caffè alla “Pasticceria Ambrosiana”, uno dei locali storici e molto chic di Milano, (tra l’altro vicinissimo anche alla sede dell’A.I.C.), poi un bel giretto al Touring in C.so Italia, nel quale mi sono lasciata coinvolgere in un trip tra le mille edizioni di libri di viaggio, guide turistiche e nuovi percorsi gastronomici…all’ora di pranzo, ci siamo guardati e ci siamo detti:” beh, giapponese!”…per me è abbastanza difficile mangiare in giro, non posso buttarmi sul “panino, e via!” saltare il pranzo ho visto che non porta nulla di buono, anzi una volta a casa sarei capace di lasciarmi andare ai pasticci e poi essere disturbata per la cena così da saltare quella, che circolo vizioso e degenerante! Così il giapponese rientra nei miei canoni di cibo consentito, basta che stia attenta a non usare la salsa di soia…
Abbiamo optato per lo Zen, in una traversa di C.so di Porta Romana. Locale di cui avevo sentito parlare diverse volte, ho scoperto poi essere anche tra quelli segnalati dal Gambero Rosso.
L’ingresso è totalmente fuorviante, l’insegna sembra quella di un qualsiasi negozietto di Chinatown, ma superando la porta principale, si entra in un corridoio dai toni naturali, i muri sono interamente rivestiti di legno chiaro, le luci sono calibrate in modo tale da non essere troppo forti, oltre il corridoio c’è il banco di accoglienza e sulla destra si apre la sala, molto ampia dominata al centro da un grande banco-bar che poi è la maggiore attrattiva perché lungo tutto il perimetro della penisola che lo compone, si snoda un rullo sul quale i cuochi appoggiano i piattini dei vari sushi-sashimi, mini tempura e dolcetti che vengono trasportati fino a che gli avventori non decidono quale prendere .
I cuochi, tre in totale hanno la loro postazione all’interno di questa penisola, e ognuno si occupa di una preparazione, personalmente mi sono divertita ad osservare il ragazzo che affettava i tranci di pesce, aveva una maestria e una delicatezza nel maneggiare i filetti, che mi hanno colpita!
Nel resto della sale sono dislocati diversi tavoli, ai quali è possibile consumare i menù studiati appositamente per il pranzo, con prezzi variabili a seconda dei contenuti; al bar invece è possibile consumare solo quello che passa sotto gli occhi oppure scegliere altro dal menù alla carta come abbiamo fatto io&ste, rispettivamente: sushi/sashimi misto e un filetto di tonno scottato con salsa di soya.
Pesce decisamente fresco e di ottimo aspetto, buono il riso, né troppo dolce né di marcato sapore acidulo dovuto all’aceto, compatto ma al contempo con i chicchi ben sgranati. Mi è piaciuta una loro rivisitazione degli ura maki, i classici rolls che si presentano con il riso all’esterno e l’alga all’interno, perché il riso a sua volta era avvolto in una fetta di salmone e di nuovo in una strisciolina di carta di riso. Purtroppo la mia macchinetta digitale è defunta nel momento in cui mi apprestavo a scattare un paio di foto…il segnale della batteria scarica mi ha intimato di non infierire perché tanto non si sarebbe ripresa!
Il tonno di Stefano era morbido e scioglievole, molto delicato e i sapori decisi sia del tonno che della salsa di soya non si sovrastavano ma erano ben bilanciati.
Conto un po’ salato, e peccato per il trambusto ma del resto a Milano durante la pausa pranzo c’è sempre un sacco di gente!

Zen Sushi Restourant
C.so di porta Romana, ang. Via Maddalena 1
20122 Milano
tel. 02.890 135 57
zen.mi@zenworld.it
www.zenworld.it

Ma perché fermarsi a due soli giapponesi quando si può avere anche un terzo?!
Venerdì sera cena con la mamme al Kokoro, di ritorno dalla visita in ospedale, eravamo noi due sole ci siamo passate davanti, ci siamo guardate e abbiamo parcheggiato!
Solita accoglienza calorosa e affettuosa, atmosfera sempre ultra rilassante, cortesia e delicatezza come sempre.
Fortunatamente non è cambiato nulla dall’ultima volta e ne sono felice, perché secondo me la loro forza è proprio il fatto che hanno studiati il menù in modo tale che sia i clienti affezionati sappiano destreggiarsi, sia coloro che si avvicinano per la prima volta possano avere una buona scelta e semplice da consultare. Finora è l’unico ristorante che ha già una pagina intera di menù con più di una combinazione per il sushi/sashimi misto, altrove ho sempre dovuto chiedere se fosse stato possibile ordinarli insieme perché avevano liste separate e a prima vista non compatibili.
E finora è il giapponese che mi ha dato più soddisfazione. Non voglio sembrare di parte ma bene come da loro non ho ancora mangiato in nessun altro giapponese!
Ho assaggiato per la prima volta i fiori di loto, che buoni! Mai mangiati prima, li hanno portati come piccolo antipastino, serviti con isemi di sesamo e un filo di olio di sesamo, colore poco invitante a dire la verità perché tendente al grigio, ma dalla consistenza croccante e molto saporiti.

Solo tre???! Sabato sera di nuovo al japo japo…settimana intensa per il mercato ittico con una cliente affezionata come me alla ristorazione marina!
Questa volta allo “Aoyama”, sono curiosa di sapere che cosa significhi, devo fare qualche ricerca!
Non ci siamo…non mi è piaciuto, sono io che ho voluto provarlo perché è stato aperto da un annetto e quando ci passavo vicino buttavo l’occhio dentro, ma forse per il fatto di essere in V.le Monte Nero, proprio vicino al Fresco Bar, (uno dei locali fighetti), lo porta ad essere frequentato si da clienti giovani, ma anche troppo rumorosi, e ho imparato che la quiete e il cibo giapponese si sposano alla meraviglia, mangiare sushi e assaporare ogni singolo boccone di pesce per capire tutte le sfumature e magari ritrovare il sapore del mare riesce solo in un ambiente tranquillo e calmo, nel quale non c’è confusione o via vai continuo di camerieri iper apprensivi.
Menù molto ricco, ma privo delle scelte guidate di degustazioni, che spesso risolvono tante indecisioni, in compenso ci sono 10 menù fissi per il pranzo, e 5 tipi di carpaccio di pesce diverso.
Questo non toglie il fatto che i rolls erano molto approssimati, il riso scappava e sapeva troppo di aceto.
Le cameriere erano la metà di mille, ognuna passava frenetica avanti e indietro tra i tavoli, guardando se c’erano piatti da portare via, tanto che una ha pensato bene che volessimo sbarazzarci di metà vassoio pieno, solo perché lo abbiamo alzato per spostarlo.
I dolci erano strani, Ste si è astenuto perché non ispirato, io&Guido abbiamo optato per le classiche gelatine di adzuki e tè verde, e Sabrina si è arrischiata con una “Crepé Special” , scritto esattamente così; la crepé è stata servita in una ciotola annegata in una salsina marroncina di identità sconosciuta, il ripieno sarebbe dovuto essere di adzuki, ma non so bene se sia riuscita a sentirlo!
In compenso serata bellissima, finalmente di svago e sorrisi!

Aoyama Ristorante Giapponese
V.le Monte Nero 25
20135 Milano
tel. fax: 02.541 239 06
ah…scordatevi il parcheggio è una zone infame per i non residenti!

Direi che la settimana si è conclusa all’insegna del colesterolo buono…credo mi stiano per spuntare le pinne!
Hugs,Kisses&Cookies

venerdì, febbraio 17, 2006

7 songs MeMe

Le mie sette canzoni, caspita sembra un MeMe facile, dai sono solo sette titoli da scrivere, e invece sono due giorni che mi ci arroviglio perché ne ho sempre così tante che mi ricordano qualche cosa o che mi suscitano un’emozione particolare che mi sembra scorretto elencarne alcune ad esclusione di altre…posso solo dire che all’apice della lista c’è la discografia completa dei Queen, e ancora un gradino più in alto sempre nello stesso cielo c’è Bohemian Rapsody…questa canzone ha un posto privilegiato in ogni caso perché mi è di conforto nei momenti più tristi, è legata a dei ricordi bellissimi e mi ha fatta scoppiare in un mare di lacrime quando ho sentito il primissimo accordo al concerto lo scorso anno, l’unica canzone che mi scombussola il cuore e la mente, l’unica canzone nella quale riesco a trovare serenità.
Detto ciò posso rivolgere la mia attenzione ad altre 7 canzoni significative, ma non saprei assolutamente come abbinarle ai dei vini, perché non praticando l’arte della degustazione, (Bacco non mi accettata al suo corso), non ho basi su cui esprimermi! Grazie a Roberto che mi ha coinvolta nel meme

1. Romeo&Juliet by Dire Straits
2. Ventura Highway by America
3. November Rain by Guns&Roses
4. Angelo by Francesco Renga
5. Wild World by Cat Stevens
6. Getaway by Train
7. Il mio canto libero by Lucio Battisti

Ce ne sono altre millecinquecentottantacinque che potrei scrivere perché avere musica in sottofondo per me è fondamentale, non riesco a stare in una stanza silenziosa troppo a lungo, che sia la radio, un cd oppure il mio lieto canticchiare in solitaria una melodia mi fa sempre compagnia.
Hugs,kisses&cookies

mercoledì, febbraio 15, 2006

Crostatine ai Lamponi

Queste crostatine le ho promesse un paio di giorni fa alla nonna, che mi aveva dato un pirex stracolmo dei lamponi che lei e il nonno coltivano durante l'estate e dato che alla fine della stagione si ritrovano con i cesti che straripano, li conservano congelati e ora che sta sgelando il freezer non sapeva che farne perchè erano ancora tanti, così prima di tornare a casa le ho promesso che le avrei fatto una torta bella colorata in modo che anche il morale potesse sollevarsi un po'.

per la Frolla:

200g farina "00"
50g farina di riso, o anche frumina
120g zucchero semolato
120g burro freddo a tocchetti
vanillina e la scorza di 1 limone grattuggiata
1 uovo + 1 tuorlo, leggermente sbattuti

Per il ripieno:
500g lamponi freschi, o altri frutti di bosco
1/2 mela renetta dolce
zucchero semolato q.b.

-Preparare la frolla setacciando le farine e formando la fontana;
-Al centro iniziare ad intridere con le dita il burro freddo fino ad ottenere dei bricioloni;
-Aggiungere lo zucchero, le uova e gli altri aromi, impastare molto velocemente;
-Formare un panetto e lasciar riposare in frigo almeno 1h.
- Mettere in un pentolino i lamponi e la mela tagliata a dadini piccolissimi, dopo un paio di minuti, aggiungere tanto zucchero quanto basta ad addolcire la composta, regolatevi in base al gusto personale;
-Lasciar intiepidire e tenere da parte;
-Scaldare il forno a 180°
-Riprendere la frolla e stenderla in una sfoglia alta 1cm, si può usare per tante crostatine o una sola torta, a seconda dell'estro del momento e della disponibilità di stampi a portata di mano e tempo!!!!
-Disporre il ripieno sulla frolla e cuocere in forno già caldo per 15-20 min., si può usare la modalità ventilato perchè non c'è nulla che debba lievitare, e così la frolla asciuga prima.

Una di queste crostatine è dedicata ai due piccioncini Katy&Remy!
Hugs,kisses&cookies
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Grazie


Grazie di cuore a tutti voi che mi avete lasciato messaggi così teneri!
L'altalena sulla quale stiamo ondeggiando da più di una settimana a questa parte continua a dondolare, nessuno ci ha ancora tirato la catena per fermarla, l'aria fredda della sera continua a sbatterci la realtà sulle guance, ma il tepore della sala d'attesa, e quel piccolo Ficus che ogni giorni ha qualche fogliolina verde nuova aiuta a non spezzare la speranza!
Sono riuscita a risistemare anche l'impaginazione del blog, per questo devo ringraziare due scribacchini, Katy&Remy che si sono scervellati insieme a me e tra un tentativo da loro suggerito e uno da me inventato, alla fine ho ridato la giusta forma al blog...comunque continuo a perseverare nella mia ignoranza informatica, sigh! è come quando da piccola ho dovuto scontrarmi con le frazioni...non le capivo, non capivo un accidente di un cavolo secco!
Hugs,kisses&...cross your fingers
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lunedì, febbraio 13, 2006

Silenzio Stampa

Sala di rianimazione, prognosi riservata da una settimana. Camici verdi che corrono avanti e indietro e una saletta di attesa piccola, tiepida con due serie di sedie appoggiate al muro, un tavolino nero minimale, sul quale un piccolo Ficus Benjamina sta cercando di crescere; quando l'ho visto mi sono intenerita perchè vuol dire che anche in un posto del genere la vita può resistere.
Solo due al giorno a disposizione per stare un po' insieme, per parlare con i dottori che scattato il momento cacciano letteralmente dai letti dei degenti. Gli stessi dotori che si alternano nei loro turni massacranti, credo più psicologicamente che non fisicamente, la fatica si impara a sopportarla, ma quello che si vede lì no.
Quei dottori che così gentilmente non danno speranze, sono maghi nel non sbilanciarsi, il loro concetto di tempo è "di ora in ora", però hanno ragione...non possono sapere nemmeno loro il decorso che può essere di ripresa, lenta ma in ripresa, oppure di crollo repentino...oppure legato ad un filo, altalenante in questo limbo di speranza, timida e flebile e rassegnazione fredda.
Dai Nonno, ti voglio bene.

lunedì, febbraio 06, 2006

Riso Integrale&Gamberi


80g di riso integrale
2 1/2 tazze di acqua
sale grosso q.b.
6 gamberi
curry a piacere

-Portare ad ebollizione l'acqua, salare e versare il riso.
-Abbassare la fiamma, il bollore deve essere dolce, e cuocere il riso per almeno 40 minuti, di solito quello integrale ci impiega anche 50 minuti, per sveltire i tempi si può usare la pentola a pressione.
-Saltare i gamberi, dopo averli privati della "buccia" con un filo di olio ex.v. e curry a piacere, bastano 5 minuti;
-Unire anche il riso e saltare il tutto ancora un paio di minuti; servire ben caldo!

Pietanza ottima per chi ha costituzione Yin come la sottoscritta, infatti i gamberi di natura tiepida e sapore salato vanno a rinvigorire lo Yang, così come il curry miscela di spezie che vanno a riscaldare lo stomaco; il riso invece di sapore neutro ha un'alta digeribilità e questo integrale è ancora più facile da assorbire e conserva intatte gran parte delle fibre e anche vitamine, facendolo bollire lentamente anche il sapore viene mantenuto costante.
Sto raccimolando informazioni sull'alimentazione Yin-Yang e sulla medicina cinese applicata a questo ambito, mi rendo conto che l'argomento è assai vasto e impossibile pretendere di arrivare ad una piena conoscenza leggendo solo due libri, ma della serie "Diamo tempo al tempo"...sto scrivendo una bozza che posterò più avanti su alcune riflessioni a cui sono giunta in questi ultimi tempi!
Hugs,kisses&cookies
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venerdì, febbraio 03, 2006

Meme: "10 cose che non sai di me"

Urca Urca…sono indietro di un Meme, quello che mi ha rigirato la portavoce ufficiale della famiglia Lufflè, ovvero Cannella!

1. Il mio tesoro…i miei due orsetti di peluche, i miei due Trudi stesso nome ma due personalità totalmente differenti, uno “Il Trudi Che Ride” è il più vissuto della coppia, quello che mi è stato regalato per primo alla mia tenerissima età di 9 mesi che mi ha accompagnata fino alle Maldive quando di anni ne avevo solo 6, e che per poco quando invece eravamo in aeroporto a Il Cairo un ragazzetto dell’esercito locale non me lo squartava, (letteralmente) perché temeva che potesse contenere droga, si era il periodo buio della guerra del Golfo, viaggiare non era semplicissimo, ma da lì a sospettare che uno scricciolo alto un metro e una briciola con lo zainetto rosa e lilla in spalla e un orsetto sotto il braccio potesse essere una narcotrafficante….beh l’altro Trudi, o meglio come diceva mio cugino quando aveva 1 anno: “Aaaatto Tudi”,(altro trudi), si chiama “Il Trudi Arrabbiato”, arrivato solo un paio di mesi dopo il suo fratellino maggiore, ma ora spelacchiato come lui, beh 23 anni passano anche per loro!! Si, si perché hanno anche loro 23 anni, festeggiamo insieme, e sono lì a pisolare dolcemente sul letto!
2. Io e una brutta bestia chiamata “anoressia nervosa” siamo state sul punto di stringerci la mano, la soglia l’ho sfiorata da vicino.
3. Ho iniziato a tenere un diario quando avevo solo 9 anni e non ho ancora smesso;
4. Le donne della mia famiglia: Mamma, Zia e Nonna sono le persone più importanti della mia vita;
5. Ho la fissa maniacale di tenere tutto sotto controllo, troppo;
6. Il mio umore è soggetto a sbalzi repentini;
7. Se smettessi di sognare sarei persa, ma forse questo già si intuiva;
8. Non ho mai capito nulla, nulla ma proprio nulla di come funzionino le frazioni…per me la matematica non è così certa come si dice in giro…
9. Ho paura dei distacchi dalle persone a cui voglio bene;
10. Ci ho messo un’ora a compilare questo Meme, perché sono riservata su quanto mi riguarda in prima persona per cui scrivere solo ed esclusivamente di me stessa su qualche cosa che non sia il mio diario, mi ha comportato un po’ di impegno! Sembra strano per una blogger, ma non sono così abituata a sbottonarmi, ascolto e mantengo discrezione, ma non sono capace di sciogliere tutti i miei pensieri!
Hugs,kisses&cookies

giovedì, febbraio 02, 2006

Apple Crumble

X 2 pots

2 mele renette
1 cucchiaio di zucchero
2 chiodi di garofano

Per le “bread-crumbs”

50g farina “00”
20g farina fioretto
50g burro freddo
2 cucchiai di zucchero semolato
2 cucchiaini di cannella in polvere

-Pelare le mele e tagliarle a dadolini piccoli, metterli in un pentolino con lo zucchero e i chiodi di garofano e lascia cuocere a fuoco dolce per 5 minuti;
-Preriscaldare il forno a 180°.
-In una ciotola, setacciare le farine e lo zucchero aggiungere il burro freddo a tocchetti e iniziare a intridere il tutto con la punta delle dita fino a formare delle briciole;
-Disporre le mele in due cocottine individuali, o una teglietta rettangolare, spargere metà delle briciole su ciascuna cocotte e spolverizzare le due superfici con un cucchiaino di cannella;
-Cuocere in forno già caldo per 15min. circa o fino a quando entrambe siano ben dorate.
Hugs,kisses&cookies
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martedì, gennaio 31, 2006

Il Pranzo della domenica

Cosa c’è di meglio che cucinare uno dei piatti cardine della tradizione lombarda durante un weekend caratterizzato da freddo e neve?
Spezzatino&polenta, una coppia inossidabile e sempre confortante quando serve scaldare la membra, ma non solo perché entrambi hanno bisogno di una cottura lenta, tanta pazienza e la fiamma dolce dolce così che anche la temperatura della casa aumenta di un paio di gradi, (quelli che ci sono sottratti perché manca il gas).

Per lo Spezzatino

1kg di carne di manzo
1 carota
1 cipolla
½ bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di olio e.v.
3 foglie di alloro
concentrato di pomodoro, o conserva
sale q.b.
a piacere piselli e funghi,(secchi ammollati e poi strizzati)

Per la Polenta

350g farina di mais gialla, (oppure 200g farina gialla+150g farina di grano saraceno)
2l acqua
sale q.b.

-Scaldare l’olio in una casseruola dal fondo pesante, aggiungere la cipolla e la carota e soffriggere dolcemente un paio di minuti;
-Tagliare la carne in dadolata, aggiungerla alle verdure e lasciarla dorare bene;
-Sfumare con il vino bianco, lasciar evaporare l’alchool e aggiungere la passata di pomodoro o il concentrato diluito in acqua ben calda; (per questi le dosi non servono, serve più che altro il gusto personale, a seconda che si prediliga o meno avere tanto sugo o poco);
-Regolare di sale, aggiungere le foglie di alloro, incoperchiare e cuocere a fuoco dolcissimo fino a che la carne risulti tenera, più o meno un’oretta;
-A piacere aggiungere anche piselli, se freschi devono cuocere più a lungo, surgelati si possono far bollire una decina di minuti, colare e poi aggiungere alla carne e finire di cuocere per altri 20minuti; per i funghi: si possono aggiungere quelli secchi, ammollati in acqua tiepida per 10-15 minuti e mescolati a cottura quasi ultimata, oppure saltare i funghi freschi a parte in un filo di olio e servire direttamente sulla polenta;

La polenta non precotta dovrebbe cuocere adagio almeno 40 minuti.
-Portare l’acqua ad ebollizione, aggiungere il sale grosso e versare la farina a pioggia mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi, proseguire la cottura continuando a mescolare con un cucchiaio di legno.
-La polenta è pronta quando mescolandola si stacca da sola dalle pareti del paiolo o della pentola.

Personalmente non amo la polenta solo gialla, non mi dà soddisfazione, a me piace quella bella taragna, più rustica e dal sapore più deciso che meglio si sposa con un “pucino”,(sughetto), di funghi e pomodoro; dato che il nostro paiolo con motorino elettrico e quindi pale che girano autonomamente è tra le stoviglie dei nonni, ho usato la polenta svelta, che comunque è buona e non mi ha devastato i bicipiti a furia di mescolare!
Hugs,kisses&cookies
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lunedì, gennaio 30, 2006

Guidando sotto la neve

Venerdì mattina, temeraria e spavalda mi sono messa in macchina per riportare alla sua cuccia sestese Sky da Melegnano, dopo 30 ore di nevicata senza sosta le opzioni erano solo due: restare bloccata o tentare di raggiungere casa.
Mi sono fatta aiutare da Ste a tirare fuori la macchina dal cumulo di neve ammonticchiato davanti al cancello e andando a 30km/h sono arrivata all’imbocco della tangenziale est di Milano, solitamente da casa di ste al casello ci si impiega 10minuti netti, contando le precedenze alle due rotonde, venerdì 1 ora!
Dire che è stata un’avventura è ancora poco, il traffico iper congestionato, le strade sporchissime e pericolose, i camion che come al solito data la loro mole imponente non stanno a guardare se tagliano la strada ad una puf-punto, (è azzurra come i puffi!); bello che sono uscita dalla via e mi sono subito incastrata in una montagna di neve fresca, non riuscivo a muovermi, grazie ad un altro autista che mi ha dato una spinta mi sono mossa!
La neve continuava a cadere copiosa, in tangenziale la situazione non era migliore, la corsia di sorpasso era deserta, e anche semi-ghiacciata per cui noi coraggiosi facevamo slalom tra le altre due corsie passando da una all’altra quando una delle due era più innevata; velocità media 50km/h, visibilità: il proprio naso. Vedevo la neve che mi piombava sul vetro anteriore così decisa che sembrava quasi minacciosa, pareva che mi stesse ammonendo per il fatto che avessi provato a sfidarla volendo a tutti i costi tornare verso casa proprio quella mattina; Nei miei soliti discorsi in solitaria mi immaginavo una conversazione tra me e un fiocco di neve, nella quale iniziavo la mia apologia andando a ripescare l’abilità retorica ciceroniana, facendo perno sulla sensibilità d’animo del popolo di fiocchi neve chiamato a giudicare quella mia azione tanto insensata quanto dettata dal semplice desiderio di portare un po’ di riposo a Sky; in fondo quei batuffoli bianchi sono sempre simbolo di purezza e delicatezza, così invece che iniziare un acceso confronto ho chiesto loro di poggiarsi dolcemente sul parabrezza e lasciarsi portare via dal vento e trovare risposo insieme ai loro compari a lato della corsia in mezzo alla campagna silenziosa.
Dopo un’altra ora sono finalmente sbucata nel caos sestese accolta da altre strade non ancora pulite, gli spargisale non si erano visti e nemmeno gli spalaneve avevano ancora tolto almeno uno strato dalle carreggiate.
Partita da una casa alle 8.45 e arrivata a destinazione alle 10.15, mi ritengo anche fortunata perché andando piano nessuno ha fatto il matto, certo le eccezioni ci sono sempre per cui i sorpassi azzardati si sono visti comunque da parte dei guidatori di SUV che sono fighi e furbi solo loro!
Non ho fatto in tempo ad aprire la porta di casa che Sky si è fiondato sulla sua cuccia e ha iniziato la sua sinfonia russando in tutte le tonalità possibili, si è destato dal sonno dei giusti solo nel tardo pomeriggio, aveva ancora da smaltire i postumi dell’anestesia e lo stress dei giorni precedenti.
Da quel momento mi sono rintanata anche io nella mia stanzetta e libri alla mano e tazza di thè fumante, non mi sono più mossa!
Ne ho approfittato per impastare una pagnotta, ma già che il mio pane lievita con fatica quel pomeriggio mi supplicava di non fargli fare uno sforzo tale, per cui è rimasto un bel doblone ambrato.
Nemmeno la torta al cioccolato di Fiore è venuta! Pensando di risollevare le membra infreddolite con una dose di cioccolato così generosa ho leggiucchiato la ricetta ho aperto il frigo e ho pensato di provare…effetto finale: cratere! Sigh!
Non era proprio la giornata adatta a cucinare, ero anche stanca e assonnata, ma non ho voluto rinunciare all’ebbrezza del tentativo! Ogni volta che poi non mi riesce quello che mi ero preposta mi ripeto che quando mi metto ai fornelli devo anche la predisposizione d’animo giusta, perché altrimenti il risultato non può essere soddisfacente, quel pomeriggio non ho amato fino in fondo i miei ingredienti e sia il pane che la torta se ne sono accorti! Il sapore di entrambi era ottimo, peccato solo che uno fosse ottimo come arma, e l’altra sembrasse un pudding da ospedale!
Hugs,kisses&snowflakes

domenica, gennaio 29, 2006

Siam Tornati!

Yuppie…wof! Sky è a casa, Sky è a casa…potrei canticchiare come una bambina per giorni interi tanta è la gioia di vedere la patacca zampettare finalmente tutto DRITTO!!!!
Mercoledì è stato il giorno della fatidica operazione: “Tettoplastica bilaterale”, nome altisonante per dire che in pratica l’ortopedico ha dovuto ricavare la cavità entro cui far incastrare i femori delle zampette, gente non mi so spiegare meglio!
Grazie al cielo Sky non ha paura del veterinario, sarà che ormai conosce bene tutti quelli che si alternano nello studio e non ha mai avuto problemi di socializzazione, per cui arriva in clinica scodinzolando e facendo un sacco di feste a tutti,(topini nella teca compresi!). Ero io che avevo i batticuore strada facendo, camminavo e sentivo i battiti aumentare e la sudorazione nelle mani diventare fredda, ero un po’ in ansia anche se conoscendo chirurgo e ortopedico sapevo che era in buone mani, però da “mamma” ero un po’ tesa.
L’operazione è stata abbastanza lunga perché erano coinvolti entrambi gli arti, ma alle 15.00 quando ho telefonato per avere news, mi hanno rassicurata dicendo che era andato tutto benissimo e che lui era tranquillo nella cuccia ancora dormiente per l’anestesia.
Mi si è sciolta la tensione accumulata in giornata, stavo studiando e ho smesso perché mi è venuto un mal di testa fortissimo però ero al settimo cielo, due lacrimucce sono scese.
La notte Sky è rimasto sotto osservazione, ma era tranquillo, ha riposato e si è ripreso dallo stato intontito.
Il giorno dopo quando sono andata a recuperarlo stava nevicando a più non posso, a Melegnano c’erano già almeno 30cm di neve a terra, un bel problema per il trasporto, meno male che Stefano mi ha aiutata!
Siamo arrivati in clinica e ci siamo trovati davanti un girasole mezzo bianco e mezzo spelacchiato: la patacca deve indossare fino a sabato prossimo il “collare elisabettiano”, quello a cono per intenderci, solo che data la sua mole è in proporzione per cui è una bella plafoniera ingombrante! E poi hanno dovuto rasarlo per cui ora ha anche il culetto tutto “biotto”, (nudo)!
Dovrebbe stare a riposo per un mese almeno, vuol dire niente corse e niente giochi energici, ma tranquillità e al massimo qualche passeggiata…con la nevicata di questi giorni lui vorrebbe già saltare nella coltre e perdersi nel bianco!
Coraggioso! Bravo Sky, ha superato questo traguardo a testa alta, non si lamenta per il dolore che di certo sentirà anche se mitigato dalle medicine.
Lo sguardo dolce riempie il cuore, sopporta il fastidio del collare senza mugolare, sta imparando a prendere nuove misure quando si sposta sta attento a sedersi in modo da non patire, ha già tanta voglia di giocare e ha bisogno di coccole.
Sky ti adoro!
Hugs,kisses&cookies

lunedì, gennaio 23, 2006

Convalescenza forzata


Sky mi ha informata poco fa che ci tiene particolarmente a salutare tutti i suoi fans e con un breve comunicato stampa informa tutti i fedeli sostenitori del “Club delle Patacche”, che mercoledì mattina sarà operato alle zampette posteriori, per cui per qualche giorno non potrà deliziare il suo pubblico esibendosi in una delle sue strabilianti performances.
Appena rimessosi completamente sarà di nuovo pronto a calcare la scena senza svolazzare come un tacchino, ma zampettando elegantemente.
Hugs,kisses&wof

Indignazione

A parte la splendida notizia appena ascoltata alla radio riguardante “L’ondata di freddo polare che da oggi investirà tutta la nostra penisola per i prossimi 15 giorni”, (15gg ma rendiamoci conto…15!!!!!! Voglio migrare!), vorrei sottolineare tutto il mio disappunto riguardante i prezzi esorbitanti, proibitivi e francamente non giustificati dei prodotti per celiaci quali pane, sostituti, farine, dolci che il Sistema Sanitario Nazionale permette di acquistare in farmacia presentando una ricetta rilasciata dalla ASL locale.
La scorsa settimana ho rincorso la dottoressa della ASL che mi avrebbe dovuto rilasciare l’esenzione apposita da dare al farmacista per l’acquisto di un tot di prodotti a mia scelta per un ammontare massimo di 98,13 euro. Lunedì è iniziata la “caccia alla primaria”, mi sono recata alla sede, all’alba delle 8.45 del mattino per evitare code allo sportello, arrivato il mio turno mi sono sentita dire che avrei dovuto parlare con tale dottoressa perché loro impiegate non potevano rilasciare nulla, così ho chiesto quando avrei potuto trovare la dott.. Mi hanno risposto che l’avrei trovata il giorno seguente, ma non sapevano quando così mi hanno congedata con un numero di telefono.
La mattina dopo ho telefonato e ho scoperto che la dottoressa era lì in sede, ma solo fino alle 9.15e poi basta: “OK, allora che altro giorno posso trovarla per venire ad aprire la pratica?” “Giovedì dalle 10.00 alle 11.00!”…(“ma porc…che c… di orari sono?!”) “Va bene, grazie mille, verrò giovedì”.
Giovedì a-ri-vai alla ASL e finalmente riesco ad avviare questa benedittissima pratica, scoprendo che tutte le informazioni ricavate dal sito ufficia e erano errate, perché non serve più recarsi di mese in mese dal medico curante per farsi rilasciare le ricetta per la farmacia, ma ora diventa tutto telematico…beh, ok uno scoglio in meno.
Venerdì mattina colgo l’occasione e vado in P.zza Erculea ad Iscrivermi all’Associazione Italiana Celiachia, così da avere qualche informazione in più e anche per farmi dare il prontuario degli alimenti consentiti. La segretaria è stata gentilissima, ha risposto a tutte le mie perplessità con grande garbo e tanta cortesia! Mi ha dato un sacco di materiale informativo e anche qualche numero del trimestrale arretrato, così da sfogliarlo per avere un’idea più precisa delle varie attività e progetti.
Guardando il trimestrale “Celiachia Notizie”, per altro curato bene, mi sono imbattuta esattamente in ciò che stavo cercando: l’elenco di tutte le case produttrici e relativi prodotti acquistabili in farmacia. Ho dato una prima lettura all’elenco in cerca di qualche cosa che potesse interessarmi, dato che non sento la mancanza della pasta o dei croissants non ho intenzione di usare parte del “buono” per qualche cosa che so che comunque non mangerei, preferisco comperare della farina…quando ho letto il peso delle confezione e i relativi prezzi sono rimasta letteralmente basita.
Qualche esempio?!
500g di farina per dolci a 5,25 euro
450g di farina per pane a 5.25 euro
625g di musli a 11,00 euro…
l’elenco è su sei pagine, potrei andare avanti…mi sono sentita una truffatrice.
Ma come si fa apgare 500g di farina 5,25 euro???
È scandaloso, anche perché i mix di farina altro non sono che farina di riso+fecola+maizena e a volte del bicarbonato di sodio come agente lievitante.
Io sarò anche fissata con gli ingredienti sani e biologici per quanto si possano trovare autentici, ma di case di biologico che producano prodotti gluten-free c’è solo “La Finestra sul Cielo”, leggendo le etichette di alcuni prodotti come dei semplici biscotti frollini, di cui la confezione più grande è 200g (contro i 750g del Mulino Bianco a parità di prezzo), c’è da sentirsi male…ingredienti come “grassi vegetali” trionfano in posizione predominante ancora un po’ sono scritti in rilievo e con colori cangianti per attirare meglio l’attenzione…le basi per pizza sono grandi come una piadina, i panini a guardarli viene da fare loro una carezza di conforto per l’aspetto.
Ho ributtato ora l’occhio…6,50 euro per 150g di dolcetti al cacao….
Nel frattempo mi sono iscritta ad un corso di cucina per celiaci organizzato dall’AIC e previsto per il 18 febbraio. Sono curiosa, estremamente curiosa!
Hugs,kisses&cookies

giovedì, gennaio 19, 2006

Muffins mania

250g farina "00"
50g frumina
50g semola di grano duro
2 cucchiaini di baking powder
1 bustina di vanillina
150g zucchero semolato
3 uova intere
100g burro fuso
2 mele tagliate a tocchetti
1/2 bicchiere di latte

-Preriscaldare il forno a 180°
- In una ciotola setacciare la farina con il lievito, la frumina, la semola, lo zucchero e la vanillina;
- Aggiungere le mele pulite e tagliate a dadolini;
- Sbattere leggermente le uova e il latte
- Fondere il burro e lasciar inteipidire;
- Aggiungere gli ingredienti liquidi a quelli "dry", mescolare velocemente e versare una cucchiaiata dell'imapsto nello stamapo da muffins;
- Infornare in forno già caldo per 20-25 min. Lasciar raffreddare e spolverizzare concannella e zucchero a velo.

Dato che questi non sono per me, ho utilizzato la farina "tradizionale".
Hugs,kisses&cookies
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mercoledì, gennaio 18, 2006

The Seven Meme

Sono stata piacevolmente coinvolta in questo Meme dalla mitica Fiordizucca, grazie! Rispondo sempre volentieri! Mi piacciono questi mini questionari perché meditando per trovare le risposte, mi accorgo che imparo qualche cosa in più anche di me stessa sulla quale magari non mi ero ancora soffermata a sufficienza!

7 THINGS TO DO BEFORE I DIE:

1. Visitare,(nell’ordine): Tunisia, Nuova Zelanda, Giappone (giardini e templi), Messico, New England e Canada,(in primavera), qualche isoletta sperduta, Bahia, Cuba e Portorico, Egitto, ancora e ancora e ancora…
2. Avere almeno tre bimbi!
3. Vivere per un periodo a Londra
4. Imparare a prendere la vita più serenamente
5. Diventare una brava giornalista “gastronoma”,(meno “eno” già che sono astemia!)
6. Imparare a cucinare pietanze medio-orientali e giapponesi direttamente sul posto
7. Scrivere, scrivere, scrivere

7 THINGS I CANNOT DO (or things I do NOT enjoy doing):

1. Vivere al freddo
2. Stare lontana dal mare troppo a lungo, (la mia sanità mentale lo reclama)
3. Stare con i piedi per terra
4. Ricordarmi sempre il cellulare

5. Perdere tempo a vuoto
6.

7.

7 THINGS THAT ATTRACTED ME TO BLOGGING:

1. Scrivere, scrivere, scrivere
2. Condividere la passione per la cucina nel senso più ampio del termine
3. La curiosità di imparare da altri qualche cosa di nuovo
4. Scrivere, scrivere, scrivere
5. Far conoscere i pensieri e i sogni della Gaietta
6. Avere la mia piccola finestra sul mondo
7. Scambiare due chiacchiere senza la pretesa di risultare sempre e comunque brillanti, ma semplicemente essendo la Gaietta!

7 THINGS I SAY MOST OFTEN:

1. HO FREDDO!
2. Nooooooooooo……
3. Hugs,kisses&cookies,(più che altro lo scrivo)
4. Voglio andare a Londra
5. Oh, bella Vale…
6. TitTutTà!
7. Sky…vieni…

7 BOOKS I LOVE:

1. “Cent’anni di solitudine” G. Garcia Marquez
2. “Il paradiso degli orchi” Daniel Pennac
3. “Il Decamerone” Boccaccio
4. “Una città o l’altra” Bill Bryson
5. “L’amore ai tempi del colera” G. Garcia Marquez
6. “Cronaca di una morte annunciata” G. Garcia Maruez
7. “Il Piccolo Principe” A. Saint-Exuperi

7 MOVIES I WATCH OVER AND OVER:

1. Mary Poppins
2. L’Attimo Fuggente
3. Robin Hood, Disney
4.

5.
6.
7.

7 BLOGGERS I'M TAGGING:

1. Ivano
2. Sara
3. Suzie
4. Titti
5. Lucia
6. Supefujii
7. Roberta

martedì, gennaio 17, 2006

Risotto con Trevigiana

300g riso carnaroli
trevigiana a piacere
½ porro
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1l brodo vegetale
½ bicchiere di vino bianco
sale q.b.

-Preparare il brodo vegetale con una carota,una cipolla, ½ porro e 1 costola di sedano, portare ad ebollizione e tenere in caldo;
-In una casseruola scaldare il cucchiaio di olio, far imbiondire il porro affettato sottilmente;
-Aggiungere il riso e lasciar tostare un paio di minuti, girando continuamente con un cucchiaio di legno;
-Sfumare con i vino bianco, (ne ho usato uno molto fruttato e leggermente dolce così da bilanciare l’amaro della trevigiana);
-Aggiungere un primo mestolo di brodo continuando a girare, aggiungere anche la trevigiana tagliuzzata e terminare la cottura per i tempi indicati a seconda della qualità del riso utilizzato aggiungendo il brodo mano a mano che viene assorbito.
-Mantecare con una noce di burro. Servire.

Gaietta’s tips: per quanto mi riguarda adoro il riso leggermente attaccato sul fondo, è un’abitudine che ho sin da quando ero piccola, e sinceramente sentire sotto i denti lo scricchiolio dei chicchi di riso ben tostati mi piace da matti!
Per ottenere quel velo di riso brunito, smetto semplicemente di mescolare il riso sul fondo della padella a metà della cottura, quindi dopo i primi 10 minuti, continuando ad aggiungere il brodo e girando il riso senza arrivare fino sul fondo, per riuscire a staccarlo una volta cotto, quando è il momento di mantecare, aggiungo la noce di burro e in coperchio, così che l’umidità resti nella padella e permetta anche al riso sul fondo di staccarsi con l’aiuto del cucchiaio senza però restare bruciato.
Non è un procedimento ortodosso, ma io lo adoro e vengo sempre supervisionata dalla mamma quando giunge il fatidico momento di “farlo attaccare”! non è nemmeno troppo lontano dal riso al salto del “Sciur Marchesi”…beh…più o meno!
Hugs,kisses&cookies
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Plumcake alle carote

200g carote
200g zucchero
150g nocciole spellate e tritate
150g mandorle spellate e tritate
3 uova
1 cucchiaino di baking powder
1 cucchiaio di farina

- Preriscaldare il forno a 180°.
- Pulire e grattugiare finemente le carote, mettendole a colare in un colino;
- Dividere i tuorli dagli albumi, sbattere i primi con lo zucchero fino a che siano ben gonfi e spumosi;
- Montare a neve ben ferma i bianchi con un pizzico di sale e aggiungendo un cucchiaio di zucchero a metà, così da avere una meringa ben lucida;
- Tritare finissime le mandorle e le nocciole aggiungendo la farina così che ne assorba l’eventuale olio;
- Far colare bene le carote, unirle al composto di uova e zucchero, mescolare bene;
Unire le farine con il lievito e infine gli albumi; Se dovesse essere troppo liquido aggiungere della farina setacciandola e mescolando delicatamente in modo da non smontare il composto;
- Imburrare e infarinare uno stampo da plumcake, (se si usa quello monouso di cartone non serve), versare il tutto e infornare in forno già caldo per 45-50 min.
- Verificare la cottura con la prova stecchino. Dato che le carote rilasciano comunque molta umidità, può essere che la superficie risulti quasi bruciacchiata e l’interno ancora troppo morbido, meglio controllare dopo i primi 30min. ed eventualmente finire la cottura abbassando la temperatura a 160° e in modalità ventilato, così da fare asciugare anche l’interno senza bruciare il resto.
Hugs,kisses&cookies
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domenica, gennaio 15, 2006

Frollini al Riso

500g farina di riso
250g fecola di patate
250g burro a temp.ambiente
250g zucchero a velo
3 uova intere sbattute
cioccolato fondente per glassare

- Preriscaldare il forno ventilato a 180°.
- Setacciare la farina, la fecola e lo zucchero, impastare con il burro morbido e a tocchetti e le uova sbattute;
- Formare un panetto omogeneo con l’impasto e stendere la sfoglia tra due fogli di carta da forno;
- Sagomare con le formine da biscotto;
- Infornare per 10 minuti circa, durante la cottura non diventeranno comunque troppo scuri per cui regolarsi dopo i primi 8 minuti verificando la consistenza.
- Sono abbastanza delicati, fare attenzione una volta sfornati perché si sbriciolano facilmente. Una volta freddi si possono glassare a metà con il cioccolato fuso, oppure in altro modo a piacere.
Lo stesso impasto se steso in un disco unico è un’ottima base alternativa per una crostata, anzi con questa dose viene anche la griglia in superficie o un altro disco per foderare totalmente un pie.
Perfetti per il classico thè delle cinque. Il giorno dopo sono ancora più buoni…beh devono prima arrivare al “giorno dopo”!!!
Questa ricetta mi è stata regalata da Anna, la ragazza che abita esattamente tra l’appartamento dei mie suoceri e quello in cui andremo a vivere io&ste. Grazie!
Mi ha insegnato come fare questi biscotti tra una chiacchiera e l’altra, lei impastava e io usavo le formine, lei rideva e io mi incartavo con la teglia ustionate stracolma di biscottini anemici..anemici perché restano molto pallidi, oserei dire che sarebbero indicati per un pomeriggio di pioggia con una tazza di thé fumante e un sacco di amiche riunite intorno al tavolo della cucina tutte intente a “ciciarare”, (chiacchierare).
Hugs,kisses&cookies
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Primavera Costante?!?

Qualche giorno fa sono andata al cinema con un’amica a vedere “Memorie di una geisha”, tratto dall’omonimo libro che non avevo letto.
Mi è davvero molto piaciuto, l’ho trovata una storia interessante anche se per certi versi abbastanza banalotta, vedi la competizione femminile, sono rimasta colpita dall’ambientazione che mi ha trasportata con la mente e l’immaginazione nel pieno della primavera giapponese caratterizzata da brezza tiepida nella quale veleggiano i fiori profumati dei pruni e dei ciliegi.
Finita la proiezione io ero ancora totalmente immersa in quelle immagini delicate in tinta pastello, setose come i kimono pregiati indossati dalla protagonista così impalpabili da scivolare tra i pensieri lasciando solo un velato profumo di fiori freschi…
Il clima milanese che ci ha rigettate con prepotenza nella realtà di corso Vittorio Emanuele, è stato freddo grigio e triste, e il primissimo desiderio che ho espresso alla mia amica è stato quello di diventare una lavoratrice pendolare “costretta” a fare la spola tra l’Italia e la Nuova Zelanda spostandomi puntualmente quando in una delle due inizia l’inverno così da trovare sempre l’estate dall’altra parte del globo.
Mah più che altro se potessi vivere in una primavera costante sarebbe davvero fantastico...saranno queste primissime giornate di luce, dopo due mesi di grigiore , ma per me l’inverno è già finito mi ha già stufata, detesto dovermi vestire come una cipolla ogni qual volta mi tocca mettere un piede fuori da casa; detesto dover guardare l’armadio sospirando e tirando fuori due maglioni alla volta perché solo con uno ho ancora freddo; detesto che alle tre del pomeriggio ci sia già buoi pesto o peggio ancora che la nebbia non salga nemmeno durante il corso della giornata;
Un bel Maggio perenne?! Non è un’idea bislacca…giornate abbastanza lunghe da poter passeggiare anche dopo cena con solo uno spolverino sulle spalle, l’arietta fresca e il sole caldo ma non torrido, i prati verdi e fioriti, la possibilità di fare già qualche bagno al mare…
Sogna gaia, sogna…c’è ancora tempo per la neve!
Nel frattempo però una lieta novella: io&ste abbiamo comperato anche il letto! Yeah! Approfittando degli sconti di questo periodo, ci siamo dedicati alla ricerca la scorsa settimana e dopo aver fatto qualche confronto abbiamo concluso venerdì pomeriggio. Il nostro timore era che fosse in pronta consegna, e ora come ora spazio per tenere un letto anche se imballato e smontato mancherebbe, ma fortunatamente la consegna non è immediata,ma tra un mese, così abbiamo tempo s sufficienza per sistemare e farcelo portare e montare!
Inizio a sentirmi un po’ più sollevata e di buon umore, forse riesco a vedere quella casa terminata e sapere che le scadenze vengono rispettate mi fa respirare! Sarà anche che la scorsa settimana la vita in comune è ripresa e così anche tutte le varie iniziative vedono una presentazione con le varie conferenze stampa, così almeno posso scrivere qualche cosa sul giornale, perché a dicembre dopo la batosta che Sesto si è sorbita per essersi lasciata scappare Sky da sotto al naso dopo aver praticamente bonificato distrutto e ricostruito una buona fetta di città per gli studi e il nuovo “polo di comunicazione” c’è stato un silenzio funereo che non lasciava presagire nulla di buono nell’atmosfera dell’amministrazione…pare che ora la botta sia stata assorbita per cui vedremo che succederà!
Nel frattempo io continuo ad occuparmi dei miei settori di cronaca-costume-informazione che mi piacciono tanto e mi mancavano! Tra l’altro navigando sul sito dell’ordine dei giornalisti ho scoperto che per potermi iscrivere come pubblicista è sceso a 40 il numero degli articoli da consegnare, e a me ne mancano solo 5-6!!!! Sono felicissima perché è un altro traguardo che mi ero prefissata due anni fa e che ora è vicino vicino!!!
In settimana ho anche mandato una mail al signor Guido Tomasi nella speranza che prenda in considerazione il mio scarno curriculum, mah!!! Vedremo!
Sky è tornato a casa dopo due settimane di “villeggiatura” con il suo amico Tommy, il golden di Ste che lo sopporta come Ste sopporta me! Dormirà per i prossimi due giorni quasi ininterrottamente perché si deve riprendere dalla fatica di aver giocato come un disperato per 15gg e viaggerà in giro per casa con l’aria depressa perché gli mancherà il suo fedele amico dorato! Dai patacca che manca poco anche per te e poi giocherete insieme fino alla vecchiaia! Domani mattina perlerò con la veterinaria per definire i tempi dell’operazione…è arrivato il momento!
Beh, gente buona domenica e buon inizio di settimana, per la quale vi regalo la ricetta dei Frollini al Riso.
Hugs,kisses&cookies

mercoledì, gennaio 11, 2006

Pane patate&olive

250g farina integrale di riso
150g farina fioretto
100g farina di grano saraceno
2 patate di media grandezza (circa 400g)
7g lievito secco (una bustina)
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di zucchero di canna
1 cucchiaino di sale
olive verdi o nere a piacere
olio extravergine di oliva
300ml acqua tiepida



-Far bollire le patate fino a che siano morbide, sbucciarle e passarle al passaverdura.
-Nella terrina del robot setacciare le farine con il bicarbonato e il sale;
-In una ciotola sciogliere il lievito con lo zucchero e 50ml dell’acqua totale, lasciar riposare 5-10min.
-Quando le patate sono tiepide unirle alle farine e mescolare per amalgamare il tutto;
-Unire anche il lievito e iniziare ad impastare a velocità 2;
-Aggiungere un cucchiaio di olio la restante acqua, poco alla volta perché le patate rilasciano la loro umidità;
-Impastare almeno per 10min. a velocità 1 se necessario regolare con ulteriore acqua o farina, tenendo conto che l’impasto si deve staccare dalle pareti e restare morbido ma compatto.
-Ungere la superficie dell’impasto con un filo di olio e lasciar lievitare in luogo asciutto e senza sbalzi di temperatura per ¾ d’ora; (io ho riposto la terrina coperta con una cuffia per alimenti sopra il calorifero tiepido, non avendo glutine la lievitazione deve essere agevolata, perciò è importante che la temperatura dell’ambiente non subisca bruschi cambiamenti!);
-Riprendere l’impasto e impastare di nuovo velocemente aggiungendo le olive, rimettere a lievitare fino a che non raddoppi di volume direttamente nello stampo da plum-cake sempre coperto e unto.
-Preriscaldare il forno a 200° gradi statico e una volta pronto cuocere per 40-45 min.
-Togliere dal forno, lasciar intiepidire nello stampo e poi sformare su una gratella.

Io non ho resistito e ne ho assaggiato una fetta ancora tiepido…goduriosamente buono. Morbido, soffice, perfettamente lievitato, non avete idea di quanto mi sia mancato affondare i denti in una fetta di pane appena tolto dal forno con la superficie croccantina e il cuore caldo…
Hugs,kisses&bread!!!
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Paneeeeeeeeee!

Questa notte mi sono svegliata di soprassalto perché avevo appena fatto un incubo: avevo mangiato un pezzo di pane lasciato sul tavolo durante la cena! Stavo chiacchierando e giocherellando con quel tozzo senza pensarci l’ho messo in bocca e mangiato.
Questo sfiora la paranoia pura.
Ho passato le feste facendo fioretto, stando attenta a non “contaminare” nulla di quanto avrei mangiato solo io, rifiutando educatamente tutto quello di cui non avevo la certezza di poter mangiare.
Sono esattamente 3 mesi e due settimane che non mi avvicino più né ad un pezzo di formaggio nè ad una pizza vera, l’ultima, (per la quale poi ho passato una notte infernale), l’ho letteralmente divorata al compleanno di Stefano.
Vado a fare la spesa con il mio fedele compagno “Prontuario per celiaci”, sfogliandolo alla ricerca di quello che è consentito e storcendo il naso su quanto non lo sia, e sospirando davanti al banco panetteria.
Facendo due conti, non mi pesa tanto dover dire no a certi alimenti come la pasta, ma pensare al sapore di una pizza impastata a mano e cotta nel forno di casa dal quale si sprigiona quel profumo inconfondibile che crea un’atmosfera di “serata italiana”, e sapere che proprio non si può sgarrare è difficile.
L’altro giorno ero in sala d’attesa dal dottore e leggendo una rivista di Repubblica mi sono imbattuta in un articolo-sfogo di una giornalista che raccontava la sua esperienza di moglie e mamma di celiaci. Lei che si sbatte come una matta per istruire il figlio ad evitare merendine e cibi che possano essergli dannosi, senza farlo sentire diverso dagli altri bambini; saggiamente sottolineava che in un Paese come il nostro fondato sulla dieta mediterranea che prevede un consumo giornaliero, ma calibrato di carboidrati quali pane&pasta è doppiamente difficile fare attenzione.
Anche se leggere iper-attentamente le etichette è un atteggiamento che mi accompagna da tempo ogni qual volta mi capita tra le mani un prodotto confezionato, ora inizia un po’ a pesare perché devo ricordarmi sempre che se leggo “malto” o “amido” ma non c’è una parentesi che mi sveli di che cavolo di amido si tratti devo riporre quel prodotto e cercarne un altro.
Mi ritengo fortunata perché ho almeno le basi per riadattare tante ricette e tante preparazioni, ma detto tra di noi: una torta come si deve è decisamente diversa dalla stessa variata con la farina “consentita”…ha tutto un altro sapore e su questo non ci piove!
Niente glutine e niente latticini…w riso&pesce!!!

Hugs,kisses&cookies

I bimbi di Sesto a scuola di alimentazione

Di solito non ho mai postato nulla a proposito di eventi che riguardassero il mondo enogastronomico, c’è Elisa che se ne occupa sempre in modo puntuale e brillante, ma ieri mattina mi è capitato di andare in comune per una conferenza stampa che aveva come oggetto un’iniziativa davvero molto carina.
I protagonisti sono i bambini sestesi e di altri comuni milanesi che hanno preso parte al progetto “Orto in scena”, che vedrà a conclusione di tutta una serie di laboratori che si sono svolti nelle scuole una mostra interattiva durante la quale i bambini potranno nuovamente mettersi alla prova giocando e imparando a riconoscere e apprezzare gli alimenti, soprattutto frutta&verdura un binomio che solitamente fa storcere il naso a troppi!!!
Mi è piaciuta tantissimo la presentazione delle attività che proprio una “rappresentanza” formata da 18 scricciolotti di 8 anni hanno illustrato alla presenza del sindaco e dei giornalisti: erano emozionati, ma rassicurati dallo sguardo delle maestre che li accompagnavano a turno ci hanno regalato una ricetta magica, la Macedonia di frutta! Ci è stato raccontato nei minimi particolari quale frutta era stata scelta, come era stata sbucciata e tagliata, aromatizzata, servita e infine mangiata! Tutti intenti a ripassare le varie fasi di svolgimento zampettavano in giro per la sala giunta e si facevano fotografare come piccole star!
Hanno anche avuto modo di dare libero sfogo alla loro fantasia creando prima della conferenza delle composizioni usando frutta e verdura fresche: partendo da un cavolo nero e qualche peperone tagliato a fette hanno creato il volto di un Indiano, così come ci hanno spiegato in seguito!
I laboratori che si sono svolti durante l’anno passato hanno avuto come scopo quello di insegnare ai più piccoli una via per la corretta alimentazione, in fin dei conti raccontare loro che la frutta fa bene e che anche i broccoli sono buoni è riduttivo così mettendoli davanti alla pratica, facendo maneggiare loro i cibi e facendoli giocare con quello che a tavola avrebbero rifiutato senza nemmeno averlo assaggiato è servito almeno ad infondere in questi tesserini il dubbio che non è detto che non piaccia!
Ricordo che da piccola non ho mai rifiutato nulla di quanto mi venisse messo nel piatto, anzi ero una di quelle bimbe rotonde e paciose che chiedevano sempre il classico bis, non ho mai disdegnato il pesce, anzi mi piaceva un sacco, ho sempre avuto fama di “capretta” come la mamma e la zia perché abbiamo sempre mangiato tanta insalata, sono diventata più schizzinosa “da grande”, ma ho sempre almeno assaggiato tutto e non capivo perché i miei compagni di classe alle elementari non volessero mai mangiare gli spinaci che a me piacevano così tanto! Solo un paio di cose non riesco davvero a “cacciare giù”: i carciofi, (so che piacciono, li cucino ai miei ma non chiedetemi di mangiarli è più forte di me!), e i cetrioli…ne mangio una fettina che mi parla per i 4 giorni successivi!

Hugs,kisses&cookies

mercoledì, gennaio 04, 2006

Boh, non lo so…oggi gira poco. Che cosa deve girare? Non lo so, mi sembra che.. boh, va beh…non lo so.
Ma c’è qualche cosa che non va? No, niente.
Ma come niente, cosa c’è? Niente.
Va beh, come vuoi, niente, ma sei sicura?! Ohhh, ho detto N-I-E-N-T-EEEE.
Niente che poi nel mio vocabolario al contrario vuol dire tutto.
Peccato che dopo tre anni, tu mi conosca bene. Non ci hai messo molto a capire che quando rispondo niente, significa semplicemente che vorrei che tu avessi letto tra i miei pensieri e capito senza bisogno di una mia spiegazione cosa non vada.
Sono rimasta ancorata all’idea di amore tipica dell’adolescenza, quando tutto è fatto di roselline e fiorellini profumati, prati sempre verdi, una primavera costante, corse sull’erba e tramonti mozzafiato.
Sono rimasta ancorata all’idea che due che stanno insieme riescano a passare quanto più tempo insieme.
Sono rimasta ancorata all’idea che quando due si vogliono bene, riescano a vedersi sempre senza annoiarsi mai.
Sono rimasta ancorata ai miei sogni, quelli in cui mi immaginavo impegnata in conversazioni infinite, interessantissime, stimolanti e piene di punti in comune, nelle quali basta uno sguardo per intendersi, nelle quali una sola parola può diventare fonte di una nuova conversazione che a sua volta si protrae per ore e ore.
Mi sono sempre sentita ripetere che i sogni si fanno a colori altrimenti tanto vale sognare, peccato che ultimamente io riesca a sognare solo in bianco/nero, o quando sono fortunata in modalità sepia.
Qualcuno cantava che “i sogni son desideri”, i miei sogni, quelli a colori di quando avevo 15 anni sono bellissime illusioni scritte con la mia fedele stilografica sul diario e che rimarranno tali perché il riscontro con la realtà non mi ha ancora dato modo di sperare in una loro realizzazione.
Amore, mi sono innamorata dell’amore quando ho iniziato a sognare.
Affetto, ho imparato a volere bene ma non ancora a dimostrare quanto bene voglio, ho sempre paura di scoprirmi troppo.
Amicizia, adoro le mie amiche, sono le mie sorelle.
Gelosia, si sono gelosa, sono anche abbastanza possessiva. Lo so che gli affetti veri non ti lasciano, ma la paura del distacco non la so superare.
Hugs,kisses&cookies
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