domenica, dicembre 11, 2005
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gocce di cioccolato
Ristorante giapponese Miyako
Ormai Milano è letteralmente invasa dalla moda del japo-style, che se in un primo momento poteva essere considerato un buon punto di partenza per insegnarci a conoscere un mondo diverso e tanto lontano dal nostro sotto moltissimi aspetti, soprattutto riguardo al come relazionarsi nei piccoli gesti del quotidiano, ora invece sta sfiorando la curva della discesa, un po’ come era successo con il boom cinese degli anni ’80.
Trovare un buon ristorante giapponese inizia seriamente a creare qualche problema, prima di tutto perché non c’è la certezza che i gestori siano giapponese reali, o cinesi che si sono reinventati un’attività più proficua, con tutti i pro e i contro del caso.
Un paio di giorni fa ho dato una lettura alle schede dei ristoranti presenti su GiapponeMania, e cercandone uno che non fosse in una zona troppo periferica, ho scovato questo Miyako, aperto in via S. Gregorio, una traversa di C.so Buenos Aires, tra Lima e P.ta Venezia, comodo da raggiungere e con anche possibilità di parcheggio cosa che per la zona in cui si trova non è assolutamente da sottovalutare.
L’ingresso piccolo e quasi tetro, dato dalle pareti divisorie di carta di riso e legno nero, conduce alla prima saletta nella quale i coperti totali saranno stati più o meno 20.
Tutti i tavoli rispecchiano lo stile minimale giapponese, neri, essenziale anche l’apparecchiatura, che sinceramente non mi piaceva: una tovaglietta trapezoidale dai bordi rossi, tovagliolo blu e bacchette appoggiate all’estremità inferiore facili da urtare appena ci siede. Ogni tavolo ha una lampada di carta di riso che pende in stile: “spada di damocle”, anche se l’idea non è male così l’atmosfera si mantiene pacata e la luminosità soffusa ma che consente di vedere bene che cosa venga servito nei piatti!
L’accesso alla seconda saletta, più spaziosa e dotata dei “tatami” è nascosto dietro ad una parete .
Il servizio è solerte e cordiale, il responsabile parla un italiano perfetto, tanto che al momento della prenotazione ho avuto la sensazione che fosse italiano.
Il menù è bruttino da vedersi, soliti fogli stampati e chiusi nelle plastiche con delle foto che dovrebbero rendere l’idea delle pietanze, sgranatissime e poco a fuoco…meglio non ci fossero state, comunque la proposta dei menù degustazione era articolata in modo da soddisfare un po’ tutte le richieste, dal semplice “sushi-sashimi misto” al più vario che comprendeva anche zuppa di miso, e tempura, per un costo minimo di 21 euro e max di 30 euro; seguiva poi tutta la scelta “alla carta”, dagli antipasti numerosi, ai dolci altrettanto vari. Poco incisivi secondo me i primi, perché non figurava nulla di particolare, un solo tipo di soba, un solo tipo di riso, un solo tipo di tempura, pochi, troppo pochi.
La nostra cena è stata semplice:
1 Sushi Misto
1 Sashimi Misto
1 Maguro maki
1 Gelato al riso
1 mix di gelatina al thé verde e azuki
2 thé verde
Il colore vivo e sgargiante del pesce faceva presagire la sua auspicata freschezza: i filettino adagiati su un letto di daikon erano molto gustosi e delicati; i Nighiri si sgretolavano un po’ facilmente infatti era difficile intingerli nella salsa di soya senza lascire la scia di chicchi di riso, però buoni anche quelli.
Nei dolci, figuravano il gelato classico al riso, o thé verde, e il più particolare al sake, che Ste avrebbe voluto assaggiare, ma che invece era terminato; io non avevo ancora assaggiato la gelatina al thé verde che mi è piaciuta molto, sapore delicato ma non blando, la consistenza era simpatica perché alla vista e al taglio era compatta, ma appena assaggiata si scioglieva in bocca lasciando una buona sensazione di seta sulla lingua, non estremamente dolce da risultare stucchevole così come la gelatina di azuki nella quale c’erano tracce dei fagioli non perfettamente passati, ma non stonavano.
Entrambe assaggiate con un cucchiaino di gelato di riso erano ancora più buone.
Il mio cuore resta ancora fedele al Kokoro, anche se mi piace provare qualche altro locale, non tanto per fare per forza un paragone quanto piuttosto per ampliare le mie conoscenze e vedere l’offerta.
Purtroppo qui non riscontrato una vena creativa degna di particolare nota, certo abbiamo mangiato bene, la qualità era buona però sono rimasta un po’ delusa dal fatto che nemmeno il personale di sala fosse davvero a conoscenza di quello che veniva servito, perché prima di scegliere cosa ordinare, soprattutto nei dolci ho chiesto dove fossero presenti tracce di farina, e la cameriera per quanto gentile era in evidente difficoltà.
Il mio personale voto è un 6 per sushi/sashimi; 6 per i dolci; 5- per il menù in generale;
Conto totale non distante dal Kokoro…meglio il Kokoro!
Hugs,kisses&cookies
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Etichette: Ristoranti
sabato, dicembre 10, 2005
Chicken Tikka&Lime Basmati
Ricetta tratta da uno dei giornali importati da Londra, questo è tutto di cucina indiana, della serie "Women's Weekly", un tempo si trovavano anche qui a Milano, poi evidentemente eravamo troppo poche come clienti e quindi il costo dei giornali lievitava di numenro in numero e le copie disponibili erano pochissime, fino a che non sono definitvamnete scomparse. Così l'unico modo per avere la collezione completa fare qualche puntata di tanto in tanto a Londra, o via internet, preferisco pensare di poter tornare Londra quando mi accorgo che mi manca proprio quel volume che mi piace tanto! = )
dosi per 4-6 persone
6 petti di pollo, 1kg circa
1 tbsp di zenzero fresco, grattuggiato
3 spicchi d'aglio
2 tbsp di succo di limone
2 tsp coriandolo in polvere
2tsp cumino in polvere
1/2 tsp garam masala
80g yogurt bianco
2 tbsp concentrato di pomodoro
Tagliare a metà i petti di pollo, praticare dei tagli non troppo profondi sulla superficie, tre per ogni pezzo di carne;
In Una ciotola mescolare tutti gli ingredienti, aggiungere la carne, coprire con della pellicola e lasciar marinare in frigo una notte intera;
Cuocere su una griglia o una piastra fino ache la carne non risulti tenera.
Lime Basmati
200g riso basmati
brodo vegetale q.b.
scorza grattuggiata di un lime
Sciacquare bene sotto acqua corrente fredda il riso fino a che non perda tutto l'amido, lasciar colare in un colino qualche minuto.
Far scaldare un cucchiaio di olio in una casseruola, aggiungere il riso, lasciar tostare un paio di minuti girandolo di continuo, aggiungere il brodo abbastanza per coprire almeno di due dita il riso, aggiungere la scorza di mezzo lime, coprire, abbassare al minimo la fiamma e cuocere per 10-12min. fino a che tutto il liquido sia stato assorbito.
Porre sopra il coperchio un peso, es un pestacarne. Non aprire fino a cottura ultimata.
Quando il riso è pronto, sgranarlo con i rebbi du una forchetta facendo attenzione a non rompere i chicchi, aggiungere l'altra metà di scorza di lime grattuggiata, servire con il pollo.
A piacere si può servire della panna acida come accompagnamento.
Bon Appetit.
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2:21 PM
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Etichette: Piatto unico
Risotto alla Melagrana&Branzino
300g di filetti di branzino, possibilmente già diliscati e senza pelle
350g riso carnaroli
1 porro
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1l brodo vegetale
1 grossa melagrana matura
1 bicchiere di vino bianco
sale q.b
Tagliare la melagrana, ricavandone da metà il succo spremendo i chicchi, e tenendo da parte il resto dei chicchi.
Al posto del brodo vegetale, ho preparato un curbuillon con una carota, mezzo porro, mezza costola di sedano un bicchiere di vino bianco e tre foglie di alloro, ho fatto cuocere qualche minuto a vapore i filetti di branzino, ho filtrato e usato quello per portare a cottura il riso.
Preparare il risotto come da tradizione, scaldando l’olio in una casseruola con il porro affettate sottilmente, tostando il riso, sfumando con il vino e terminando la cottura con il brodo.
La ricetta originale diceva di sfumare il risotto con il succo della melagrana, mi sono attenuta alle indicazioni, ma non avevo considerato l’effetto cromatico che mi ha delusa perché il risotto ha assunto un colore poco definito che non mi ha soddisfatta, anche se non ha intaccato il sapore finale che era delicato. Per cui consiglio di sfumare come d’abitudine con il vino e aggiungere solo a cottura quasi ultimata il pesce e i chicchi della melagrana ma non ilo succo.
I filetti di branzino sono stati cotti a vapore qualche minuto per poter togliere le lische e la pelle più agevolmente e aggiunti a tocchetti solo alla fine della cottura del riso, in modo che non si sfaldassero.
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2:00 PM
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Etichette: Risotti
Barchette di Radicchio con Mousse di Salmone&Arancia
300g di salmone in un solo pezzo
1 scalogno
1 arancia non trattata
20g burro
1dl di vino biancoaromatico
1 cucchiaio di maionese
capperi q.b
sale grosso
Cospargere il filetto di salmone con un cucchiaio abbondante di sale grosso, coprire con pellicola e lasciar risposare in frigo almeno 4 ore;
Riprendere il salmone, eliminare il sale;
Far sciogliere il burro in un padellino, tostare lo scalogno affettato sottilmente, rosolare il salmone, aggiungere il vino e lasciar cuocere coperto 10min.
Togliere il salmone, levare la pelle e lasciar raffreddare a temp. Ambiente;
Lasciar ridurre il fondo di cottura del salmone;
Frullare il salmone con la scorza grattugiata di metà dell’arancia, il succo, il fondo di cottura, la maionese, e qualche cappero.
Raffreddare bene in frigo fino al momento di servire.
Pulire le foglie di radicchio disporle a piacere su un piatto da portata, cospargere con la mousse e decorare a piacere con qualche cappero dissalato, o dei riccioli di scorza d’arancia.
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1:59 PM
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Etichette: Antipasti
Insalatina di Gamberi, mela&yogurth
230g gamberi puliti
1 vasetto di yogurt bianco
1 lime
chicchi di melagrana
½ mela granny smith
insalatina mista
Cuocere a vapore i gamberi qualche minuto, lasciarli raffreddare a temperatura ambiente, preparare un emulsione con il succo di mezzo lime e un cucchiaino di olio, sale e pepe a piacere, versare sui gamberi e lasciare marinare qualche minuto;
Spremere il restante lime e mescolare il succo con lo yogurt, dividerlo in due ciotoline o in tante monoporzione quanti sono gli invitati;
Affettare la mela sottilmente;
Disporre come base l’insalatina mista, le fettine di mela verde, e sopra i gamberi con la loro marinata, decorare con qualche chicco di melagrana o la scorza del lime…
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1:57 PM
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Etichette: Antipasti
Tutto Pesce
Ieri sera cena per pochi chez moi! Pochi i commensali, ma una delle serate più belle trascorse insieme, visto anche il periodo iper intasato di “cose da fare” un po’ per tutti, però trovare il tempo per passare qualche ora serena in compagnia, riscalda il cuore oltre che il pancino, dato che il freddo si fa sentire sempre più pungente.
Menù veloce da assemblare e sperimentale, perché non avevo mai provato nulla di quello che ho proposto prima di ieri.
Chips di zucca
Insalatina di gamberi, mele&yogurt
Barchette di Radicchio con mousse di salmone all’arancia
Risotto alla melagrana&branzino
Profiteroles, gentilmente offerti da Vale&Vale.
Chips di Zucca:
affettare sottilmente un pezzo di zucca dalla polpa compatta e passare in forno già caldo a 180° fino a che le lamelle non siano asciutte e dai bordi secchini;
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1:55 PM
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mercoledì, dicembre 07, 2005
GRRR...
Ore 21.54 di un mercoledì sera qualunque. io&sky siamo appena tornati dal mini-giro serale intorno al palazzo, ora mi sorge una domanda spontanea: ma perché cavolo una ragazza non può uscire di casa con il cane dopo che il sole tramonta senza che ci sia puntualmente l’idiota di turno che rompe le palle camminando e deve per forza dirti qualche cosa ammiccando con l’amico ancora più idiota di lui?! Soprattutto in qualche lingua strana che è ancora più fastidioso…ma poi nemmeno fossi in ultra-minigonna inguinale con taccazzi extraalti e scollatura da pantera, per pochi motivi stupidi ma essenziali:
1. i tacchi li odio, nel mio stratosferico metro-e-sessanta-dichiarato, zampetto su ballerine ipercomode;
2. le minigonne, come le gonne in generale mi provocano uno stato di ansia da collant che poco tollero…le metto ma se posso le evito, meglio un bel pantalone;
3. ma che scollatura?????!?
Mi fanno veramente “inalberare” tutti quei furboni che solo per rinfrescarsi la bocca devono per forza dirti qualche cosa della serie “ehi bella..”, “ciao bella…” in un italiano che prima di capire che è italiano passa mezz’ora: Il GIOCO DEL SILENZIO NON ESISTE PIU’???!? ripassiamo le regole?
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Etichette: Momenti di vita
Mochi&Azuki
Grazie aFiordizucca per aver postato la ricetta per la marmellata di azuki!
Li ho comperati anche io un paio di giorni fa e dopo averli lasciti a bagno per una notte oggi a pranzo una parte è finita con il riso integrale e una parte è diventata marmellata di accompagnamento ai mochi che avevo comperato a Londra e che qui non ho ancora ritrovato.
Leggendo "Il medico di se stesso" di Naboru Muramoto, ho appreso che gli azuki sono un toccasana per i reni e i miei di reni hanno bisogno di essere rinforzti, per cui come da prescrizione ho tenuto una parte dell'acqua di cottura dei fagioli, da bere tiepida una mezz'oretta prima dei pasti.
Credo che la mia marmellata sia un po' troppo dolce così per attenuare farò un budinetto di riso&latte così da creare anche un contrasto di colori!
Hugs,kisses&cookies
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domenica, dicembre 04, 2005
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Foyles
L'ultima sera, prima del rientro la tappa fondamentale è stata Charing Cross Rd, con puntata finale da Foyles.
Entrate tranquillamente, ci siamo dirette alla cartina della libreria in cerca del reparto di Embrodery, o Art&Crafts. Scopriamo che è al secondo piano, prendiamo il piccolo ascensore e aspettiamo che arrivi.
Tra una chiacchiera e l'altra mi suona il telefono, esco dall'ascensore armeggiando per rispondere e inizio il giro nel labirinto di scaffali.
Parlando ero totalmente sovrappensiero e buttando l'occhio qua e là vedo che ci sono tante sedie orinatamente poste in file, ho pensato che da lì apoco ci sarebbe stata la presentazione di qualche libro in uscita, mi giro bene e vedo che c'è un signore tutto intento a firmare copie di libri; mi volto ancora meglio per capire chi sia...leggo da lontano il titolo del libro: "A Short History of nearly Everything"...inizia a battermi il cuore...guardo ancora meglio chi sta firmando...è lui...oh my god! BILL BRYSON, lì davanti a me...ero ancora al telefono, mi sono zittita e credo di aver passato tutti i toni del rosso con relative sfumature intermedie...era lui!
Bell'ometto cicciotto e pacioso, classico viso tondo pelatino con gli occhiali, ridacchiava con quella che credo fosse la sua agente e un commesso...ho allontanato la mamma, ho preso coraggio e mi sono avvicinata chiedendo se potessi avere una copia del libro, abbiamo fatto due chiacchiere veloci, e mi sono allontanata con i piedi a 15cm dal suolo!
Ero emozionata come una bimba, lui, il mio scrittore di viaggi preferito...lui che mi ha fatta divertire con ogni singola riga dei suoi testi...che gioia immensa!
Hugs,kisses&cookies
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15 kg di libri
Spese pazze per Natale, in un certo senso la gita a Londra ha contribuito nei primi acquisti di stagione, peccato che al contrario del tradizionale shopping edonistico ci siamo lanciate in una maratona per svuotare quante più liberie possibile in quei 5giorni...risultato: due bagagli amani carichi con 15kg di lirbi di cucina!
questi sono i volumetti più leggeri, tutti ora accatastati a pigne sparse in camera! aiuto...sono sommersa
,kisses&cooking
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venerdì, dicembre 02, 2005
PlumCake Arance&Cannella
Ingredienti
250g farina
150g burro a temperatura ambiente
200g zucchero a velo
2 uova intere
1 tuorlo
2 cucchiaini di baking powder
2 cucchiaini di cannella in polvere
1 arancia grossa
latte q.b.
-Preriscaldare il forno a 210°.
-Affettare sottilmente l'arancia, metterla in una casseruola con zucchero e un po' di acqua e cuocere a fuoco dolce fino a che non sia morbida e caramellata; lasciar intiepidire;
-Lavorare a pomata il burro, deve essere morbidissimo e cremoso, aggiungere lo zucchero a velo e continuare a lavorare con le fruste elettriche;
-Aggiungere le uova una alla volta sempre mescolando, questa volta delicatamente, in utlimo aggiungere il tuorlo;
-Setacciare la farina, lievito e cannella e versarle in due volte nell'impasto avendo cura di non smontare il tutto;
-Prendere lo stampo da plumcake,(io ho comperato quelli di cartoncino usa-getta), versare due terzi dell'impasto, livellare con la spatola, adagiarvi sopra qualche fetta di arancia candita, versare il resto dell'impasto, dare un colpetto sul fondo così da aggiustare il tutto, finire di decorare con le restanti fette di arancia;
-Infornare per 10 minuti, abbassare la temperatura a 160° e finire la cottura per altri 25 minuti.
-Sfornare, servire tiepido spolverizzando con zucchero a velo e ancora un po' di cannella, o con una pallina di gelato alla vaniglia.
La ricetta originale è di Santin, lui però ha usato i marroni canditi, io avevo delle spendide arance biologiche.
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Londra: cinque giorni di passione!
La sveglia venerdì mattina ha trillato alle 6.00, quando fuori il gelo e il buio della notte erano ancora i protagonisti assoluti.
Il nostro volo sarebbe partito alle 10.30, ma come sempre quando si viaggia low-cost è bene essere al check-in con le consuete due ore di anticipo, preventivando almeno 40 min. per raggiungere l’aeroporto di Orio al Serio abbiamo spaccato il secondo.
Imbarcati i bagagli, ci siamo incamminate verso il bar per il secondo caffè, così per ammazzare quell’ora e mezza che ci restava e anche nella speranza di uscire dal torpore dovuto un po’ al sonno e un po’ al freddo, personalmente più al sonno perché intanto che la mamma era alla cassa io sono caduta in uno stato di trance mistica fissando il vuoto davanti a me in piedi accanto al banco, tanto che un signore tedesco dopo 5 minuti abbondanti mi ha fatto un cenno con la mano per destarmi, mi ha guardata e con le mani unite appoggiate al viso mi ha chiesto se stavo dormendo….l’ho guardato e gli ho risposto sempre gesticolando che aveva ragione! Peccato che io avessi davanti la tazzina del caffè e lui una pinta di birra: erano le 9.00 am…
Non che a Orio ci sia poi molto da fare, così dopo il solito giro in edicola, siamo andate direttamente al gate, in attesa. Una volta sull’aereo ci siamo scelte i nostri posticini comodi e ci siamo tuffate nella rispettiva lettura;
Dopo un’oretta circa, avendo ormai sfogliato due volte “Io Donna”, ho visto che nelle file avanti c’era un po’ di movimento: erano dei ragazzi che stavano cercando di sistemare la chitarra e il basso; quando uno di loro si è alzato hanno iniziato a chiacchierare del locale in cui avrebbero suonato, così ho chiesto loro se erano un gruppo, che cosa suonavano…un po’ di conversazione!
La rock-band si chiama RDB, sono in 5 tutti di milano e dintorni.
Lo scorso anno hanno suonato tutto inverno alle Scimmie e hanno fatto qualche serata anche alla Blues House, due bei palcoscenici, e lo scorso weekend avrebbero suonato in un paio di pub a Londra.
Sono tutti molto alla mano, direi che come età non superano i 30 e a prima vista rispecchiano i classici canoni dei rockettari, jeans maglietta capelli lunghi neri raccolti in una coda! Parlando è emerso che uno di loro è di Sesto, così ho colto l’occasione per proporre loro un’intervista volante per il giornale…ora devo parlare con il mio caporedattore per chiedere l’ok e se poi loro fossero ancora interessati sarebbe bellissimo! Cross your fingers!
Atterrare a Stanstead è altrettanto comodo che non a Heatrow o Gatwick, perchè I treni che portano in centro città sono numerosi e anche frequenti, oltretutto si viaggia velocemente senza perdere troppo tempo…tempo che invece ci hanno rubato una volta in albergo perchè la nostra stanza non era mai pronta.
Dopo due ore di attesa e molta pressione finalmente ci hanno lasciato accomodare in camera, dicendoci che si scusavano infinitamente per l’attesa e che per questo motivo ci avevano anche fatto un upgrade, quindi una stanza più comoda e grande.
Avremmo potuto abbandonare i bagagli alla consiérge e incamminarci per le strade della città, ma entrambe eravamo un po’ affamate e non avremmo immaginato di dover attendere così tanto.
Accoccolate sulle poltroncine della sala da thè dell’albergo ci siamo deliziate con un “Vegetable stir-fry and basmati rice” per me e un “ Crab noodle salad” per la mamma, il tutto accompagnato con un luuuuuungo sorso di caffè e i concerti per liuto di Vivaldi in sottofondo.
La saletta era composta di una prima stanza con un divano quasi sfondato e un paio di tavolini come il nostro accostati alla parete, di fronte all’ingresso due gradini lasciavano spazio ad un piccolo palco rialzato sul quale c’erano altri divani da due posti, ognuno con un piccolo tavolinetto davanti già pronto per il rituale del thè pomeridiano; al fondo della parete un camino scintillava e riscaldava l’ambiente, le finestre filtravano i raggi del sole che stava già iniziando il suo tramonto; il rumore del traffico era parato dai vetri spessi dai quali però si poteva assistere al brulicante passaggio di cabs, autobus e pedoni sui marciapiedi, per la maggior parte turisti, armati di sciarpa, cappellino e pianta della città. Il calore era ulteriormente dovuto agli addobbi natalizi, due pini infiocchettati ai lati delle finestre, le ghirlande sulla cornice del camino e sui corrimani, qualche altra decorazione qua e là. Tutti ci colori erano sulle tonalità dei verdi e dei rossi, dal muschio intenso per i divani, al porpora delle poltroncine, più chiara la tappezzeria, molto british nello stile per cui righe verticali di due larghezze differenti…luci soffuse ma abbastanza forti da non lasciare che le palpebre si chiudessero, musica in sottofondo delicata che a tratti destava e a tratti cullava, il chiacchierio dei presenti molto sommesso, nessuno che osasse alzare il proprio tono di voce tanto da essere udito anche da altri che non fossero al proprio tavolo; lo sgambettio continuo dei camerieri e del personale che si prodigava in cortesia e gentilezza, ma che nella pratica era carente.
Il relax era sovrano.
Il nostro pranzo è stato soddisfacente, la presentazione dei piatti curata e molto precisa, bello il gioco di contrasti per i noodle della mamma: piccoli vermicelli all’uovo che facevano da nido ad un insalatina tiepida di polpa di granchio,( preciso: polpa di granchio e non surimi), con una citronette di lime,olio di oliva e coriandolo.
Il mio stir-fry altrettanto invitante era un mix di julienne di zucchine, carote, sedano rapa e peperoni saltati velocemente tanto da restare ancora croccanti, bilanciati dalla morbidezza dei funghi shiitake in agrodolce il tutto rinfrescato dalla cupola di basmati al lime e coriandolo, alla quale era stata affiancata una ciotolina di chutney agrumato.
Dal menù la mia scelta per il pranzo non era molto ampia, perché molti piatti prevedevano nella preparazione l’uso di qualche farina o pietanze glutinose, ma questo che sarebbe stato un “accompagnamento” è invece stato investito del ruolo di piatto unico in modo eccellente.
Dopo aver scaldato pancino e mente, dopo le famose due ore di attesa, scaricati i bagagli in camera, cambiate velocemente, ci siamo rigettate nel freddo e godute l’ora del tramonto a spasso per Chelsea.
Hugs,kisses&cookies
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giovedì, dicembre 01, 2005
Some more London
Good morning everybody!
sono tornata ieri pomeriggio da una breve scappata a Londra con la mia mamma!
Ci siamo regalate 5 giorni di scarpinate avanti e indietro per tutta la città, godendoci il sole, (quando qui a quanto mi è stato detto, nevicava), l'atmosfera natalizia che già aleggiava in ogni angolo e lo scambio culturale che caratterizza la vita inglese.
Sono state giornate favolose, sia per il fatto che sono tornata a "casa" per poco, sia perchè finalmente le ho passate interamente con la mammetta, cosa che purtroppo accade di rado!
Abbiamo staccato il cerevello dalla routine milanese, dagli ultimi avvenimenti poco rosei e dalle beghe lavorative!
Abbiamo reso ultrafelici tutti i librai londinesi, tanto da rimpatriare con un eccesso di 9kg di bagaglio...erano tutti libri!!!
Con calma inizierò il mio report, perchè di chicche da raccontare ne ho che risalgono a quando abbiamo messo piede sull'aereo in partenza sino alla sera prima di rientrare...
hugs,kisses&cookies...o forse meglio Hugs,kisses&mince-pies
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giovedì, novembre 24, 2005
Abbiamo la CUCINA!!!
H.14.30 partenza da Melegnano alla volta del rivenditore Cooky Store con cui avevamo appuntamento per visionare progetto e preventivo: dopo 3 ore di chiacchierata abbiamo firmato il contratto per la cucina!
Consegna prevista: febbraio 2006, mese in cui potremo finalmente io&ste potremo definitivamente parlare di "casa nostra"!
Beh, eravamo emozionati e felici! anzi siamo ancora emozionati&felici!
Hugs,kisses&cookies
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Il riposo dei giusti!
Belle notizie dal veterinario: il cimurro è regredito, non guarito ovviamente perchè la forma è cronica, ma sotto controllo! Basta antibiotici!!!! YEAH!
La cura ha fatto il suo effetto, la vitalità di Sky è alle stelle, la sua allegria è contagiosa e la sua curiosità verso tutto quello che lo circonda è spropositata!
Ieri mattina, una volta arrivati a Melegnano ci siamo incamminati per andare in ambulatorio, e sulla strada abbiamo incontrato un simpatico Fox Terrier che in solitaria ha deciso di accompagnarci; la scena è stata questa: Io e Sky troterellanti tutti tranquilli, pausa pipì...in quell'istante ci vediamo arrivare sgambettante questo scricciolo di cane che inizia a stuzzicare Sky per giocare, il quale ha pensato bene di rincorrerlo...all'altra estremità del guinzaglio c'era il mio polso; dopo un primo tentativo di strattonarmi, c'era sky che tentava di andare dietro al cagnolino e io che girata dalla parte opposta mi dirigevo in senso contrario...ristabilito l'ordine: io prendo l'iniziativa e decido la direzione di marcia, sky ha riprovato a tirare verso ilcane...e io all'opposto...testa dura io e lui, la gente che mi guardava come fossi una pazza, stranita dal fatto che non avessi intenzione di lascirami tirare dal mio cane ma che avessi la strana pretesa di essere il capobranco!
Tanto non demordo, è inutile agitarsi urlare o strattonare bruscamente, non serve assolutamente a nulla, meglio stare tranquilli e rilassati così anche il cane percepisce la fermezza ma anche la pace del nostro animo e di conseguenza non fa "il matto".
Una volta dentro lo studio del veterinario Sky ha fatto il suo show cercando di cinvolgere chiunque avesse a disposizione per giocare...ad un certo punto raggiunta una certa tranquillità si è accorto di una gabbietta di topini posta in un angolo della stanza...mi ha guardata e poi gli è andato vicino, li ha squadrati per qualche minuto perchè li vedeva tutti intenti nel loro frenetico movimento da una parte all'altra della loro casetta, correvano, trasportavano foglioline, bevevano e mangiucchiavano semini...senza sosta e lui era come ipnotizzato, con le orecchie tese tutto attento a non perderne di vista nemmeno uno...io ridevo perchè era comico, appena uno si spostava lui lo seguiva, ma non voleva deconcentrarsi dagli altri non sapeva più quale guardare e ogni tanto lanciava un'occhiata anche a me, e poi dopo una decina di minuti ha spiccato il suo salto...il suo modo di attirare l'attenzione degli altri cani per giocare, gli si para davanti e salta sulle zampe posteriori, li chiama perchè vuole che lo seguano nel gioco, a questo di solito segue uno sbuffo comicissimo e un WOF di richiamo della serie: "oooh...mi dai retta o no?!"
quando però ha capito che quei topini non lo consideravano si è accasciato ha sbuffato e si è messo a pisolare!
Silvia, la veterinaria lo ha osservato in questa sua danza e si è messa a ridere con me! poi però mi ha dato la Verbenia come fiore di bach da dargli per incanalare le energie ed evitarne la dispersione, perchè come capita anche per i bimbi, quando sono troppo curiosi, vigili e quasi al limite dell'iperattività non riescono a stare concentrati perchè temono di perdersi qualche cosa, e questo li aiuta invece a dirigire l'energia!
Che comica!
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1:48 PM
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Etichette: Momenti di vita
martedì, novembre 22, 2005
108!
Eccone un'altra che ha lanciato il tocco nel cortile dell'Università.
Brava Vale! Complimenti!
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Gaia
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Etichette: Momenti di vita
Pane Gluten-free
ecco il mio primo pane senza glurine...
la foto mimetizza bene, non è lievitato troppo però è ancora buono oggi.
Con un po' di pratica e costanza anche questo diverrà parte del repertorio!
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Gaia
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Etichette: Pane, Senza Glutine
lunedì, novembre 21, 2005
Domenica di grande cucina casalinga.
Come annunciato a perec, ancora brasato! La ricetta è quella postata solo qualche giorno fa, senza Brunello, ma questa volta con un Dolcetto d’Alba scelto dal gusto della mamma.
Buono, decisamente! Accompagnato da una bella polenta taragna, in puro stile valtellinese…farina comperata a Bormio tempo fa…di quelle che fanno sviluppare un bel bicipite durante la cottura per chi come noi ha pensato bene di “dar via” il paiolo di rame con motorino…ne guadagna la resistenza fisica, ma dopo 40 minuti un velo di indolenzimento inizia a manifestarsi!
La scorsa settimana, grazie alle indicazioni della mia Ziotti, sono andata in un negozio di alimentazione biologica aperto non molto distante da casa e di cui ignoravo completamente l’esistenza; lo scopo oltre a quello di curiosare era anche cercare e possibilmente acquistare farina senza glutine da poter usare per panificare e altri ingredienti che per me ora sono diventati “primari” ma che possono sembrare ancora “alternativi”. Sono riuscita a trovare della farina senza glutine integrale che ieri mattina ho usato per farmi un po’ di pane…cambia il modo e l’approccio: in fin dei conti ciò che aiuta il lievito nel suo importante lavoro di sviluppo è proprio il glutine!!!
Ci tenevo a provare e anche se il primo risultato è stato buonino questo mi dà l’opportunità di ri-provare e mettere a punto quelle che secondo me sono le pecche.
Ho seguito le dosi e procedimento da confezione perché non sapendo ancora quali sarebbero state le reali differenze nell’impasto e nel prodotto finale né i tempi di cottura appropriati ho deciso ddi restare fedele alle istruzioni.
La prossima volta so che devo mettere più farina e meno acqua un po’ più di sale, (ma quello è un mio vizio di lasciare un po’ indietro, perché si può “sempre aggiungere” ma è più difficile togliere il sale in eccesso), devo impastare come per il pane normale e lasciare raddoppiare di volume…piccoli accorgimenti.
Il gusto è buono, la crosticina in superficie è croccante ma l’interno è ancora soffice! Sono contenta di esserci in parte riuscita perché finalmente posso tornare ad un’alimentazione più varia rispetto al periodo in cui avevo totalmente eliminato pane,pasta e pizze varie…non sento la mancanza della pasta, non ne ho mai mangiata tantissima, ma ho fatto una fatica Ercolina a rinunciare al pane…adoro il pane, tutti i tipi: quello fragrante appena uscito dal forno, ancora tiepido dal quale si possono pregustare gli effetti del primo morso grazie al quale le labbra si appoggiano alla parte croccante e i denti affondano nella pasta morbida e confortante; si sente il gusto della mollica delicata e ancora un sentore di pasta lievitata…se poi il pane è aromatico, magari preparato con qualche cereale come la segale anche l’occhio ne resta subito colpito per quel particolare colore scuro e l’impatto è rustico e rimanda ad una merenda consumata su un prato in montagna o ad una colazione tipicamente nordica…una bella fetta spalmata di confettura di more o mirtilli!
Ecco ora sono commossa!
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6:41 PM
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Fiore di Thai&Venere al curry di zucchine e gamberi
Venerdì sera mi sono dedicata all’etnico con un piatto inventato di sana pianta,( con tanti “copia&incolla” mentali), tornando a casa dalla passeggiata con Sky.
Sapevo di avere in dispensa un pacchetto di riso Thay e uno di Venere aperti ma entrambi insufficienti per una cena presi singolarmente, in frigo invece c’era una confezione di gamberi del carpaccio di spada e qualche zucchina, così ho pensato di rivisitare il riso al curry.
Risultato: Fiore di Thai&Venere al curry di zucchine e gamberi
Ingredienti:
150g riso thay,(bene anche il basmati)
150g riso venere
3 zucchine piccole o 2 medie
3 scalogni
gamberi a piacere,( io ne avevo 150g, ma anche qualcuno in più non avrebbe sfigurato)
1 cucchiaino di curry
1 cucchiaino di paprika dolce
olio, sale
brodo vegetale
La cottura pilaw dei risi deve essere fatta in due pentole separate, altrimenti sarà tutto nero!
-Preparare un litro di brodo vegetale e tenere in caldo;
-Steccare due dei tre scalogni con due chiodi di garofano, scaldare un filo di olio in ognuna delle pentole per i risi, imbiondire gli scalogni e tostare i risi a fuoco vivace, bagnare con un mestolo ciascuno di brodo, lasciare evaporare e coprire i risi con almeno due dita di brodo, incoperchiare abbassare il fuoco e se possibile mettere un peso sopra i coperchi; Calcolare 15 minuti di cottura…mai aprire per controllare!!!!!!
-Nel frattempo, pulire le zucchine, tagliarle a tocchetti e farle saltare velocemente in un filo di olio con il restante scalogno tritato, quando sono cotte ma ancora croccanti, aggiungere i gamberi puliti, sgusciati e privati del budellino e cuocerli insieme alle zucchine per un paio di minuti con paprika e curry. Tenere in caldo.
-Quando i risi sono pronti, spegnere il fuoco togliere il coperchio e sgranare con una forchetta i chicchi per separarli bene facendo attenzione a non romperli.
-Inumidire uno stampo tipo pirex della forma desiderata, perfetto quello da budino, e alternare i risi premendo perché si compattino uno all’altro in strati a piacere…io sono partita dal Venere che poi è rimasto in superficie.
-Una volta terminato capovolgere lo stampo sul piatto da portata, versare sopra le il curry di zucchine e gamberetti e servire caldo.
-Io ho guarnito il piatto con delle fettine di spada leggermente marinate in olio, lime e prezzemolo!
Buon Appetito a tutti!
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6:40 PM
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Etichette: Risotti
sabato, novembre 19, 2005
Torta Modica
250g ricotta fresca
200g farina senza glutine
2 uova
180g zucchero semolato (io ho usato pari quantità di fruttosio)
50g cioccolato puro di Modica
1 1/2 cucchiaino di baking powder, (o 1 bustina di lievito per dolci)
-Preriscaldare il forno a 180°
-In una terrina lasciar colare la ricotta, poi setacciarla e aggiungere lo zucchero e sbattere bene con le fruste elettriche per avere un composto morbido;
-Aggiungere i tuorli uno alla volta continuando a mescolare bene;
-Montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale;
-Setacciare nel composto di ricotta la farina con il lievito, mescolare in modo da evitare eventuali grumi, grattugiarvi il cioccolato di Modica;
-Aggiungere anche gli albumi dolcemente.
-Versare in uno stampo e cuocere in forno già caldo per 30 min.
La particolarità di questa torta sta proprio nella scelta del cioccolato da cui ho scelto il nome. Quello di Modica è “strano” a vedersi perché si presenta con una consistenza granulosa, rompendo la barretta si possono distinguere i cristalli di zucchero e la superficie è opaca e quasi setosa, non lucente e delicata come quella del cioccolato industriale.
E’ cioccolato puro, amaro al gusto, lega il palato e la lingua, ma gustandolo si assapora prima il sapore vero del cacao, poi quello dolce ma tenue dello zucchero.
Dato che avevo in casa sia quello alla vaniglia sia quello al caffè, questa volta ho testato il secondo, che si è prestato egregiamente nella torta aggiungendo un retrogusto di caffè tostato che arriva al palato in ultima istanza. Una volta fatta raffreddare la torta l’ho decorata con una glassa al cioccolato e caffè.
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10:06 AM
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Etichette: Senza Glutine, Torta
venerdì, novembre 18, 2005
Manzo al Brunello
1kg di Costa di manzo
1 bottiglia di Brunello
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla
4 foglie di alloro
chiodi di garofano
burro
farina, (ovviamente senza glutine per me!)
olio
sale e pepe
-Marinare la carne in una capiente terrina con il vino la carota e il sedano a tocchetti, la cipolla steccata per 6 ore, meglio una notte intera avendo cura di girarla almeno una volta.
-Togliere la carne dalla sua marinata, asciugarla leggermente e infarinarla.
-Scaldare tre cucchiai di olio con un poco di burro in una casseruola e far rosolare bene da tutte le parti la carne con la cipolla della marinata tagliata finemente, bisogna sentire sfrigolare bene bene bene…
-Quando si è formata una crosticina in superficie, aggiungere un mestolo della marinata lasciar evaporare l’alchool, abbassare il fuoco e aggiungere ancora due o tre mestoli della marinata insieme alla carota, sedano e gli aromi;
-Coprire e lasciar cuocere a fuoco dolcissimo per un paio di ore, verificando man mano che non manchi mai il liquido e aggiungendo se serve poco alla volta ancora un po’ di marinata.
-Terminata la cottura, togliere la carne dalla casseruola e avvolgerla nella stagnola;
-Frullare il liquido di cottura e lasciarlo ridurre fino ad ottenere una cremina densa con la quale nappare le fette di brasato.
-Servire con una polenta non troppo morbida.
Questa ricetta l’ho scovata su un catalogo di cucine in stile rustico. Ogni pagina presentava una cucina diversa alla quale era abbinata anche una ricetta, prevalentemente di carne.
Dato che conosco la passione smodata di Ste per la carne e i brasati, stracotti etc. gli ho proposto di tentarla una domenica di pioggia. Siamo andati al super a fare la spesa e ci siamo fatti tagliare un bel pezzo di manzo, peccato che qui in città non sia ancora riuscita a trovare un macellaio che abbia della carne che rimanga della sua pezzatura anche in cottura, si riduce tutto tristemente! Infatti in previdenza di ciò abbiamo abbondato e invece che 1kg, ne abbiamo preso 1kg e ½…anche perché a tavola erano tre carnivori che si sono contesi l’ultima fetta…tenendo conto che Ste da solo si è mangiato 8 hg di tagliata da solo….
Abbiamo apportato una variante al vino perché una bottiglia di Brunello era fuori budget, però rientrava una buon cabernet di Valpolicella, mi scuso con i cultori del vino, ma non avrei nemmeno osato con un più appropriato Barolo!
Era bello andare in cucina di tanto in tanto a controllare la cottura e sentire che il liquido sobboliiva dolcemente e la carne assorbiva i profumi e gli aromi dei chiodi di garofano, dell’alloro e del vino…
La cremina finale velava il cucchiaio e scivolava delicatamente sulle fette di carne, che si presentavano soffici all’interno e croccanti in superficie.
Non è rimasta nemmeno una goccia di “pucino” e tantomeno una briciola di manzo da proporvi…domenica provo con lo stracotto ma questa volta la carne è seria! Arriva dalla campagna!
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Ah..per chi mi conosce bene…si mi sto riavvicinando anche alla carne rossa, ma prima che mi vediate con una bistecca nel piatto passeranno ancora taaaaanti anni! Tollero la bresaola, un brasato e le scaloppine…ma per favore allontanatemi insaccati, salumi e vitello! Brrr..W Il pesce!
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Etichette: Secondi; carne
giovedì, novembre 17, 2005
mercoledì, novembre 16, 2005

il Tortino di Gianduja su gelato alla crema con scaglie di cioccolato bianco e ribes rosso...questo meriterebbe pagine e pagine da solo...
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9:48 AM
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Lo Stracotto al Barbera con la polenta, la cui farina arriva dalle marche e ha una diversa macinazione che la rende ultrafine quasi come la fioretta e una volta cotta resta di una consistenza quasi impalpabile mantendeno un gusto personale e diverso da quello dall�a polenta tradizionale lombarda
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Osteria Rampina
Sabato sera dopo aver passato un altro pomeriggio tra arredatori e fanfaroni, io&Ste insieme a Guido, che ci ha gentilmente aiutati con i suoi consigli di architetto, e Sabrina, abbiamo deciso di cenare all’Osteria della Rampina.
Il ristorante è sempre sotto la stessa gestione e tempo fa ne avevo scritto una breve recensione, non particolarmente gentile; l’osteria però è un discorso a sé nel senso che il proprietario ha voluto creare un luogo dove accogliere una clientela più giovane, che magari non è disposta a spendere 100 euro per una cena però non vuole nemmeno finire nella solita pizzeria senza personalità.
Approfittando del salone dedicato solitamente ai banchetti per le cerimonie, e grazie al fatto di avere una seconda cucina autonoma ma organizzata dalla stessa squadra di cuochi, la sera viene allestita una vera atmosfera da osteria. Lo scopo è quello di proporre un menù di piatti tipici della tradizione del basso milanese-lodigiano, dagli antipasti che si snodano intorno ad un’ampia scelta di salumi e formaggi, passando per i primi nei quali dominano i risotti sostando poi ai secondi con la predominanza di carni accompagnate ora che inizia la stagione fredda da una buona polentina, e concludendo in modo strepitoso con quattro o cinque desserts. Tutti i piatti rispecchiano anche la stagione, e possono essere innaffiati da una varietà di vini al bicchiere o in bottiglia notevole.
Tra i salumi iniziali si spazia dal Crudo di Prato Magno e quello Langhirano al classico Culatello di Zibello, alla Pancetta Piacentina, il Ciavuscolo di Visso e il Guanciale della cinta senese, Coppa di testa piccante, Bresaola naturale della Val Chiavenna, Salame di Fabriano;
I Formaggi sono a scelta tra Freschi del territorio
Erborinati
Stagionati
Saporiti
A pasta molle
Di capra
Tutti accompagnati da mostarde e pane casereccio.
I primi erano pochi, ma interessanti: Minestra di ceci e farro, Maccheroncini ai formaggi, Pasta e fagioli, Risotto al salto e infine Risotto al Pannerone e salsiccia;
I secondi: Stracotto di manzo al Barbera con polenta, Trippa alla milanese, Casseola, Costata di bue alla brace,(il prezzo/kg), Rane e pascetti fritti; Polenta con salsiccia chiodini e finferli;
I dolci: Pan Meini con panna liquida, Torta di pere e cioccolato, Mousse di cioccolato con cioccolata; Rosumada al Barbera, Sorbetto all’uva.
La nostra scelta si è articolata così:
- una degustazione di formaggi di capra e freschi del territorio, che comprendeva Castelmagno,Bagoss, Gorgonzola naturale di Casalpusterlengo un Creme de Chevre,(non so dove vadano gli accenti…) un altro di capra stagionato nel ginepro; serviti con: miele di castagno,mostarda di fichi e mostarda di arance,
- tre taglieri di salumi misti tra cui: la Coppa di testa piccante, la Bresaola Naturale, il Crudo di Langhirano, lo Speck del Trentino, il Salame marchigiano.
-Un risotto al salto e due al pannerone e salsiccia;
-Due Stracotti al Barbera e una Polenta e Salsiccia
-Un Tortino al gianduja,( non nella lista, su gentile concessione dello chef a Ste!)
-Due bicchieri di Gutturnio
Totale 68 euro in quattro.
Il tutto preceduto da un piccolo aperitivo di zucca a filetti fritta e Mondeghili, cioè piccole polpettine di carne. Nella tradizione lodigiana queste polpette venivano fatte usando i resti della crane con cui si erano preparati arrosti o bolliti nei giorni precedenti e dato che in cucina vige il detto secondo cui “non si butta via nulla” queste risultano uno dei migliori impieghi di riciclo degli avanzi!
Il tutto seguito da un vassoietto di caldarroste.
Il salone essendo molto ampio è stato come suddiviso in due stanze grazie all’arco che funge da divisorio, nella prima parte esattamente di fronte all’ingresso è stato posto un bancone a ferro di cavallo, sul quale sono adagiati una cesta con i formaggi da degustazione che vengono tagliati e preparati sul vassoio da portata sotto gli occhi degli avventori, così come per i salumi che sono riparati dietro una teca e che vengono affettati al momento con un’affettatrice ultraprofessionale e splendida, (che se non costasse così tanto sarebbe meravigliosa trionfante in cucina), accanto spicca un bellissimo mobile tipo dispensa sul quale vengono tagliate le forme di pane: ai formaggi, naturale e alle olive, servite in un cestino e disposte sopra un mazzo di grissini stirati.
Il resto del salone è occupato da pochi tavoli, la volontà è quella di mantenere tranquillità ma nel contempo rendere l’ambiente meno formale del ristorante a fianco.
La qualità è ricercata e i prezzi competitivi.
Siamo usciti con la pancia piena, e come direbbe la mia amica Vale:” Satolli,Tronfi e Tacchinii”
Non abbiamo speso nemmeno una follia, abbiamo passato una serata tranquilla e molto piacevole.
Credo di essermi già dilungata abbastanza anche se non ho ancora nemmeno iniziato i particolari di alcuni piatti che mi hanno colpita..lascio a dopo! Ora largo alle foto…
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9:35 AM
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domenica, novembre 13, 2005
...la cucina?!
Ecco questa dovrebbe essere la ia futura cucina. Vista così non rende, dal vivo sembra minuscola...sulla carta tutti mi dicono che invece ho un bello spazio! Il soffitto è quello definitivo, le nostre travi...le adoro!
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9:08 AM
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giovedì, novembre 10, 2005
La Cucina
Tempo di grandi scelte, tempo di cucina! La casa sta procedendo a ritmo sostenuto e di conseguenza anche noi ci dobbiamo muovere nella scelta dei "complementi d'arredo" per cui abbiamo iniziato il nostro peregrinaggio per i mobilifici brianzoli e pavesini alla rirerca di quello che ci "sconquiffera" di più...(sconquiffera...sconfiffera...se non ricordo male lo usava Mago Merlino nella mitica "La Spada nella roccia").
Sabato pomeriggio siamo entrati in un CookyStore, tanto per dare un'occhiata anche lì e siamo rimasti colpiti da una cucina che era allestita nella vetrina all'ingresso: è della serie "New Romantic" e si chiama "Fly", (al sito si vede qualche foto), è molto bellina, si adatta bene allo "stile" della casa che ha le travi di legno chiaro al soffitto, i muri con qualche mattone a vista,per cui essendo chiara con le rifiniture in legno è luminosa, quasi vecchio stile, ma allo stesso tempo anche moderna, perchè è vero che è un sottotetto mansardato, ma non è una baita montana! Abbiamo deciso di farci fare un preventivo e progetto, nel frattempo continueremo il nostro vagabondare qua e là...
Non centra assolutamente nulla con questo discorso, ma questa sera ho provato a fare il latte di riso, è venuto bene e domani mattina ne berrò una tazza a colazione, brevemente:
Le proporzioni sono:
1 tazza di riso integrale biologico
7 tazze di acqua
si mette il riso ben lavato in una casseruola con l'acqua e si lascia cuocere a fuoco dolciccimo per un apio di ore, poi si filtra il liquido tenendolo da parte, si spreme bene il riso con una garza in modo da far colare tutto il "latte" nella stessa acqua di cottura e si rimette sul fuoco per addensarlo a seconda del proprio gusto; dopo averlo colato e strizzato non l'ho fatto ridurre perchè era già abbastanza denso, il riso cotto l'ho usato come addensante per il passato di verdura che avevo preparato!
Poi vi racconto per bene da dove ho tratto l'idea e l'uso...ho fatto una nuova scoperta che merita di essere condivisa!
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9:27 PM
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mercoledì, novembre 09, 2005
Buongiorno!
La testolina di Sky sembrerebbe non essere più così tanto confusa...le cure antibiotiche inizano a fare il loro effetto, è tornato bello vispo e vivace come qualche mese fa...anche se le zampette posteriori sono sempre incaprettate quando corre, ma siamo tutti già più sollevati vedendo che reagisce bene alle cure!
Quack...
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venerdì, novembre 04, 2005
Biscotti “alternativi”

Ingredienti:
70g farina di riso
70g amido di mais, “maizena”
70g amido di patate, “fecola”
80g burro a temperatura ambiente
80g zucchero di canna semolato
1 uovo intero
1 tuorlo
1 cucchiaino di baking powder
1 bustina di vanillina
-Lasciar ammorbidire fuori dal frigo il burro.
-Setacciare le farine e il lievito, quando il burro è morbido, aggiungerlo alle farine e lavorare velocemente, aggiungere anche lo zucchero, impastare fino a ottenere dei bricioloni;
-Aggiungere anche l’uovo e il tuorlo leggermente sbattuti, dare l’ultima impastata;
-Formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola
-Lasciar riposare in frigo almeno ½ ora.
-Preriscaldare il forno a 180°, preparare un paio di placche rivestendole con carta forno;
-Stendere la sfoglia spessa a piacere tenendo conto che si “gonfieranno” leggermente in cottura;
-Dare la forma ai biscotti e cuocere per 15-20 min a forno statico.
Non avendo traccia di glutine, quando si è pronti per stendere la pasta, occorre lavorarla con le mani per un paio di minuti, senza scaldarla troppo altrimenti il burro sciogliendosi la rende appiccicosa e non più lavorabile.
Lo zucchero di canna conferisce un colore brunastro e un sapore più rustico.
Pensavo che legassero molto di più la bocca e invece sono friabili e leggerissimi! Ovviamente il sapore è diverso dai frollini tradizionali, ma sono davvero buoni…molto meglio rispetto a quelli industriali senza glutine che ho testato, e sono peggio di quelli che mangia Sky!
Con l’albume avanzato ho riprovato per l’ennesima volta a fare gli amaretti, ma anche questa volta ho miseramente fallito! Però ho capito il gap…l’impasto troppo morbido…oggi riprovo! In fondo ho la testaccia dura!
Hugs, kisses&cookies,(gluten-free but choco-rich!!!)
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giovedì, novembre 03, 2005
Welcome!
Mi raccomando, pulitevi bene le zampette sullo zerbino che ho appena passato la cera sul parquet!
Gente benvenuti in quella che si appresta ad essere la nostra capanna, mia e di Ste!
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2:19 PM
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Tornando a casa dalla campagna pavesina lo scorso sabato, io e la mamma ci siamo fermate a fare due compere da un fruttivendolo-gastronomia, oltre alla spesa di frutta e verdura classiche per la settimana, abbiamo preso 4 belle zucche a polpa gialla, sode compatte e molto dolci, dopo essermi fatta i muscoli per aprirne una, l'ho semplicemente tagliata a tocchetti e passata in forno per una quarantina di minuti, la polpa non si è sfaldata ma anzi ha assunto un'ulteriore compattezza, ora vorrei usarla oltre che da spuntino nel corso della giornata come ingrediente per ua torta o dei muffins con il cioccolato tipo quelli di Fiordizucca;
Non paghe ci siamo dirette rispettivamente al banco dei formaggi, io, e avendo adocchiato quei caprini un po' particolari, abbiamo deciso di provarli: sono a pasta dura, quasi burrosa come sapore, hanno il 45% di materia grassa e sono ricoperti con frutta secca, uno con albicocche a pezzetti e l'altro con l'uvetta passa...hanno un buon sapore anche se forse un po' troppo tendente al dolce, mi sono piaciuti ma mi devono ancora convincere;
Ultimo acquisto è stato per mia mamma un ritorno alla sua tradizione dell'oltrepo' cioè la mostarda questa volta ha preso dei limoni, che da ricetta vengono canditi in uno sciroppo di acqua e zucchero per tre volte, e poi vengono insaporiti da un paio di gocce di essenza di senape, che dona a tutta la frutta per mostarda quel tipico pizzicore che lascia senza fiato per i primi secondi ma non infiamma il palato non permettendo poi di distinguere i vari aromi...anche questi bene si accompagnano ai bolliti e ai formaggi a pasta molle come una buona crescenza; con i semi della zucca abbiamo provato una sorta di aperitivo, era sciocco buttarli, così li abbiamo recuperati puliti e asciugati poi passati in forno a seccare, alla fine cosparsi con un velo di sale e poi gustati così ancora tiepidi!
Hugs,Kisses&cookies
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mercoledì, novembre 02, 2005
Ricette senza Farina
Posto qualche ricetta di dolci che non prevedono l'utilizzo della tradizionale farina "00" già che mi devo abituare a farne a meno, tanto vale iniziare da subito.
Torta Paradiso
500g fecola
400g zucchero semolato
6 uova intere
1 bicchiere di olio d'oliva
1 bustina di lievito per dolci
Preriscaldare il forno a 180°.
sbattere le uova, setacciare gli ingredienti 2dry" e unire le uova, mescolare bene per evitare che si formino i grumi, versare il composto in una tortiera foderata di carta forno, o imburrata e infarinata,( con farina consentita), e infornare per 30 minuti.
Questa ricetta mi è stata data dalla cuoca dell'agriturismo "Il Biancospino", l'ho trascritta così da sue istruzioni, mi ha garantito la perfetta riuscita di una super torta morbida e gonfia...proverò!
Muffins
250g maizena
12g lievito in polvere
1 cucchiaio di zucchero
1 uovo intero
1 tuorlo
60g burro fuso
3 cucchiai di latte
Preriscaldare il forno a 180°
In una terrina setacciare la maizena, con il lievito e lo zucchero e formare una fontana nel centro;
Sbattere leggermente l'uovo intero e il tuorlo, aggiungerli alla maizena mescolando con cura;
Aggiungere il burro fuso e tiepido, se necessario anche il latte;
Versare il composto negli stampini da muffins e cuocere per 20-25 minuti, fino a che siano ben dorati.
Torta al Cioccolato
100g cioccolato fondente
60g burro
2 uova
70g zucchero semolato
1 presa di cannella
sale marino integrale
Preriscaldare il forno a 170à.
Far sciogliere burro e cioccolato a bagnomaria, lasciar intiepidire.
Dividere i tuorli dagli albumi, lavorare i primi con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro, montare a neve ferma con un cucchiaio di zucchero e un pizzico di sale i bianchi;
Amalgamare il cioccolato ai tuorli, e poi delicatamente anche gli albumi.
Cuocere per 25 minuti.
Appena avrò un pomeriggio di tempo, provo tutte le ricette e poi mostrerò i risultati!
Hugs,kisses&cookies(corn-flour cookies!!!)
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9:27 AM
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A cosa serve l’affetto?
Già che il mio umore segue fedelmente l’andamento meteorologico, in questi ultimi giorni è grigio e nebbioso come il cielo che ci sovrasta.
Lunedì mattina ho portato Sky a fare il prelievo di sangue per avere una risposta a quello che potrebbe avere: Cimurro! La cosa poco rassicurante è che se l’è preso ancora prima di essere vaccinato a trenta giorni di vita, quindi appena nato se non direttamente dalla madre che era malata o quantomeno portatrice del virus. La prima vaccinazione ha tamponato l’evolversi della malattia trasformandola in forma cronica invece che acuta o iperacuta come vorrebbe il normale decorso.
Ora siamo sotto cura antibiotica oltre che antinfiammatoria per le zampette e di sostegno per la cartilagine, non oso fotografare la sua valigetta dei medicinali, perché non mi sembra il caso, ma fa spavento.
Io sono arrabbiata, anzi furiosa, per il fatto che ha solo 7 mesi ed è “marcio” come mi ha detto l’ortopedico, che grazie al cielo non aveva peli sulla lingua quindi ha evitato un inutile conforto sulla piena ripresa da parte delle sue articolazioni.
Sono arrabbiata con quelli che lo hanno fatto nascere fregandosene delle possibili conseguenze, perché come mi ha anche detto Lorenzo, oltre che i vari veterinari, di certo vedendo come sono messe le sue zampe c’è da pensare che entrambi i genitori siano altrettanto displasici, per cui mi chiedo: MA COME CAVOLO SI PUO' GIOCARE COSì? Non saranno esseri umani, ma sono comunque esseri viventi e anche loro patiscono, soffrono, sanno cosa sia la felicità e anche il dolore. Parlano con lo sguardo, come noi non siamo più capaci di fare da tempo immemore, non hanno la parola e meno male perché qualsiasi cosa avessero da dire, avrebbero comunque ragione loro.
Sono arrabbiata perché ha solo 7 mesi, vero che paragonato all’età umana si aggira sull’adolescenza 16-18 anni, ma guardandolo quando è in un prato che corre vuole giocare con gli altri cani con cui ha fatto branco, li segue per richiamarli, e poi dopo il primo slancio si ferma perché non riesce quasi a stare in piedi…io ho il cuore che piange.
A cosa serve l’affetto se poi le decisioni a cui vieni messo a confronto sono difficili e presuppongono comunque la sofferenza?
Per quanto possano servire…hugs,kisses&cookies
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